mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Al via il taglio del finanziamento pubblico ai partiti. Il CdM approva la bozza
Pubblicato il 31-05-2013


Consiglio dei Ministri-tagli

«Il Cdm ha appena approvato il Ddl di abrogazione del finanziamento pubblico partiti e passaggio a incentivazione fiscale contributi cittadini». Come sempre più spesso accade in politica è un tweet a dare l’annuncio che arriva dal Presidente del Consiglio Enrico Letta. Insomma il finanziamento pubblico ai partiti politici, al centro di così tante polemiche, potrebbe essere arrivato davvero all’ultima fermata. Stop al finanziamento che lascia spazio a benefici quali detrazioni per le erogazioni volontarie, la destinazione del 2 per mille e la concessione gratuita di spazi e servizi. Benefici di cui si potrà usufruire solo ed esclusivamente se le forze politiche si doteranno di statuto, con criteri di trasparenza e democratici. La bozza del ddl entrato al Consiglio dei Ministri, terminato a Palazzo Chigi, prevede infatti le detrazioni sono del 52% per gli importi che vanno dai 50 ai 5000 euro, del 26% invece per tutti gli altri, fino ad un massimo di 20mila euro.

IL PERIODO TRANSITORIO DI TRE ANNI, A REGIME NEL 2016 – Affinché la nuova legge vada a regime, «ci dovrà essere per forza di cose un periodo transitorio, perché esattamente legato alla transitorietà con cui arriveranno i finanziamenti dei privati». Ad affermarlo è il ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi, al termine del Consiglio dei ministri dove è stato spiegato che il sistema di regolamentazione della contribuzione volontaria ai partiti politici prenderà avvio nel 2014, ma andrà a regime nel 2016. Solo a giugno 2015 gli italiani saranno infatti chiamati a dichiarare i propri redditi relativi al 2014. A quel punto saranno necessari altri mesi per permettere all’Erario di stabilire l’ammontare esatto della quota del 2 x 1000 da destinare a ciascun partito politico. Fino a tale momento, e quindi in via transitoria, tutti i partiti vedranno tagliati progressivamente i propri contributi pubblici: il meccanismo prevede una riduzione progressiva spalmata su 3 anni che va dal 40 al  60 per cento.

TRASPARENZA E DEMOCRAZIA INTERNA – Trasparenza online per i partiti e i movimenti politici. È quanto prevede l’art.9 del ddl “Disciplina del finanziamento dei movimenti e partiti politici” nel sancire che il registro dei partiti e dei movimenti politici dovrà essere consultabile in un’apposita sezione del portale internet ufficiale del Parlamento italiano. Sarebbe prevista inoltre una misura che incide sul cosiddetto “inoptato”. Si tratta di una misura compensativa: entro un determinato stanziamento, i fondi non espressamente attribuiti dai privati attraverso l’opzione del due per mille, saranno distribuiti ai partiti proporzionalmente alle somme stanziate in via esplicita. In una nota diffusa si parla anche di altri criteri: “per ottenere i contributi volontari, i partiti politici dovranno organizzarsi secondo requisiti minimi idonei a garantire la democrazia interna. Dovranno altresì assicurare la trasparenza e l’accesso a tutte informazioni relative al proprio funzionamento, anche mediante la realizzazione di un sito internet, completo nelle informazioni, chiaro nel linguaggio, facile nella consultazione. Su questo sito dovrà essere pubblicato il rendiconto di esercizio corredato dalla relazione sulla gestione e dalla nota integrativa, nonché il verbale di approvazione del rendiconto di esercizio”.

ALLARME FINANZE PD E PDL – E dopo l’allarme giunto ieri dal tesoriere del Pd, Antonio Misiani, che aveva parlato di una situazione economica “drammatica” nel Pd come conseguenza di un’eventuale abrogazione del finanziamento pubblico, annunciando  il ricorso alla Cassa integrazione per 180 dipendenti, all’apprendere la notizia è scattato l’allarme rosso anche in casa Pdl. Da via dell’Umiltà sono arrivati segnali di preoccupazione per il partito del Cavaliere che si trova a fare i conti con spese di gestione, affitti delle sedi e stipendi dei circa 200 dipendenti. Lo stesso Misiani, però, ha oggi provato a lanciare una proposta di mediazione, una sorta di terza via: «La via intermedia – ha detto il tesoriere democratico – può essere quella di un sistema basato sull’autofinanziamento ma con un forte incentivo per le piccole donazioni e tetti massimi per le grandi donazioni».

COMUNICAZIONE POLITICA – E, nella nota diffusa da Palazzo Chigi, si parla anche di comunicazione politica. “Il disegno di legge comprende inoltre nuove disposizioni in materia di comunicazione politica fuori dalla campagna elettorale: i partiti politici avranno diritto ad accedere a spazi televisivi messi a disposizione a titolo gratuito dalla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ai fini della trasmissione di messaggi (della durata massima di un minuto) diretti a rappresentare alla cittadinanza i propri indirizzi politici”.

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