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Opinioni e commenti
 

Il neopresidente Nitto Palma visita Cosentino in carcere: un segnale politico?
Pubblicato il 09-05-2013


Nitto Palma-Cosentino

Chi ben inizia è a metà dell’opera. Se il proverbio è vero, allora, non ci sono dubbi: certamente Nitto Palma è partito in quarta. Il neo-presidente Pdl della commissione Giustizia al Senato, infatti, sembra aver voluto lanciare un segnale forte e inequivocabile, quasi a voler subito “mettere le cose in chiaro”: «Ho incontrato Nicola Cosentino in carcere. Ho ritenuto opportuno fare una visita alle carceri di Secondigliano e l`ho incontrato, dieci minuti e me ne sono andato via». Nicola Cosentino, un nome che richiama una pagina nera della storia politica italiana. Arrestato il 15 marzo 2013 per il reato di associazione esterna con il Clan dei casalesi, Cosentino, che era stato eletto deputato con Il Pdl per quattro legislature consecutive, dal 1996 al 2008,  fu protagonista di numerosi casi di indagini, oltre a quella per la quale è agli arresti, anche per il coinvolgimento nello scandalo della “nuova P2”. Fece scalpore la decisione della Camera che, il 22 settembre 2010, ha negato l’uso delle intercettazioni nelle indagini di Roma per il reato di riciclaggio di rifiuti tossici sempre a carico di Cosentino.

IL VECCHIO VIZIO DEL PDL: INCARICHI PUBBLICI PER VITE PRIVATE. QUEL “BLITZ” DEL 2002 – «Questa vicenda appartiene alla mia sfera privata, comunque non essendomi mai sottratto alle domande, rispondo che sé, nella mia qualità di coordinatore regionale dopo che il provvedimento di non revoca della misura cautelare è stato adottato, ho incontrato Cosentino in carcere. Nella brevità dell`incontro ho visto una persona evidentemente provata da una situazione a cui non è abituato, ma sereno, pronto al giudizio della magistratura». Così Nitto Palma ha giustificato il suo “scomodo” colloquio. Insomma, la cultura del berlusconismo non si smentisce mai. L’elezione di Palma è stata infatti al centro di dure polemiche e frizioni tra le varie anime della “strana” maggioranza che supporta il governo del premier Letta. Tensioni derivanti proprio dall’eredità politica di Palma che fu protagonista del tentativo, nel 2002, sotto il governo Berlusconi, di introdurre, con un “blitz” una norma per garantire una sorta di “superimmunità” parlamentare che avrebbe garantito l’impunità al Cavaliere e a Dell’Utri.

AVEVA SOSTENUTO LA RICANDIDATURA DI COSENTINO – Quanto alla mancata candidatura di Cosentino alle politiche, «sono convinto che gli elementi a suo carico non siano sufficienti per una condanna. Lo so perché ho letto le carte e sono un magistrato. Mi permetto però di dire che nei provvedimenti nei quali non si è revocata la misura cautelare vi sono state delle valutazioni di carattere politico, e di carattere generale sul mio partito che io ho fortemente stigmatizzato sulla stampa senza che nessuno abbia osato smentirmi o obiettare qualcosa». E ha detto ancora: «Avevo sostenuto la ricandidatura di Cosentino, ma se in questo Paese non è possibile esprimere serenamente o liberamente un’opinione credo che probabilmente forse è opportuno andarsene. Certo, lo dico come paradosso». Il neoeletto presidente, insomma, minaccia di abbandonare la nave ancora prima di uscire dal porto.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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