lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ilva: sequestri e perquisizioni alla famiglia Riva. L’accusa è di frode fiscale e riciclaggio
Pubblicato il 22-05-2013


Ilva-RivaÈ di oltre un miliardo di euro, tra immobili, titoli e disponibilità finanziarie, la cifra sequestrata alla famiglia Riva, durante un’operazione della Guardia di Finanza. Secondo le indagini l’ingente somma sarebbe stata ottenuta sottraendo soldi all’Ilva, l’acciaieria di Taranto di proprietà della famiglia. A carico  dei Riva è in corso un provvedimento di sequestro preventivo che, secondo quanto appreso, sarebbe relativo a reati quali frode fiscale, riciclaggio, intestazione fittizia e truffa ai danni dello Stato, e riguarderebbe anche diversi professionisti che ne hanno curato la pianificazione fiscale.

LE INDAGINI DELLA GUARDIA DI FINANZA – Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle nel corso delle indagini  i componenti della famiglia Riva, mediante l’interposizione fittizia di alcuni trust in Italia e Svizzera e di altre società, avrebbero nascosto la reale titolarità delle disponibilità finanziarie create con i proventi dell’acciaieria, facendo risultare all’estero beni che, invece, rientrano nella loro disponibilità in Italia. Secondo l’accusa lo scopo era quello di poter beneficiare dei vantaggi derivanti dallo scudo fiscale.

IL GIP CONCEDE I DOMICILIARI A FLORIDO – Arrestato lo scorso 15 maggio, con l’accusa di concussione, l’ex presidente della provincia di Taranto, esponente del Pd, Gianni Florido si era dimesso subito dopo l’arresto. Oggi il giudice di indagine preliminare (gip) Partrizia Todisco ha concesso gli arresti domiliciari al presidente dimissionario, coinvolto nell’ambito dell’inchiesta sull’Ilva “Ambiente Svenduto”. Resta invece in carcere l’ex assessore provinciale all’Ambiente, Michele Conserva, anch’egli arrestato mercoledì scorso.

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