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Opinioni e commenti
 

A Lipsia nasce la Progressive Alliance. Nencini: «Ricucire lo strappo, tracciare una nuova frontiera»
Pubblicato il 25-05-2013


Nencini-Lipsia

Il Sozialdemokratische Partei Deutschlands, l’Spd, il più grande partito tedesco era stato fondato a Lipsia il 23 maggio 1963 da Ferdinand Lassalle con il nome di “Associazione generale tedesca dei lavoratori”. Dopo 150 anni, sempre a Lipsia, l’Spd festeggia il suo compleanno lanciando la fondazione della “Progressive Alliance”. Presente ai festeggiamenti anche il segretario del Psi Nencini che, all’Avanti!, ha commentato il battesimo del nuovo soggetto politico affermando che «a Lipsia è nata ufficialmente una nuova organizzazione internazionale che si richiama ai valori del socialismo e della democrazia». Il segretario socialista ha detto che «meglio sarebbe stato non costituire un seconda realtà di questo tipo, ma mantenere l’unità dentro l’Internazionale, trasformandola e adattandola alle esigenze di un mondo cambiato». Insomma, uno strappo che segna un passaggio delicato per il mondo socialista, e dalla cui gestione dipenderà il futuro del riformismo internazionale.

APRIRSI AL MONDO – È stato lo stesso presidente della Spd,  Sigmar Gabriel, a spiegare l’importanza di un approccio internazionalista, ricordando che «prima di ogni altro partito, la Spd ha riconosciuto che non è sufficiente per far rispettare la libertà, la giustizia e la solidarietà solo nel proprio Paese. Per me, questa affermazione internazionalista è stata una delle ragioni principali, da giovane, per entrare nella Spd». Insomma, il partito fondatore e primo finanziatore dell’Internazionale socialista, vuole guardare oltre. Un’analisi condivisa da Riccardo Nencini che ha sottolineato, in un suo intervento a Lipsia, come «il tema del cambiamento è centrale nel dibattito interno all’Internazionale, un cambiamento anche di nome». Un tema, del resto, che «hanno proposto i socialisti italiani più di vent’anni fa, quando Bettino Craxi parlò di trasformazione, proponendo che l’organizzazione assumesse un nuovo nome e che si chiamasse “socialista” e “democratica”». «Delle proposte ancora oggi attuali», afferma Nencini, che ribadisce la necessità oltre che di cambiar nome, soprattutto di «mettere in atto strategie capaci di intercettare esperienze nuove, per avere all’interno dell’organizzazione nuovi soggetti a partire dai Democratici americani».

UNO STRAPPO DA RICUCIRE – Dal canto suo, l’esponente della Spd, Gabriel si dice convinto che «la cooperazione europea e internazionale è più importante che mai, sottolineando che «a livello europeo, la cooperazione con i nostri partiti fratelli funziona sempre meglio: nel gruppo socialista comune al Parlamento europeo e nel  Partito socialista europeo (Pse)» di cui il Psi è unico membro rappresentato dell’Italia. Per Nencini, però, «è l’Internazionale che, se subisce un processo di forte rinnovamento, continua ad essere il luogo deputato di quella cooperazione alla quale fa riferimento Gabriel e la nascita di un altro organismo che si pone in antitesi, senza aver costruito un punto di equilibrio, potrebbe rappresentare un punto di errore». Il segretario socialista ha ricordato, infatti, che «c’è stato un fatto significativo a Città del Capo, una rottura che non è stata sanata». Il riferimento è alla rielezione di Ayala alla Segreteria che, per pochi voti, sconfisse la candidata svedese, Mona Sahlin, appoggiata dall’Spd. «Coloro che sono stati sconfitti a Città del Capo sono i protagonisti della nascita di questo nuovo organismo. Non so se sia stato fatto tutto per sanare quella frattura spingendo in avanti il tema dell’Internazionale. Il rischio è di uno scontro, bisogna lavorare ancora per trovare punto di equilibrio e noi cominceremo a impegnarci per la ricomposizione». Il ruolo dei socialisti italiani sarà, dunque, quello di ricomporre la frattura e di «indagare una frontiera diversa, perché troppo silenzio c’è stato, in questi anni di problematiche legate alla crisi mondiale, da parte di organismi nati per interpretare e superare quelle stesse problematiche».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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