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Opinioni e commenti
 

COMMISSIONI, L’ON. DI LELLO: «SCELTE DI BASSO PROFILO AVRANNO CONSEGUENZE NEFASTE SUL GOVERNO»
Pubblicato il 08-05-2013


Nitto Palma

Un brutto segnale quello giunto, nella mattinata di ieri, rispetto all’elezione del presidente della Commissione Giustizia del Senato. Non è passato, infatti, il nome di Nitto Palma, ex Guardasigilli del governo Berlusconi. Per ben due volte non si è  raggiunta la maggioranza a causa di defezioni tra le fila del Pd che sembra aver mal digerito il nome designato da via dell’Umiltà. «Quanto accaduto rispetto alla Commissione Giustizia al Senato è solo il primo esempio delle conseguenze nefaste frutto di scelte di basso profilo». Ad affermarlo è l’onorevole socialista Marco Di Lello richiamando la posizione del Psi in merito alle nomine dei presidenti di Camera e Senato.

PSI ASTENUTO – Proprio il Partito Socialista, infatti, aveva deciso di astenersi nella votazione dei presidenti delle Commissioni di Camera e Senato come atto di protesta rispetto a quella che il segretario del Psi Nencini aveva definito «una spartizione e basta» denunciando che «tre forze politiche si sono divise, tra governo, organi di direzione politica del Parlamento e Commissioni, oltre duecento poltrone».

DI LELLO, «SCELTE DI BASSO PROFILO» – «Hanno fatto delle vere e proprie scelte di basso profilo che, anziché aiutare, penalizzeranno profondamente l’azione di governo», ha sottolineato l’onorevole Di Lello in riferimento a quanto auspicato proprio dai socialisti che, come ha ricordato lo stesso segretario Nencini, avevano «indicato criteri – competenza, esperienza, assenza di ogni forma diretta o indiretta di conflitto di interessi – che solo in minima parte, a leggere i nomi che girano, sono stati condivisi». Di Lello ha poi continuato sottolineando la sua profonda preoccupazione per quanto accaduto, chiedendosi «fino a quando si perpetuerà questo atteggiamento che nelle scorse settimane ha già portato al siluramento di personalità come Prodi e Marini e che non lascia presagire nulla di buono per il futuro».

UN PROBLEMA DI COERENZA – L’onorevole Di Lello afferma che il nodo centrale della questione riguarda «un problema di coerenza che tutti dovrebbero porsi così come lo hanno fatto i socialisti del Psi». «Mi chiedo», continua il coordinatore nazionale del Partito, «come si possa votare ex ministri le cui politiche sono state combattute negli anni passati. Noi non possiamo farlo e non capisco come gli alleati di centrosinistra possano pensare di continuare su questa strada».

DELUSIONE ANCHE PER I DEPUTATI DEL “TERZO SETTORE” – Delusione per le modalità con cui si sono decise le presidenze delle Commissioni anche da parte dei rappresentanti del cosiddetto “terzo settore”: «nessuno ci ha consultati, ci hanno solo assegnato il compitino». Così si è espresso il deputato Pd, Edoardo Patriarca, descrivendo la situazione di moltissimi parlamentari, in particolare di quelli provenienti dal mondo del terzo settore: «le decisioni al’interno del gruppo parlamentare del Pd – dice Patriarca – sono state prese finora seguendo logiche molto ferree, ma noi provenienti dal terzo settore non siamo mai stati coinvolti, neppure una volta, neppure con una telefonata per sapere come la pensavamo». Insomma, sembra proprio che, agli albori della Terza Repubblica, si sia deciso di applicare alla lettera il vecchio, famigerato “manuale Cencelli”.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

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@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Per molti anni, abbiamo combattuto il tentativo della DC di formare un un governo da soli, ora abbiamo votato PD ed i democristiani hanno realizzato il loro sogno, unendo i democristiani del centrosinistra, del centrodestra e del centro.

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