martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Cresce l’allarme violenza sulle donne. Locatelli (Psi): «Si tratta di machismo criminale»
Pubblicato il 28-05-2013


Fabiana Luzzi

È uno stillicidio, un’emorragia che sembra non fermarsi. Un’altra ragazza, un’altra sedicenne uccisa. Un altro folle delitto definito erroneamente “di gelosia”, ma che, in realtà, cela un substrato culturale radicato che si cerca di nascondere. Un’altra vita sacrificata sull’altare dell’arretratezza culturale di un Paese che non ha voluto guardarsi allo specchio e che si riscopre malato. È successo a Corigliano Calabro, il fidanzato di un anno più grande ha dato letteralmente fuoco alla sua fidanzata Fabiana Luzzi dopo averla accoltellata. Un gesto che non si può spiegare se non lo si inquadra nella più ampia visione delle relazioni donna-uomo che caratterizza intere aree del Paese, da Sud a Nord. L’idea base è la supremazia dell’uomo e il “possesso” della donna non considerata un soggetto autonomo, ma un’appendice del “maschio”. Questa la verità che, in tanti, vogliono nascondere per evitare di mettere sul tavolo temi difficili come la laicità e il superamento di un sistema di controllo feudale di cui quella visione è figlia.

QUELLA MALEDETTA CULTURA DI SUBALTERNITA’ E POSSESSO – Sì, perché Davide M., l’assassino e reo confesso, come la sua stessa famiglia ha ricordato è un “bravo ragazzo”, con «ottimi voti a scuola, tanto che è il migliore della classe», ed è incensurato. Non abbastanza per impedirgli di bruciare viva la sua ragazza. «Bruciata viva a 16 anni dal suo fidanzato di 17. Ancora una volta una violenza travestita da amore, un orrore», ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, per una strana coincidenza proprio nel giorno in cui si avvia l’esame della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. La stessa Boldrini ha ribadito che «nessuna violenza può essere debellata fino a quando il rapporto uomo-donna non si libererà di concetti come, subalternità e possesso». Ma, quell’aula che doveva discutere sulla Convenzione era «vuota», ha notato la presidente della Camera, un segnale preoccupante. «La convenzione di Istanbul dice anche di più», ha ricordato Boldrini, perché «per la prima volta la violenza contro le donne viene incardinata nell’ambito della violenza dei diritti umani, dei diritti fondamentali della persona».

PIA LOCATELLI: «CONTRO FABIANA MACHISMO CRIMINALE, CONTRO LA VIOLENZA CI VUOLE UN APPROCCIO INTEGRALE» -«Bisogna cominciare a chiamare i fatti con il proprio nome: per la barbara uccisione di Fabiana, la quindicenne di ieri, si è parlato di dramma della gelosia, quando si tratta di “machismo criminale”». Ad affermato è stata Pia Locatelli, capogruppo del Misto in Commissione Esteri e presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne, intervenuta oggi alla Camera sulla ratifica della convenzione di Istanbul. «Fermare questo orrore è impegno che riguarda tutti e tutte, in particolare chi, come noi, si trova a ricoprire ruoli istituzionali. Fermare questa tragedia significa assumere impegni precisi per avviare azioni di contrasto, protezione, prevenzione, sensibilizzazione con politiche attive, coerenti e coordinate che coinvolgano i diversi attori, istituzionali e non, a tutti i livelli, ponendo il tema della violenza contro le donne come priorità assoluta dell’agenda politica». Locatelli ha ricordato che «la ratifica della Convenzione di Istanbul, uno dei primi atti del Parlamento della XVII legislatura, è un impegno che va nella giusta direzione. Bisogna evitare però che questo atto si riduca a pura operazione di immagine, perché tale sarebbe se si lasciasse immutata la legislazione vigente. Questo ci chiede nei fatti la Convenzione, proponendo un approccio al tema della violenza e della violenza domestica complessivo, integrale, che affronta il tema nella sua drammatica complessità».

LA POLEMICA DELLA DEPUTATA 5S CONTRO L’INTERVENTO DELLA CARFAGNA – E scoppia la polemica tra la deputata Carla Ruocco del Movimento 5 Stelle e  l’ex ministro delle Pari opportunità, oggi portavoce Pdl alla Camera, Mara Carfagna. Il pomo della discordia è stato la discussione in Aula della ratifica della Convenzione di Istanbul, provvedimento del quale Carfagna è relatrice: prendendo la parola, l’ex ministro ha affermato che la violenza nei confronti delle donne «affonda le sue radici in una cultura dominante, profondamente indifferente o ostile a una piena uguaglianza uomo-donna». Dichiarazioni contro le quali è insorta la deputata a 5 stelle Ruocco che, sulla sua pagina Facebook ha scritto: la Carfagna ha appena letto «una relazione sulla violenza sulle donne in cui incitava, tra l’altro, la tv a non strumentalizzare il corpo femminile nelle trasmissioni…..ma è quella stessa Carfagna????? Sarà per questo che le sue colleghe pdelline sono tutte assenti??? Per non assistere a questa pagliacciata???».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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