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Opinioni e commenti
 

Grillini con le ali? Ecco le tre ragioni (sbagliate) per non temere il “fuggi fuggi”
Pubblicato il 30-05-2013


Grillini-fuga-aliHanno parlato con i giornalisti “non affidabili” e “in mala fede” minacciando l’intenzione di formare un proprio gruppo alla Camera, magari giusto il tempo di approdare sulle rassicuranti spiagge del Pd. E detto fatto Grillo si fa sotto con il “bastone”, visto che le carote non hanno sortito l’effetto sperato, tuonando: «Chi vota con il Pd è fuori». Sul sito di Beppe Grillo il messaggio ai «ribelli» è chiaro: «il MoVimento non è un partito, non fa alleanze con i partiti, né inciuci. Questo vale per i prossimi ballottaggi dove non appoggeremo la destra e tanto meno la sinistra, tra loro non c’è alcuna differenza». Chi vuole «sabotare» il progetto stellato farà bene ad andarsene perché «è meglio buttarsi nel vuoto da soli che essere spinti. C’è più controllo».

DISSIDENTI? SIETE AVVERTITI – Siamo alle solite: la comunicazione monodirezionale arriva via blog, i presunti dissidenti sono avvertiti, tenetevi il vostro mal di pancia che fa meno male del calcio che il vostro leader minaccia di darvi, meglio continuare a fare i bravi soldatini e tenersi uno stipendio non da poco che rompere le righe e tornare a fare i “cittadini”. Sì perché i fedelissimi del leader cinque stelle si dicono convinti che quelli di questi giorni siano mal di pancia passeggeri, fisiologici come in tutti i partiti (ops! MoVimenti).

I TRE MOTIVI (SBAGLIATI) PER STARE TRANQUILLI – Il perché è presto detto: secondo i loro “calcoli” ci sarebbero ben tre condizioni che ne impedirebbero la dipartita per lidi più assolati. Prima: un governo di larghe intese come quello attuale ha buone probabilità di durare un’intera legislatura e quindi un “posto” assicurato per cinque anni, vista la crisi che tira, difficilmente si lascia a favore di mari perigliosi. Seconda: per costituire un gruppo autonomo alla Camera occorrono almeno 20 parlamentari e non i 10 sin’ora usciti allo scoperto. Terza: i 10 dissidenti andrebbero al gruppo misto sperando di avere fortuna nella sempre aperta campagna acquisti. Ma non avendo un corposo numero di elettori dalla loro difficilmente riuscirebbero a trovare una “casa” pù ospitale.

ATTENTI A NON SBAGLIARE I TEMPI (COMICI) – Ma attenzione a non sbagliare i tempi (comici)! Sì perché, proseguendo in questa logica un po’ cinica che serpeggia nel sottobosco della politica, si potrebbe dare un valore X ad ogni onorevole, valore che cambia a seconda del momento storico, dei propri voti e dei punti percentuali di consenso attribuiti al proprio schieramento. Detto questo i parlamentari cinque stelle che oggi valgono qualcosa, ma comunque meno di quanto valevano al loro esordio avendo perduto una buona fetta di quel fantomatico 25%, domani o peggio tra qualche mese varranno veramente poco, visto il calo tendenziale del M5S. La loro quotazione è direttamente proporzionale a quella della loro squadra, visto che non hanno un bacino di voti solido da barattare. Insomma oggi potrebbero valere qualcosa perché il loro “fuggi fuggi” andrebbe a fiaccare le fila dell’intero gruppo alla Camera. Domani invece il loro “concedersi” al miglior offerente potrebbe non allettare più nessuno. Semplicemente perché sarebbero rimasti talmente in pochi al gruppo che dar loro fastidio sarebbe tempo perso. Meglio pensare al bene del Paese.

Lucio Filipponio 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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