martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il presidente dei senatori Pd Zanda: «Berlusconi incandidabile»
Pubblicato il 16-05-2013


Zanda-Berlusconi«Secondo la legge italiana Silvio Berlusconi, in quanto concessionario, non è eleggibile. Ed è ridicolo che l’ineleggibilità colpisca Confalonieri e non lui». È lapidario il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda,  nell’esprimere il “no” del Pd ad una eventuale nomina del Cavaliere a senatore a vita. «In sessantasette anni di Repubblica non è mai stato nominato nessun senatore a vita che abbia condotto la propria vita come l’ha condotta Berlusconi. Non credo che debba aggiungere altro». Insomma,  sembrano non fermarsi le tensioni tra Pd e Pdl. Dopo le polemiche di ieri sul nodo giustizia, riguardanti il testo “fotocopia” del ddl Alfano sulle intercettazioni, depositato dal capogruppo Pdl, Enrico Costa, oggi Zanda ribadisce la distanza politica e culturale delle due forze politiche. «Il governo Letta nasce per salvare il Paese da una situazione mortale di pericolo e, per questo, c’è «un’esigenza di rispetto tra Pd e Pdl. La scelta di Alfano, Lupi e Quagliariello di manifestare contro la magistratura nega questa esigenza». Ancora una volta, non usa mezzi termini Zanda, sottolineando che «i membri del governo non devono scendere in piazza contro la magistratura dimenticandosi della divisione di poteri».

NECESSARIO UNA RIFLESSIONE DEI MAGISTRATI – E Zanda, ma anche la magistratura, deve avviare una riflessione profonda. E’ capitato che abbia rinunciato a parlare solo con i provvedimenti giudiziari e che lo abbia fatto con inopportune dichiarazioni pubbliche. Serve un riserbo che spesso manca». Il presidente dei senatori del Pd ha ricordato che  «ci sono state inchieste che la magistratura avrebbe dovuto condurre con maggiore prudenza. L’arresto di Ottaviano Del Turco ha cambiato ingiustamente le vicende politiche in Abruzzo. E questo non doveva succedere».

RIFORMARE LA GIUSTIZIA – Per Zanda è necessaria una riforma della giustizia: «c’è il capitolo dei processi civili. La loro lentezza uccide l’economia nazionale. E c’è il tema delle carceri: sono diventate l’università del crimine, generano criminalità. Ma mi spiego: l’affollamento disumano non garantisce un recupero, ha un effetto contrario, chi entra in carcere anche con pene lievi ne esce troppo spesso trasformato in peggio». Zanda ha sottolineato che «servono proposte. Nuove carceri, depenalizzazione di alcuni reati». Amnistia e indulto, per il presidente dei senatori democratici, «hanno un senso solo se sono legate a misure strutturali. Perché ogni volta che sono state concesse senza riformare il sistema delle pene e senza intervenire sul processo, chi è uscito dal carcere c’è troppo spesso tornato».

GASPARRI “IL RESPONSABILE” – Il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, non ha perso tempo ed è intervenuto denunciando «l’arroganza dei toni usata dal capo gruppo del Pd al Senato Zanda» che, secondo la sua analisi, «contrasta fortemente con il clima di pacificazione che ci siamo imposti. Una cosa è collaborare per superare le emergenze, un’altra sottostare a espressioni che rasentano l’insulto». Peccato che Gasparri non si sia accorto che l’elezione a senatore a vita di Berlusconi non rappresenti esattamente una priorità per il Paese, per i disoccupati e per gli imprenditori in crisi. Gasparri continua facendosi addirittura minaccioso: «nei confronti del governo il Pdl ha preso un impegno chiaro che intende mantenere. Ma non per questo è disposto a tollerare ingerenze da parte del Pd».

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Commenti all'articolo
  1. Il problema dell’inagibilità di Berlusconi non è mica nata oggi. Come mai un esponente importante come Zanda se ne esce adesso con questa questione ? Continua la lotta interna a quel partito ? Se invece è una mina sotto il sedere di questa alleanza innaturale, incomprensibile a tutti, allora il senatore Zanda avrebbe dovuto porlo prima il problema e non adesso.

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