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Opinioni e commenti
 

“La scelta del Presidente”, l’ultimo indignato brano di Millionaire Blonde
Pubblicato il 03-05-2013


La scelta del Presidente-BlondeNon è stata mai una band, né una girl band. Ma sempre un progetto. Anzi, un progetto “solista-con-band”, come ama definirlo Maria Beatrice Alonzi, colei che nel febbraio 2009 ha ideato e concepito Millionaire Blonde. La giovane romana, musicista e cantautrice, con l’ultimo singolo recentemente diffuso sul web ha raggiunto un altro traguardo internazionale: dopo il grande successo di “Andrea si sposa”, anche il nuovo brano “La Scelta del Presidente” in pochi giorni ha infatti raggiunto la prima posizione nella classifica Top Brani più popolari Mondo di “Creative Commons”. Nella prima settimana la canzone ha registrato più di 35.000 ascolti e 4.000 download, quasi raddoppiandosi nella settimana successiva. Alonzi, classe 1983, l’anno scorso ha vinto il “Fru Contest”, concorso musicale per artisti solisti e band emergenti promosso da RadUni, l’Associazione dei media universitari, con il brano “Sulla terra”, precedentemente scartato alle selezioni per Sanremo Giovani. Apprezzata più all’estero che in Italia perchè nel nostro Paese «i grandi distributori preferiscono gli interpreti, quelli che escono dai talent show» come l’artista stessa evidenzia, Maria Beatrice Alonzi, anima e corpo di Millionaire Blonde (http://www.millionaireblonde.com) racconta all’Avanti! del suo successo e dei suoi progetti.

Alonzi, da dove nasce l’idea di scrivere una canzone, che sin dal titolo “La scelta del Presidente”, affronta un tema così attuale?

Durante gli scrutini per l’elezione del capo dello Stato vi erano numerose dirette dalla Camera. Ho assistito a scene ridicole. In particolare mi ha toccata quella del politico che ha indossato una maglietta ironica contro un altro onorevole. A infastidirmi non è stato tanto il messaggio, quanto il fatto che fosse un gesto fuori luogo.

Durante quel lungo pomeriggio hai quindi scritto la canzone.

Sì, l’ho scritta di getto. Sulla musica ci stavo lavorando da un po’, anche l’arrangiamento era già nella mia testa. In meno di 24 ore ho scritto il testo e ho deciso di rilasciare la canzone venerdì 19 aprile alle 19 circa, prima che avvenisse la reale “la scelta del presidente”. L’arrangiamento è stato volutamente pop, synth-pop per la precisione, perché non sono nè Fabrizio De Andrè, né Francesco Guccini. Ho preferito uno stile attuale e moderno, che potesse essere tagliato su di me, per cercare di restare credibile.

La canzone contiene un messaggio di indignazione, senza toccare aspetti legati alla politica.

L’ho voluta pubblicare online la sera prima delle elezioni presidenziali proprio perché non volevo ci fosse alcun messaggio politico o che si pensasse al mio brano come pretesto per fare propaganda a questo o quell’altro partito o politico. Il mio messaggio è di personale indignazione per la terribile situazione attuale in cui ci troviamo. Scontento e malessere diffusi, credo condivisi da tante persone.

Nella stesura del testo ti sei ispirata a una poesia di Nazim Hikmet.

Il testo si ricollega a “Varna 1952” del poeta turco che scriveva dell’impossibilità di dormire la notte a Varna, a causa delle bombe. In modo metaforico, io canto che è “impossibile dormire la notte qui”, in un Paese come il nostro, dove è impossibile essere immuni da preoccupazioni quotidiane relative al futuro. Uno stato delle cose che ha tolto e toglie serenità a tutti noi.

Qual è il target delle persone che la seguono?

In Italia chi mi segue sono soprattutto ragazzi under 30, incuriositi dalla mia musica. All’estero il successo è concentrato in Corea e in Sud America.

Progetti per il futuro?

Il prossimo 23 maggio al “Cafè Latino” di Roma mi esibirò live con una band classica. Si tratta della première del tour che partirà in autunno.

Silvia Sequi

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