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Opinioni e commenti
 

Giustizia, con il ddl Palma il Pdl sembra non rinunciare alle leggi ad personam
Pubblicato il 29-05-2013


Nitto Palma-BerlusconiSiamo davvero alle solite. I primi vagiti del governo Letta erano stati accompagnati dalla litania della “responsabilità” e dello “sforzo comune” per affrontare le sfide del futuro. E invece, come in un disco rotto, l’Italia assiste impotente all’ulteriore scontro su una legge ad personam ritagliata su interessi che poco hanno a che vedere con le esigenze del Paese. Questa volta l’ennesima legge “salva-Berlusconi” prende addirittura la velata forma di una minaccia. Secondo quanto previsto dalla proposta messa a punto dal presidente della commissione Giustizia del Senato, il pidiellino Francesco Nitto Palma, infatti, le toghe considerate “politicizzate” potranno essere sottoposte a provvedimenti disciplinari. Proprio l’elezione di Nitto Palma era stata al centro di “turbolenze”, nella maggioranza come nel Pd, poiché molti esponenti democratici non vedevano di buon occhio la possibilità di affidare la Commissione Giustizia all’ex Guardasigilli del Pdl. In sostanza, la bozza “Palma” prevede di sottoporre a provvedimento disciplinare quei magistrati che con le loro dichiarazioni “rivelano l’assenza dell’indipendenza, della terzietà e dell’imparzialità richieste per il corretto esercizio delle funzioni giurisdizionali”.

PREVISTA ANCHE LA SOSPENSIONE DEL PROCESSO – Nel ddl “112” all’ordine del giorno della seduta di domani della Commissione è prevista anche la sospensione per sei mesi, in casi di illeciti, di quei processi di cui sono titolari i giudici sospettati di agire in accordo a criteri valutati un po’ troppo politici. I procedimenti sarebbero dunque rimessi al ministro della Giustizia e al Procuratore generale presso la Cassazione e i giudici titolari potrebbero essere sottoposti al trasferimento d’ufficio. Il ddl “Disposizioni in materia di responsabilità disciplinare dei magistrati e di trasferimento d’ufficio” vede come cofirmatario l’ex sottosegretario Giacomo Caliendo e, come specificato nella relazione che ha accompagnato la proposta, avrebbe l’intento di eliminare quegli «spazi di discrezionalità che avrebbero potuto condizionare indebitamente la libertà di manifestazione del pensiero da parte dei magistrati». Il provvedimento, domani all’ordine del giorno della commissione Giustizia, vede relatore l’ex magistrato e ora parlamentare Pd Felice Casson tenace oppositore dell’elezione di Palma alla carica di presidente.

PALMA SMENTISCE, IL MIO DDL PRESERVA I MAGISTRATI – «Nel mio ddl non c’è nessun riferimento ai processi penali in corso. È falso il blocco dei processi, il provvedimento riguarda solo i procedimenti e i trasferimenti d’ufficio dei magistrati, una norma a tutela dei magistrati, sono allibito e indignato da ogni altra lettura». Questa la sortita di Nitto Palma alla quale fanno eco le dichiarazioni di Sandro Bondi, coordinatore Pdl che ha detto: «C’è qualcosa che non mi convince nella presentazione del disegno di legge sui processi presentato dal presidente della commissione Giustizia. Non è questa la strada maestra per riformare la giustizia per cui esiste una sempre più estesa coscienza e condivisione. Semmai è la strada più facile per creare ulteriori problemi al Presidente Silvio Berlusconi».

QUEL FILO ROSSO CHE UNISCE LE TAPPE DI UN’UNICA VISIONE – Eppure, nonostante le “preoccupazioni” di Bondi, il provvedimento presentato da Palma sembra seguire il solco tracciato dalla famosa “Legge Cirami” del 2002, una di quelle celebri leggi ad personam che l’Italia ha dovuto ingoiare sotto i governi del Cavaliere. La legge 248, infatti, riguardava proprio l’introduzione tra le cause di ricusazione e trasferimento del processo, il “legittimo sospetto sull’imparzialità del giudice”. Quella stessa norma fu, infatti, utilizzata dai legali dell’ex premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo, per trasferire, senza successo, i processi Ruby e Mediaset da Milano a Brescia poiché, secondo la loro tesi, nel capoluogo lombardo c’era un “clima ostile” a Berlusconi.

RISCHIO PRESCRIZIONE – Ma il ddl presentato da Palma avrebbe ancora altre implicazioni che sembrano andare proprio nella direzione degli interessi del Cavaliere: lo stop ai procedimenti provocherebbe, nei fatti, anche un’accelerazione della prescrizione visto che allungherebbe i tempi del processo. Insomma, la tesi di Bondi sembra voler piuttosto alzare una cortina fumogena data l’innegabile evidenza di una strategia ventennale. Insomma, mentre un gruppo di fedelissimi del Cavaliere creano “L’esercito di Silvio” per difendere il loro leader contro gli immancabili ingiusti attacchi della magistratura, nuove nuvole nere si addensano sull’esecutivo che si trova, ancora una volta, a doversi confrontare non con i problemi dell’Italia di domani, ma con quelli del Paese di ieri.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Il problema delle toghe politicizzate è un problema vecchio se ne parla da sempre e non si è fatto mai niente.E’ giusto che paghino anche loro quando sbagliano come tutte le altre categorie di lavoratori non è giusto che devono essere privilegiati .Non è una legge ad personam,solo perchè è stata proposta da un parlamentare PDL.

  2. è UNA VERGOGNA PER L’ITALIA chiamare ONOREVOLI questi personaggi….!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    per il loro PADRONE son disposti a pestare tutto e tutti!!!

    VER–GO–GNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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