martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La Suprema Corte nega a Berlusconi il trasferimento dei processi che lo vedono imputato
Pubblicato il 06-05-2013


Berlusconi-No-Cassazione

Milano continuerà a essere la sede ove si svolgeranno i processi sul caso Ruby e quello sui diritti tv di Mediaset – che vedono imputato il leader del Pdl, Silvio Berlusconi. Niente trasferimento a Brescia, dunque, come richiesto nell’istanza presentata dai legali di Berlusconi, Nicolò Ghedini e Piero Longo che avevano invocato il “legittimo sospetto” contro i magistrati di Milano, considerati “non sereni” nel giudicare il loro assistito. La decisione è stata assunta dalla sesta sezione penale della Cassazione, dopo una camera di Consiglio lampo. I due procedimenti penali riprenderanno nei prossimi giorni.

I DIBATTIMENTI RIPRENDERANNO SUBITO – Il processo sul caso dei diritti tv Mediaset riprenderà domani, mentre lunedì prossimo riprenderà la requisitoria dei pubblici ministeri, iniziata il 4 marzo scorso sulla vicenda Ruby. Il pm Antonio Sangermano concluderà il suo intervento, per poi passare la parola alla collega Ilda Boccassini che formulerà la richiesta di pena nei confronti di Berlusconi. Nell’udienza successiva, ancora da fissare, seguiranno le arringhe difensive e la sentenza.

IL PROCESSO MEDIASET CONTRO BERLUSCONI – Il procedimento a carico del Cavaliere, relativo ai diritti tv Mediaset, è cominciato sei anni fa, ed è stato interrotto per tre volte. Oltre al Cavaliere sono indagati due ex dirigenti del gruppo: Daniele Lorenzano, condannato a tre anni e otto mesi in primo grado e Gabriella Galetto, un anno e due mesi nonché l’imprenditore di origine egiziana, Frank Agrama cui è stata inflitta una condanna di tre anni. L’intero procedimento riguardava anche l’attuale presidente di Mediaset Spa, Fedele Confalonieri, successivamente assolto. Lo scorso gennaio è stato avviato il grado d’appello del processo in cui a Berlusconi in primo grado è stata inflitta una condanna a 4 anni per frode fiscale, per presunte irregolarità nell’acquisizione dei diritti televisivi, con l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.

L’ACCUSA CONTRO BERLUSCONI NEL PROCESSO RUBY – Invece, il processo Ruby, ancora fermo al primo grado oltre a Berlusconi – accusato di concussione e prostituzione minorile – vede imputati l’ex consigliere regionale Nicole Minetti, il giornalista Emilio Fede e il manager dello spettacolo Lele Mora, accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione. Secondo i pm, il Cavaliere avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento con Karima El Mahroug, poi soprannominata Ruby, quando lei ancora era minorenne.

Silvia Sequi 

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