lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Crisi, mondo del lavoro: in difficoltà quasi 9 milioni di italiani.
Pubblicato il 20-05-2013


Disoccupazione-giovani“Gli effetti della crisi sul lavoro in Italia”. Questo il titolo dell’allarmante rapporto di ricerca a cura dell’osservatorio sul mercato del lavoro – Ires, l’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali fondato dalla Cgil. Un dossier che si sofferma sulle statistiche concernenti il quarto trimestre 2012, dunque i mesi di ottobre, novembre e dicembre (dati non destagionalizzati) ed evidenzia un periodo di crescenti complicanze economiche che, tra le varie conseguenze hanno provocato la crescita dell’area della difficoltà nel mondo del lavoro che oramai sfiora i 9 milioni di persone. La diffusione di questi dati preoccupanti ha indotto il capo dello Stato a sollecitare tutti, dalle Istituzioni alle parti sociali perché si trovi al più presto una soluzione a questa delicata situazione di impasse. Nel frattempo il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini sta approfondendo il suo corposo dossier in vista dell’incontro, previsto per domani, con i sindacati e i rappresentanti delle imprese.

I DATI DELLA RICERCA IRES – L’indagine condotta da Ires, elaborando dati Istat della rilevazione continua sulle forze di lavoro (Rcfl) ha rilevato che nell’ultimo trimestre del 2012 sono state 4 milioni 570 mila le persone in situazione di sofferenza occupazionale, espressione con cui si intendono i disoccupati, gli scoraggiati e gli occupati in cassa integrazione (cig), 650.000 unità in più e una percentuale aumentata del 16.6%. Mentre coloro che si trovano in una condizione di disagio, ossia i precari e quelli in part time involontario, superano i 4 milioni e 170 mila unità; sommando le due entità, il totale è di 8 milioni e 750 mila italiani in sofferenza lavorativa. Sul fronte della disoccupazione il tasso cresce in tutto il Paese, in particolare nel Mezzogiorno, attestandosi al 18.3%, quasi 4 punti percentuali in più rispetto al 2011. In aumento anche la disoccupazione tra gli stranieri, che raggiunge il 15.4%, quella giovanile (15-24 anni) e quella di lunga durata (12 mesi o più) che si attesta al 54.8%.

IL MONITO DI NAPOLITANO – La «crisi angosciante e drammatica» che sta vivendo il nostro Paese «impone alle Istituzioni, alle forze sociali e alle imprese la messa in atto di efficaci soluzioni per rilanciare l’occupazione e lo sviluppo economico e sociale del Paese». Il monito è del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ieri ha voluto inviare un messaggio al segretario generale della Cgil, Susanna Camusso in occasione della cerimonia di commemorazione di Massimo D’Antona, il giurista e docente universitario ucciso 14 anni fa da un commando di brigatisti. Il capo dello Stato ha poi ricordato che è necessario «rilanciare, nel quadro dei valori costituzionali, l’attenzione al ruolo centrale del mondo del lavoro e sostenere la ricerca e  l’innovazione come fattori essenziali della crescita economica e del progresso sociale».

Silvia Sequi

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