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Opinioni e commenti
 

LA COSTITUZIONE ITALIANA E’ VIVA E VEGETA: ECCO PERCHE’ QUESTA DOVREBBE ESSERE UNA LEGISLATURA COSTITUENTE
Pubblicato il 20-05-2013


Costituzione-firma

La Costituzione italiana è viva e vegeta. Partendo da quest’assunto, ovvero dalla convinzione che in quanto “cosa viva” la nostra Carta debba non solo essere preservata da abusi e strumentalizzazioni di ogni sorta, ma che possa – anzi debba – esser adeguata al mutamento dei tempi, all’evolversi della società, al maturare delle dinamiche civili e sociali che sono alla base del vivere comune. Ecco che uno dei temi maggiormente dibattuti nella storia repubblicana, sul quale non sono andate in porto ben tre Costituenti, intorno al quale sono cadute teste e volati improperi torna più che mai attuale. In quest’ottica va inquadrato il Seminario di studi “Per una legislatura costituente”, promosso dal Psi di Nencini e da Mondoperaio, in programma domani a Roma (Sala del Refettorio, via del Seminario, ore 10.00). Politici, costituzionalisti di chiara fama, amministratori locali e politologi faranno il punto su un tema reso necessario, oltre che d’interesse pubblico,  da molteplici criticità emerse in questi ultimi mesi. E’ il caso della nascita della cosiddetta “Convenzione”, bypassando una nuova Costituente; necessità o meno di riformare il Titolo V della Costituzione; le problematiche poste dall’art.138, ovvero l’unico strumento che permette di riformare uno o più articoli della nostra Carta; gli istituti di garanzia; forma di Stato e forma di Governo. E non per ultimo, l’attuazione dell’art. 49 della Costituzione che dovrebbe regolare la vita dei partiti politici.

PRIMA DI TUTTO? UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE – Un grande dibattito sulle riforme, un’occasione unica per discutere dei nodi alla base del fallimento dei tentativi di riforma strutturale dell’assetto istituzionale proprio in un passaggio delicato della vita politica italiana che vede il neo eletto esecutivo confrontarsi con la spinosa questione della Convenzione. Ma, anche, con il tema della legge elettorale che il suo stesso ideatore, il leghista Calderoli, definì una vera e propria “porcata”. Come ha sottolineato il senatore Riccardo Nencini, al quale sarà affidata la prolusione del seminario, la «legge elettorale si può modificare anche subito prevedendo un ritorno al Mattarellum o il ricorso ad un voto di preferenza». Un’urgenza che la scorsa Legislatura non è riuscita ad affrontare e che ha contribuito a consegnare il Paese ad una situazione di ingovernabilità che ha portato alla creazione del governo di larghe intese.

LA VIA RIFORMISTA PASSA PER LA STRADA MAESTRA DELL’ASSEMBLEA COSTITUENTE – Per il segretario del Psi dunque, «una volta definita la nuova legge elettorale si potrà procedere alla revisione del sistema istituzionale italiano». Nencini ricorda che l’Italia è un Paese dotato di «un sistema istituzionale che è rimasto, in parte, quello della prima Repubblica e in parte modificato» da interventi operati al di fuori di un quadro organico di riforme. Per questa ragione, continua Nencini, è necessario che «questo ibrido approdi o da una parte o dall’altra». Il modello di riferimento per l’esponente socialista potrebbe essere il semipresidenzialismo alla francese, «un sistema che ha dimostrato di funzionare e che possiamo prendere in considerazione anche per l’Italia». In quest’ottica, il seminario diventa l’occasione per discuterne in merito a quale sia la strada maestra da seguire, cioè, prosegue il segretario socialista, «quella di un’Assemblea Costituente eletta con voto proporzionale così da garantire che tutte le culture politiche siano rappresentate. L’Assemblea Costituente è la strada che mette a riparo da possibili prevaricazioni», attraverso un’attribuzione specifica di ruoli. «Se ci fosse un’Assemblea sapremmo che quella è nata per svolgere il suo compito e non altro. L’alternativa non può essere giocare con il ruolo del Parlamento: il seminario di domani serve anche a trovare una posizione su questo».

ART. 49, I PARTITI SI DANNO UNA “REGOLATA” – Tempi duri per i movimenti e per lo stesso Beppe Grillo: una proposta di legge firmata da Anna Finocchiaro e dal capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda, prevede la piena attuazione all’art. 49 della Costituzione sui partiti, dando loro “personalità giuridica”. La proposta prevede di stabilire, spiegano i proponenti, “i contenuti minimi dello statuto, alcuni principi generali, ai quali dovranno attenersi tutti i partiti che intendono concorrere alla determinazione della vita politica, pena la perdita dei rimborsi per le spese elettorali o di ogni ulteriore eventuale forma di finanziamento pubblico”. Una serie di “obblighi” che confliggono ad esempio proprio con il tipo di organizzazione statutaria del Movimento 5 Stelle, tenendoli fuori dalle elezioni. “Questo – dicono Finocchiaro, Zanda e gli altri proponenti – non impedirà a una semplice associazione o movimento di fare politica, ma il mancato acquisto della personalità giuridica precluderà l’accesso al finanziamento pubblico e la partecipazione alle competizioni elettorali”. Bene regolamentare, anche se oltre tempo massimo, i partiti politici ma resta il dubbio che l’azione messa a segno oggi dal Pd ai danni di M5S non ottenga l’effetto contrario di quello sperato. La proposta di legge potrebbe, infatti, accelerare quel  processo, già in atto in casa grillina, di trasformazione del Movimento in Partito. Staremo a vedere.

LA PROPOSTA ANTE LITTERAM DEL PSI – Intanto è innegabile che una riforma dell’art. 49 (Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale) è, oggi più di ieri, necessaria per mettere un freno al malcostume diffuso in troppi partiti italiani, per evitare di arrovellarsi fuori tempo massimo sui tanti Lusi o Belsito. Il Psi di Nencini lo ha proposto con forza già in tempi non sospetti, ma purtroppo le resistenze sono state troppe e troppo forti per cambiare realmente le cose. Già nel 2008 il segretario del Psi, il senatore Nencini diceva con forza: «I tanti casi giudiziari che stanno esplodendo in città e regioni italiane richiedono ai partiti di agire con tempestività sul fronte dell’etica pubblica. Per evitare che antipolitica e populismo prevalgano, i partiti devono immediatamente autoriformarsi. Servono – ha spiegato Nencini – soprattutto due cose: la predisposizione di una legge sulla democrazia interna ai partiti che, fondandosi sul principio dell’articolo 49 della Costituzione, assegni il finanziamento pubblico alle sole forze che con questo principio sono in regola; la sottoscrizione da parte di tutte le forze politiche di un “decalogo sull’etica pubblica”».

PER UNA LEGISLATURA COSTITUENTE – Questi e altri temi saranno posti sul tavolo del Seminario di studi “Per una legislatura costituente”, previsto per domani dalle 10 alle 18. A dare il loro prezioso contributo saranno, oltre al segretario Nencini al quale sarà affidsata la prolusione, Cesare Pinelli, Stefano ceccanti, Vincenzo Lippolis, pio Marconi, Enzo Cheli, Salvo Andò, Paolo Armaroli, Salvatore Buemi, Marco Cammelli, Luigi Capogrossi, Piero Craveri, Lello Di Gioia, marco Di Lello, Vincenzo Iacovissi, Gerardo Labellarte, Pia Locatelli, Tiziana Parenti, Gianfranco Pasquino, Oreste Pastorelli, Paolo Pombeni, Gianrico Ranaldi, Giorgio Rebuffa, Pietro Rescigno, Mario Ricciardi, Gianfranco Schietroma, Luciano Violante e Carlo Vizzini.

Lucio Filipponio

Roberto Capocelli

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