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Opinioni e commenti
 

A LIPSIA PER I 150 ANNI DELL’SPD IL VERTICE DEI SOCIALISTI. PAPANDREU E AYALA RISPONDONO A GABRIEL RILANCIANDO L’INTERNAZIONALE
Pubblicato il 24-05-2013


Nencini-Lipsia-PES

Nel giorno in cui, a Lipsia, la Spd, partito cardine dell’Internazionale socialista e più grande partito socialdemocratico della storia, celebra il suo centocinquantesimo compleanno, i rappresentanti di 80 partiti, provenienti da ogni parte del mondo discutono del futuro del socialismo. Futuro al quale si guarda da tanti punti di vista, alcuni genuinamente rivolti a rilanciare la socialdemocrazia a livello mondiale, altri molto più interessati alle controversie interne e nazionali. Presente anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, invitata dal presidente della Spd, Sigmar Gabriel, che ha partecipato alle celebrazioni in una sorta di clima da “grandi coalizioni” che pur non riduce il peso di quei tanti punti percentuali che separano l’Spd dalla Cdu della Cancelliera.

IL NOME CAMBIA, NON I PROBLEMI – Insomma, la nascita della “Progressive Alliance” lanciata dai socialdemocratici tedeschi in occasione delle celebrazioni, non supera i problemi che i socialdemocratici vivono in Europa, come in altre parti del mondo, e non annulla la grande discussione, in Germania come in Italia, sulla necessità che le forze socialiste hanno di rilanciare una strategia a livello europeo al di là delle contingenze che hanno portato ad aderire alle “grandi coalizioni”. Lo stesso segretario Nencini ha espresso scetticismo in merito al lancio dell’Alleanza progressista visto che l’Internazionale socialista rappresenta già una piattaforma comune tra le forze socialiste. «Il tema della sua riforma e dell’allargamento alle tradizioni democratica e riformista», ha detto Nencini, «era sul tavolo da tempo».

CEFISI, LA PROGRESSIVE ALLIANCE NON MODIFICA I VALORI SOCIALISTI – Per chi ha fatto del socialismo le sua bandiera, dunque, la Progressive Alliance proposta da Gabriel è da intendere come uno spazio di dibattito aperto sul tema della socialdemocrazia piuttosto che un’alternativa all’Internazionale. «Noi socialisti italiani non lasceremo certo la storica Internazionale socialista, lavoreremo, d’accordo con altri partiti socialisti europei specialmente dell’area mediterranea, a ricondurre ad unità una disputa che è più sugli strumenti e i mezzi che sulle ideologie». Ad affermarlo è Luca Cefisi, responsabile italiani all’estero del Psi e componente dell’ufficio di presidenza del Pse che ha aggiunto: «C’è da rilevare che mentre la stampa tedesca ha dato ampio spazio al contradditorio tra Gabriel e il presidente della Is Papandreu, la stampa italiana su questo tace, riportando versioni dei fatti alquanto distorte». Il riferimento è ad un presunto “superamento” dell’Internazionale da parte della Progressive Alliance in merito alla quale Cefisi specifica: «La proposta del leader socialdemocratico Gabriel con il sostegno del Pd italiano di promuovere  una nuova “Alleanza progressista” non va equivocata, con occhiali italiani, come una rinuncia ai valori socialisti. La Spd, del resto, festeggia un 150simo anniversario fiera di non aver cambiato mai nome né bandiera», aggiungendo che «vi è una polemica in corso, nella famiglia socialista internazionale sull’opportunità di allargarsi a forze progressiste, ma di storia non socialista, specialmente in America e Asia».

CRAXI, NON E’ ALL’ORDINE DEL GIORNO IL SUPERAMENTO DELL’INTERNAZIONALE – Su quanto avvenuto a Lipsia è intervenuto anche il responsabile esteri del Psi, Bobo Craxi, che ha sottolineato come «il superamento dell’Internazionale socialista non è all’ordine del giorno dei Partiti socialisti del mondo, piuttosto un suo coerente allargamento ad altre esperienze e un suo adeguamento programmatico adatto ai tempi». Craxi, che ha avuto modi di confrontarsi in un colloquio telefonico con il presidente dell’Internazionale, George Papandreou, ha specificato che è compito «delle organizzazioni politiche che fanno riferimento al Pse nel nostro continente, quello di individuare una piattaforma politica comune per affrontare le elezioni europee del prossimo anno, allargando il perimetro dell’identità socialista-democratica senza prefigurarne un superamento, che è il frutto e il pensiero del solo Partito tedesco».

L’INTERNAZIONALE E’ VIVA – E proprio per porre fine alle polemiche, George Papandreou e Luis Ayala, rispettivamente Presidente e Segretario generale dell’Internazionale socialista, sono intervenuti mettendo le cose in chiaro e difendendo l’organizzazione dalle critiche mosse dall’Spd, e, in particolare, dal suo Presidente Sigmar Gabriel, che sembra non aver gradito l’elezione degli attuali vertici all’ultimo congresso in Sudafrica, riducendo drasticamente i propri contributi all’Internazionale. Il leader greco e quello cileno scrtivono, infatti, richiamando l’esperienza della dittatura sotto la quale, entrambi nei rispettivi paesi, sono cresciuti e si sono formati. «Siamo stati testimoni degli orrori della repressione e della tirannia con familiari e amici imprigionati. Abbiamo vissuto l’esperienza dell’esilio. Questo ha influenzato il nostro desiderio di lavorare sempre per la democrazia e i diritti umani. Questo è fondamentale per il nostro impegno nell’Internazionale socialista. Siamo internazionalisti e socialisti e saremo sempre dalla parte di chi crede negli obiettivi dell’Internazionale socialista».

Roberto Capocelli

 

 

Roberto Capocelli

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Commenti all'articolo
  1. io la penso così che si deve valorizzare in europa l’alleanza socialisti-democratici ma senza annacquare o dimenticare l’identità principale socialista sinonimo dei sacrifici sofferti da Papandreu e Ayala in tempi di dittature e che i democratici e gli altri progressisti hanno il dovere di rispettare e anzi coltivarne la memoria storica e che non avrebbe senso sostituire la progressive alliance all’internazionale.ragion d’essere nel tempo della progressive alliance non può essere solo di essere spazio di discussione ma di proporre a latere della Internazionale Socialista in modo”ecumenico”e ”universalistico”l’unione delle forze progressiste non storicamente socialiste o europee.

  2. la progressive alliance deve essere il luogo dove alle forze storicamente socialiste si affiancano in modo aperto e flessibile le forze di altra origine storica senza annacquare nella internazionale l’identità socialista.l’internazionale a sua volta non può diventare socialista e democratica a pena di perdere identità e coerenza.i democratici italiani e europei sono”socialisti”sui generis,non possono sostituire il socialismo storico italiano.

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