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Opinioni e commenti
 

Il mondo della cultura dice addio a Franca Rame, artista di rottura e senatrice impegnata
Pubblicato il 29-05-2013


Franca Rame-FoSi è spenta questa mattina nella sua casa a Milano, all’età di 83 anni. Franca Rame, compagna di vita di Dario Fo, era malata da tempo, e nell’aprile dello scorso anno un ictus aveva peggiorato le sue già labili condizioni di salute. Stamane a Montecitorio i deputati, in piedi, hanno accolto la notizia con un lungo e commosso applauso. «Un dispiacere immenso e corale. Una grande artista, donna coltissima e di altrettanto grandissimo cuore, eterodossa, anticonformista» è stato il commento di Barbara Pollastrini. A Palazzo Madama, su invito del presidente Pietro Grasso. è stato rispettato un minuto di silenzio per omaggiare la donna, senatrice nella XV legislatura.

LA CARRIERA ARTISTICA – Nata in una famiglia con antiche tradizioni teatrali, nel 1958, insieme con il marito Dario Fo, l’attrice decide di fondare la “Compagnia Dario Fo-Franca Rame” (il marito è il regista ed il drammaturgo del gruppo, Rame la prima attrice nonchè l’amministratrice) che, negli anni successivi, otterrà grandissimo successo commerciale nel circuito dei teatri cittadini istituzionali. Nel 1968, sempre al fianco del suo compagno di vita, abbraccia l’illusione sessantottina, esce dal circuito dell’Eti (quello che fu l’Ente teatrale italiano), e fonda il collettivo “Nuova Scena” dal quale però, dopo aver assunto la direzione di uno dei tre gruppi in cui era diviso per rispondere alla domanda del pubblico, si distacca per divergenze politico-ideologiche, e lo fa sempre con il marito al suo fianco. Ciò porterà alla nascita di un altro gruppo di lavoro, detto “La Comune” impegnato, come quello precedente, nei circoli Arci e nei luoghi fino ad allora non deputati per lo spettacolo dal vivo come per esempio le fabbriche, le scuole occupate e le case del popolo. Con questo gruppo vengono rappresentati spettacoli di satira e di controinformazione politica, anche molto feroci. A partire dalla fine degli anni settanta la donna comincia a partecipare al movimento femminista, mentre nel 1971 sottoscrive la lettera aperta pubblicata sul settimanale “L’Espresso” sul caso Pinelli (Giuseppe, ferroviere italiano noto soprattutto per i suoi ideali anarchici che morì precipitando da una finestra della questura di Milano, dove era trattenuto per accertamenti in seguito alla esplosione di una bomba a piazza Fontana, avvenuta tre giorni prima, ndr). Nel marzo del 1973, Franca Rame dopo essere stata rapita, subisce violenza fisica e sessuale da un gruppo di estremisti di destra. Questo trauma verrà poi ricordato nel lavoro “Lo stupro” del 1981.

UNA VITA DEDICATA AL TEATRO E NON SOLO – Nata nella provincia di Milano quasi 84 anni fa, Franca Rame aveva dedicato la sua vita non solo al teatro, ma anche all’impegno politico e civile. Nelle elezioni del 2006 si candidò al Senato tra le file dell’Italia dei Valori, partito fondato da Antonio Di Pietro, risultando eletta in Piemonte. Due anni dopo consegnò una lettera di dimissioni poiché non condivideva gli orientamenti del governo. Nel giugno del 2014 avrebbe celebrato le nozze d’oro con il marito, compagno di vita e collega, Dario Fo.

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Commenti all'articolo
  1. Cara Potente redazione, siccome sono politicamente scorretto, mi trovo in totale disaccordo con il coccodrillo che avete confezionato in occasione della dipartita di Franca Rame. A mio giudizio la defunta e il di lei consorte sono stati la rappresentazione della più becera (sotto)cultura sessantottarda e comunistoide e trovo del tutto fuori luogo gli alti lai e i lacrimoni che la sinistra versa per una cattiva maestra, una pessima attrice che poteva avere successo unicamente in un Paese di nani della cultura come il nostro. Stesso discorso vale per il marito (vivente) exfascista Dario Fo al punto che considero un mistero (buffo) irrisolto la ragione per cui sia stato insignito del Nobel per la letteratura. Diciamocela tutta: furono adottati dalla sinistra quando Fo fu cacciato dalla Rai di Bernabei e divennero l’icona del ciarpame psudointellettualistico della sinistra di quegli anni. E ci hanno campato di rendita. Un pò poco per scomodare la nostra Potente redazione. ciao E

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