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Opinioni e commenti
 

Def, basta con l’austerità è il tempo della crescita. E delle larghe intese
Pubblicato il 08-05-2013


Def-Senato

Basta con l’austerità: è arrivato il tempo della crescita. Almeno nelle intenzioni della maggioranza espresse nel Def, a firma dei capigruppo Roberto Speranza (Pd), Renato Brunetta (Pdl), Lorenzo Dellai (Scelta civica), Pisicchio (Centro democratico) approvato ieri prima al Senato e poi alla Camera. “La prosecuzione di una politica di bilancio basata esclusivamente sull’austerità non sarebbe in grado di assicurare la crescita e aggraverebbe l’attuale recessione: ad essa va immediatamente associata una politica volta a creare occupazione”. A tal fine mentre deve proseguire “la politica di contenimento e di razionalizzazione della spesa pubblica, i margini di flessibilità finanziaria – prosegue la Risoluzione – che si renderanno disponibili con la chiusura della procedura di disavanzo eccessivo dovranno essere utilizzati per accrescere gli investimenti produttivi e per attenuare il carico fiscale che attualmente grava sulle famiglie e sulle imprese”.

IL DEF TROVA I NUMERI – Al Senato la risoluzione di maggioranza sul Def è stata approvata con 209 si’, 58 no e 19 astenuti. Non sono state quindi poste ai voti le risoluzioni presentate da M5S e da Sel. E’ stato invece accolto come ordine del giorno l’emendamento presentato da Roberto Calderoli (Lega) alla risoluzione della maggioranza che chiede lo stop e la restituzione dell’Imu sulla prima casa. In serata il provvedimento è “passato” anche alla Camera con 419 si’, 153 no e 17 astenuti.

LA CRESCITA PASSA ANCHE DALL’EUROPA – La risoluzione impegna il Governo a “riconsiderare in tempi brevi il quadro di finanza pubblica nel rispetto degli impegni europei per quanto riguarda i saldi di bilancio 2013-2014”. Nello stesso tempo, il Governo dovra’ “individuare gli interventi prioritari necessari per dare attuazione alle linee programmatiche indicate dal presidente del Consiglio”. Questi indirizzi dovranno essere sottoposti “tempestivamente” all’approvazione parlamentare. Il Governo dovra’ presentare “quindi al Consiglio europeo e alla Commissione europea un aggiornamento del programma di stabilita’ e del programma nazionale di riforma, prevedendo la prosecuzione degli interventi per il rilancio della competitivita’ e della produttivita’”.

SCOMPARSO RIFERIMENTO A BERLUSCONI E MONTI – La risoluzione della maggioranza e’ stata approvata con due variazioni di drafting che danno pero’ il segno di un Governo di ‘larghe intese’: nelle premesse e’ scomparso il riferimento espresso agli Esecutivi Berlusconi e Monti nell’opera di risanamento della finanza pubblica. Il riferimento e’ diventato all’azione “avviata dagli ultimi Governi”. Ugualmente, ritirato l’emendamento Olivero (Sc), e’ stato tolto il riferimento alla “prosecuzione” di una politica di bilancio basata esclusivamente sull’austerita’, in questo modo togliendo un legame implicito tra Esecutivo Monti e politiche di sola austerita’.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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