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Opinioni e commenti
 

Diaria, i “grillini” fanno dietrofront: il 48,48 % vuole tutta la torta e fa inalberare il “Capo”
Pubblicato il 06-05-2013


Grillini-diariaÈ arrivata la resa dei conti in casa 5Stelle. Il movimento-simbolo che ha fatto dei tagli ai costi della politica il suo cavallo di battaglia e salito alla ribalta della cronaca politica italiana grazie allo slogan “basta privilegi della casta”, oggi, approdato in Parlamento, sembra aver cambiato idea. Come nei peggiori luoghi comuni della politica una cosa è quello che si promette in campagna elettorale e un’altra invece è quello che si mantiene: per la serie prometto e non mantengo. Ma sempre in chiave grillina e quindi al via l’immancabile sondaggio per “tastare il terreno” dei deputati e senatori “grillini” circa la destinazione della tanto odiata “diaria”. I primi risultati filtrati lasciano intravedere una vera e propria inversione a “U” in casa 5stelle: a un’ora dalla chiusura del voto, infatti, ben il 48,48 per cento, su circa 130 dei 163 parlamentari “grillini”, è orientato in favore della diaria completamente trattenuta dall’eletto.

LIBERTA’ DI SCELTA – Una volta trattenuto l’importo, il Movimento lascia libertà di coscienza ai propri parlamentari-cittadini che, individualmente e senza obblighi, dovranno stabilire quanto rendere. Insomma, una frattura tra il vertice, incarnato dal duetto Grillo-Casaleggio, e la base parlamentare che sembra ri-orientare il proprio approccio.

NON COMPATTI – Ma, dal referendum emergerebbero anche altre opzioni sul tavolo proposte dai membri del Movimento: per circa il 4 per cento dei partecipanti al voto, infatti, la diaria andrebbe trattenuta per intero, mentre, per un’analoga percentuale dovrebbe essere trattenuta solo all’80 per cento. Il 2,27% ritiene che la diaria vada completamente trattenuta per i primi 4 mesi, per poi rivalutare il tutto con un nuovo sondaggio. Deludente il numero dei “duri e puri”: in appoggio alla “rendicontazione pura”, si è pronunciato il 36,30 per cento.

INDENNITA’ – In casa 5stelle si è parlato anche della famosa indennità parlamentare che Beppe Grillo aveva proposto si attestasse sui 5 mila euro lordi. La discussione in merito non sembra affatto chiusa, visto che una parte del movimento continua a proporre una sorta di “personalizzazione” rispetto ai carichi familiari e la situazione economica pre-incarico di ciascun parlamentare. Dello stipendio dei parlamentari 5stelle si continuerà a discutere, comunque, la prossima settimana nell’ambito di un’assemblea, dove verrà proposta anche la questione della presidenza delle commissioni parlamentari di controllo.

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