martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Asse Letta-Hollande: dopo il rigore adesso tocca alla crescita
Pubblicato il 02-05-2013


Letta-Hollande-Parigi

Il successo o il fallimento di questo governo dipende dalla capacità di superare “l’incubo” disoccupazione. Enrico Letta, nel giorno delle celebrazioni per il primo maggio, ribadisce che crescita e lavoro sono le priorità del suo Esecutivo: l’occupazione è il ‘cuore’ di tutto, “se noi non riusciamo su questo sono sicuro che non ce la faremo”, dice da Berlino, poco prima di volare a Parigi per siglare l’asse che caratterizzerà la politica europea nei prossimi mesi: quello con Francois Hollande. L’intesa fra il premier italiano e il presidente francese, oltre che politica, è semantica. Holande usa le stesse parole pronunciate da Letta nell’incontro di martedì con Angela Merkel: “Serve che l’Europa metta la stessa determinazione che ha avuto sul rigore di bilancio per rilanciare la crescita”, scandisce il capo dell’Eliseo, poco dopo aver accolto ‘l’amico Enrico’.

CRESCITA? STESSA PRIORITA’ COMUNE, STESSA DETERMINAZIONE – Letta, poche ore prima, dalla capitale tedesca cercava di minimizzare le distanze dalla cancelliera: “Mi è sembrato che questa sensibilità sulla crescita ci sia”, diceva il capo del governo, sottolineando ‘l’ottimo clima’ sul piano personale con Frau Angela. Ma è evidente che il suo vero alleato è all’Eliseo, si capisce dalla calorosa stretta di mano con cui Hollande lo accoglie sui gradini del palazzo presidenziale. Tutt’altra atmosfera rispetto a quella trovata 24ore prima a Berlino. Aiuta anche la lingua: Letta parla bene il francese, cosa che Hollande non manca di sottolineare nella conferenza stampa che segue il faccia a faccia, insolitamente lungo: oltre un’ora e mezza. Sul nodo cruciale della crescita e dell’occupazione, del resto, la sintonia è piena: abbiamo l’obbligo che l’Europa apra “una nuova fase”, spiega Hollande. L’italiano condivide esprimendo un ‘tasso di soddisfazione del 100%’.

LETTA PRONTO A “RITOCCARE” LA RIFORMA FORNERO – Entrambi sottolineano che non si deve perdere tempo: il traguardo di nuove misure per rilanciare il pil dei Paesi Ue deve essere superato già nel vertice di giugno. Solo così, ammonisce Letta, si potrà fare qualcosa per alleviare quello che non esita a definire il suo ‘incubo’, e cioé la disoccupazione ed in particolare quella giovanile. Per farlo sono necessari interventi a livello europeo (sulla crescita, ovviamente, ma anche sull’Unione bancaria per ridurre i tassi) e a livello nazionale. Su questo fronte si dice pronto, ad esempio, a ritoccare la legge Fornero, visto che in questa fase ci sono delle rigidità che vanno superate.

LA POLITICA ECONOMICA DEL NEOPREMIER – Siglato il patto con Parigi, Letta vola in serata a Bruxelles. Prima al presidente del Consiglio Ue Van Rompuy poi, giovedì mattina, al presidente della Commissione José Manuel Barroso, ribadirà che il governo ‘intende mantenere gli impegni presi’ per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, ma chiederà anche che ‘all’interno di quegli impegni’ il Paese abbia ‘più margini di manovra’. In altre parole, l’Italia resterà sotto il 3% del rapporto deficit/pil per sfruttare i vantaggi concessi ai Paesi virtuosi. Per riuscirci, però, dovrà assicurare Bruxelles che l’Italia, nonostante l’ambizioso pacchetto di misure annunciate (dall’Imu, al congelamento dell’aumento dell’Iva) si terrà sotto il 3% anche nei due anni successivi. Cosa che intende fare, ma non ora. Sarà argomento di un successivo incontro con Barroso, spiega. Segno che il lavoro con il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, per trovare le coperture non e’ ancora completato.

NENCINI (PSI), E’ LA FESTA DEI SOCIALISTI – “Il primo maggio è la festa dei socialisti’. ha ricordato Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, sottolineando però che “Quest’anno c’é poco da festeggiare: sono ormai decine di migliaia i giovani e le donne senza un lavoro e chi ce l’ha non gode delle più elementari forme di tutela. Dagli ammortizzatori sociali, al diritto di maternità, all’assistenza in caso di malattia. Accanto a misure economiche urgenti, compresa l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, il Governo Letta – conclude Nencini- dovrà avere come priorità misure a sostegno dei lavoratori ‘a tempo determinato’ – di quell’esercito di ‘atipici’ e di partite Iva, di un’intera generazione di donne e giovani ‘invisibili’-, creare lavoro e smantellare la rete di privilegi di pochi”.

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