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Opinioni e commenti
 

Consiglio Nazionale Psi, all’unanimità deciso il congresso del partito: si terrà a Venezia il prossimo ottobre
Pubblicato il 29-05-2013


Consiglio Nazionale Psi

Stati generali del Partito Socialista Italiano a Roma presso l’hotel Eurostars Roma Aeterna dove si sono tenuti i lavori del Consiglio nazionale. Tanti i temi in agenda di una discussione che si è focalizzata soprattutto sul prossimo futuro e sulla creazione, in Italia di un’area politica in grado di sintetizzare la difesa dei diritti civili con un approccio attento alle problematiche sociali. Di sicuro, come ha ricordato il segretario Riccardo Nencini, il futuro è ancora indefinito data la particolarità dalle situazione politica italiana: l’unica certezza è che si è nell’immediata vigilia di un cambiamento radicale dell’architettura politica italiana che coinvolgerà profondamente anche i partiti. Nuovi assetti andranno formandosi rispetto ai quali, oggi è difficile fare una previsione. Di sicuro l’Italia di domani avrà bisogno dell’apporto della cultura socialista, della sua capacità di creare un ponte con l’Europa, ma soprattutto della sintesi che, unico nel panorama parlamentare e politico italiano, il Psi riesce a fare nel conciliare la cultura politica liberale con quella socialista. Per quanto riguarda la vita interna del Partito, il tesoriere e deputato Oreste Pastorelli ha presentato al Consiglio il bilancio, previamente sottoposto su base volontaria e approvato da una società certificata, ricordando come il Psi metta in atto questa pratica di trasparenza, obbligatoria dal prossimo anno, sin dal 2010. Il Consiglio ha approvato il bilancio  fissando per i prossimi 25-27 ottobre 2013 la data del terzo Congresso nazionale che si svolgerà a Venezia.

L’INTERVENTO DEL SEGRETARIO NENCINI – L’intervento del Segretario del Psi parte dalla constatazione che il progetto politico dell’”Italia Bene comune” uscito, di fatto, sconfitto dalle elezioni politiche, oggi, con la formazione dell’esecutivo guidato da Letta, conosce definitivamente il suo tramonto. Di fronte a questo scenario, per Nencini il compito dei socialisti è quello di focalizzarsi sulla costruzione di una coalizione di centrosinistra nella quale il ruolo e l’apporto dei socialisti sia centrale. Senza una coalizione robusta, dal forte contenuto socialdemocratico, si rischia di perdere l’opportunità di partecipare al cambiamento alle porte. Nencini ha messo in luce la necessità di prepararsi ad una fase di ulteriore cambiamento dove lo scenario che abbiamo di fronte andrà modificandosi repentinamente, provocando dunque un effetto politico sia sulle Istituzioni che sul sistema dei partititi. Come socialisti, continua Nencini, si è deciso di portare avanti un progetto basato su 3 referendum, dalla forte valenza di impegno civile e sociale. In primis quello sul divorzio breve, figlia dell’idea di un socialista come Loris Fortuna. Poi per la modifica della legge Bossi-Fini. In più, il Psi ha lanciato una campagna legata al lavoro, proponendo un disegno di legge che si occupi di quella galassia troppo spesso nascosta del lavoro atipico.

CONTRIBUIRE ALLA NASCITA DELLA NUOVA REPUBBLICA –  Delle iniziative che solcano la linea da seguire in attesa di conoscere i futuri scenari e decidere con chi percorrere la strada da intraprendere. Sicuramente, l’occasione del voto europeo, in cui per la prima volta i cittadini potranno eleggere il presidente, rappresentano una opportunità da prendere al volo continuando per coltivare il percorso socialista anche a livello nazionale trasformando le elezioni in un’opportunità politica essendo ad oggi il Psi l’unico aderente PSE. L’obiettivo, ha concluso Nencini, rimane quello di consegnare a tutti i socialisti l’opportunità di portare un pezzo delle battaglie del Psi dentro le Istituzioni e fare del Partito il perno di una coalizione in grado di proiettare, nel contesto mutato, la storia socialista. Un appello a tutti gli interlocutori del Psi che trova il suo terreno principale nel campo dei diritti civili e dei diritti sociali declinati, anche, in una dimensione diversa come quella dei mestieri e delle professioni che sono esclusi dalla legislazione e non sanno a chi rivolgersi per tutelare i propri interessi. Una cornice nella quale il Partito deve muoversi con urgenza e attenzione per partecipare alla costruzione di una nuova Repubblica.

SULLA LINEA DEL PES – La presidente onoraria dell’Internazionale Socialista Donne e deputata del Psi, Pia Locatelli, ha aperto il suo intervento richiamando l’analisi fatta dal segretario Nencini in merito alla difficoltà, dato l’attuale quadro politico, di definire “le sponde” sulle quali puntare per iniziare la costruzione di una coalizione socialdemocratica capace di affrontare i mutamenti in atto sulla scena politica italiana. In quest’ottica, Locatelli cerca di tracciare un solco offrendo delle coordinate per orientarsi nella complessità attuale. Innanzitutto il prossimo voto europeo, con l’indicazione che viene dalla famiglia socialista europea: un appuntamento rispetto al quale mobilitarsi coinvolgendo settori politici aperti alla prospettiva del Pes con i quali costruire convergenze. Di sicuro, analizza Locatelli, il Parlamento italiano, oggi più che mai, vede una presenza laica davvero minoritaria.

UN PARTITO “NORMALMENTE” EUROPEO –  È proprio il Psi rappresenta l’unica forza in grado di rappresentare ciò che, in ambito europeo, è la normalità, ma che nel contesto nazionale diventa assolutamente speciale: ovvero la capacità di sintetizzare in un unico soggetto politico l’attenzione rivolta ai diritti civili e con un approccio rivolto alle tematiche sociali. In Italia, ricorda il presidente onorario dell’IS donne, si è creata un’anomalia per la quale i diritti civili sono stati terreno appartenente all’area liberale mentre quelli sociali alla sinistra. Per questo, continua Locatelli, il Psi ha il compito di continuare ad essere una realtà “normalmente” europea a fronte dell’anomalia: in questo Locatelli saluta con favore la collaborazione tra il mondo socialista e quello radicale ma ricorda l’importanza di mantenere la propria autonomia soprattutto per quanto riguarda l’attenzione da rivolgere ai lavoratori più deboli, ai precari e a quelle fasce che la sinistra stenta ad intercettare seguendo i riferimenti fondamentali della famiglia socialista europea e dell’Internazionale socialista, delle bussole per navigare anche nel contesto italiano.

DEL BUE, UNA NUOVA AREA – Mauro Del Bue, direttore politico dell’Avanti!, ha parlato della necessità di fare un bilancio degli ultimi 20 anni per aprire una nuova strada alla comunità politica socialista. Una comunità politica che sente il bisogno di poter investire il suo passato, la propria identità e le proprie ragioni in un nuovo contenitore politico che il Psi ha il compito di contribuire a far nascere riprendendo il progetto della Rosa del Pugno. Questa necessità, analizza Del Bue, affonda le sue radici anche nella profonda differenza che caratterizza la realtà socialista da quella del Pd: una differenza che non è determinata semplicemente dall’appartenenza del Psi e non del Pd alla familglia del sociaslimo europeo, ma anche dalle diverse impostazioni culturali ed ideologiche. Del Bue ricorda come la questione di fondo sia la continuità del Pd con le esperienze del passato, pur avendo perso la sua natura identitaria: le differenze con il Psi sono, dunque, i punti di riferimento ideali. Così come i socialisti sono diversi anche da Sel che, dal punto di vista programmatico, continua ad essere caratterizzato  da posizioni intransigenti sull’economia, e dall’ammiccamento verso i massimalisti del movimento sindacale: obiettivi e divergenze di carattere programmatico.

CRAXI, ALLARGARE IL PRESIDIO SOCIALISTA – Una lettura rilanciata anche da Bobo Craxi, che ha parlato della necessità di guardare all’area laica e all’approccio dei partiti socialdemocratici europei che riguarda i diritti civili in un senso ancora più ampio rispetto alla tradizione convergenza con il partito Radicale e il mondo laico a livello nazionale. L’idea di Craxi è quella di proseguire nella costruzione di un allargamento del presidio socialista, ideando la creazione di soggetto diverso in un rapporto diretto, organico e di alleanza con il Pd. Per il Responsabile esteri del Psi, l’atteggiamento tenuto dai democratici nei confronti dei socialisti dopo le ultime elezioni, in considerazione del fatto che la maggioranza di voti ottenuti dal centrosinistra è stata il frutto dell’apporto proprio del Psi, è tutto ancora da chiarire, soprattutto visto che l’attuale leadership del Pd è di estrazione socialista. In conclusione, Craxi ha ricordato la necessità, per il prossimo congresso, di portare avanti una riflessione per il futuro che, pur cosciente della situazione attuale di difficoltà, possa rilanciare il senso dell’identità socialista forti anche della presenza parlamentare.

 Roberto Capocelli

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@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Dibattito interessante anche perchè non ci si esaurisce nell’analizzare la linea politica di PD o di altri partiti in un’ottica di alleanza, quasi sempre subalterna per necessità, ma si tenta di prefigurare i cambiamenti in atto e di definire un ruolo essenziale delle forze liberali, laiche e socialiste, in un quadro di respiro europeo. Spero che presto siano a disposizione le tesi aperte all’apporto non solo dei socialisti, ma di tutti gli interessati a questo dibattito politico e culturale.

  2. Del Bue parla di della necessità di fare il bilancio degli ultimi 20 anni. Sono d’accordo, ma a questo dobbiamo far precedere l’analisi critica degli anni del Craxi. Quest operazione “politica” deve servire a ricucire la nostra storia con il nostro popolo : perché senza passato non si costruisce nessun futuro.

  3. L’esperienza di “Italia Bene Comune” non ha avuto successo ma ha avuto la capacità di definire dei confini politici:Per creare in Italia una sinistra socialista e riformista in grado di raggiungere efficacemente i propri obiettivi, a quell’area è necessario rivolgere la nostra attenzione ed il nostro impegno politico

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