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Opinioni e commenti
 

Il Grillo furioso perde le elezioni (amministrative) e pure la testa. Poi spara numeri che non esistono
Pubblicato il 28-05-2013


Grillo-flop-M5SIl Grillo furioso perde le elezioni (amministrative) e pure la testa. Nel day-after la grande batosta, il leader dei cinque stelle “bucate” dà prova di contorsionismo democristiano post-elettorale. A Roma Marcello De Vito ottiene uno stentato 12,6% (ed è il miglior dato nazionale, in media nelle altre città il M5S non ha superato il 10%), lui prova a camuffare la clamorosa sconfitta da “calo non vistoso” e dà la colpa alla stampa che non ha dato loro il giusto risalto. Adesso Grillo dirà che aveva ragione a definire i giornalisti “non affidabili” e “in mala fede”. E invece no. Colpo di genio (incompreso) del Vate penta stellato: questa volta la colpa è di quelle 23.500.000 persone – tra  chi vive di politica, dipendenti pubblici e pensionati – che compongono la bad company dell’Italia. Peccato che titolati a votare, in 564 comuni di regioni a statuto ordinario e della regione Sardegna, sono stati soltanto 6.895.701, di cui 3.305.273 maschi e 3.590.428 femmine.

I CONTI NON TORNANO – I conti non tornano: Grillo parla di un numero di potenziali elettori che non si ricorda forse dai tempi della Costituente. O peggio ha confuso le elezioni amministrative con quelle politiche, dove gli aventi diritto di voto sono decisamente maggiori? Solo per la Camera dei Deputati alle ultime politiche sono stati 50.449.979. Se infatti alla bad company del Bel Paese (23.500.000) – che “fisiologicamente” non vota perché “tiene famiglia” secondo la logica perversa di Grillo – sottraiamo quelli che effettivamente hanno esercitato il loro diritto/dovere di voto (6.895.701) mancano all’appello ben 18.604299 di italiani che hanno preferito andare al mare o starsene in poltrona a guardarsi la partita in tv.

A.A.A. CAPRO ESPIATORIO CERCASI – Oppure è Grillo che dà i numeri cercando un capro espiatorio. Va bene tutto purché si allontani il sospetto che le responsabilità politiche del flop siano riconducibili alla sua linea “fallimentare”. Tutto purché si metta a tacere la base del Movimento in rivolta sul web: “Inutile girarci intorno, abbiamo preso una batosta”, scrive un militante sul blog di Grillo. E il suo è il commento il più votato.

LE RISATE GRATIS NON “TIRANO” PIU’ – Clamorosa la sconfitta a Siena dove Grillo per mesi aveva sperato di vincere cavalcando lo scandalo Mps. Ma non indolore neanche la disfatta romana. In quella piazza san Giovanni provata a strappare alla sinistra, lì dove Grillo di fronte a quattro gatti – anzi quattro grillini –  provava a tirare la volata al suo candidato sindaco De Vito: “Abbiamo il 25 per cento, ci hanno messo in un angolo – ha detto fra l’altro – Ma hanno una paura fottuta, perché andiamo a vedere tutto, i bilanci. Dicono che siamo al 15 per cento, ma se è così perché Finocchiaro fa una legge contro di noi?”. E rivolto a Berlusconi: “Attento, perché alla fine ne rimarrà uno solo, per ora ci siamo noi, il ‘capocomico’ e il ‘nano’”. Parole al vento. E a quell’Italia di serie B della quale Grillo si erge a salvatore, ma che non va neanche più a sentirlo in piazza per portare a casa qualche “risata” gratis e trascorrere una serata diversa dalle altre. Che tristezza.

Lucio Filipponio  

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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