lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ecco perchè il Governo delle larghe intese sta sbandando
Pubblicato il 17-05-2013


Enrico LettaCom’era prevedibile, l’attuale Governo, composto dai rappresentanti di Partiti così lontani tra loro, sta dimostrando di voler difendere la propria stabilità risolvendo i problemi di ogni giorno. Com’è noto, il caso “Palma” ha creato il primo e non certo l’ultimo incidente di percorso. Perché domani, probabilmente, ne spunterà un altro. Il presidente Letta, sia sotto il profilo personale che sotto quello politico, è personaggio degno di rispetto, capace di dirigere un governo nell’interesse dell’Italia. In discussione non è il presidente, ma la difficoltà di tenere insieme forze politiche opposte. Amalgama difficile da digerire e far digerire, pronta a sfilacciarsi ad ogni mal di pancia, ad ogni provvedimento non condiviso.

QUANTO E’ AZZECCATA LA LINEA LETTA? – Si ha motivo di credere che la riforma Letta, condivisa dal governo attuale, non sia quella che richiede il popolo italiano. Si allarga ogni giorno di più quella fetta di cittadini che mette in discussione il fatto stesso che l’esecutivo abbia una linea “azzeccata”. Crescono quanti temono in una “sbandata” dai binari giusti per risollevare il Paese dalla crisi. Crisi che non è occasionale, ma di sistema. Il governo Monti ha ritenuto di risolverla ispirandosi agli anni ’40, laddove la lotta di classe iniziò quando il primo uomo amò definirsi “padrone”, lottando contro i lavoratori la cui retribuzione era l’unico pericolo per ridurre o annullare il profitto. La proposta di revoca dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, infatti, ha trovato terreno fertile in tutto il Governo, spingendo la Fornero a fare “la prima della classe”.

LA “LOTTA DI CLASSE” DELLA DESTRA ECONOMICA – Nel secolo scorso la destra economica puntò sulla lotta di classe, ottenendo risultati che per quanto modesti, riuscirono a mantenere fermo il profitto. Oggi la destra economica non ha capito che il profitto è compromesso sia dallo sviluppo sindacale dei lavoratori che dallo sviluppo tecnologico, il quale rende gli impianti non più riscattabili in tempi ragionevoli. La riforma che richiede il popolo italiano non può essere attuata dal governo Letta, la cui proposta è molto lontana da quella necessaria, individuabile nella riforma di una società dirigista, dove l’intervento dello Stato prepari i giorni in cui lo stesso diverrà l’unico capitalista.

SOCIALISMO E UTOPIA – La società dirigista costituisce il presupposto per la realizzazione della società socialista alla quale lo sviluppo sociale del mondo dovrà condurci. Pur consapevoli che la realizzazione di questa prospettiva sia a lungo termine, resta la necessità di creare i presupposti, che si individuano in una società dirigista dove lo Stato avrà il potere di determinare l’andamento dello sviluppo economico. Una volta qualcuno diceva che il Socialismo fosse un’utopia, ma ciò che oggi sta succedendo, e che erroneamente viene definito come crisi occasionale, è la crisi determinata dalla scienza, attraverso lo sviluppo tecnologico che sottrae tutti i punti essenziali per la conquista del profitto, mancando il quale l’impresa, per com’è oggi, non ha più ragion d’essere.

IL SOLE DELL’AVVENIRE – Per arrivare a tali risultati non bastano i governi di larghe intese, né i partiti come il Pd, che pur riconoscendo in Letta una buona scelta per dirigere il Paese, pensa di rottamare statisti come D’Alema e di escludere dalla squadra di governo i socialisti, i quali con la loro storia e con i loro uomini, ancora impegnati in attività politica, potranno determinare la vera svolta derivante dalla scienza per la realizzazione di una società socialista che rappresenti “il sole dell’avvenire”.

Stefano Massimino

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