martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

La versione di Ruby: alla sbarra giura «Niente sesso con Berlusconi»
Pubblicato il 18-05-2013


Ruby-tribunale-Berlusconi

Ha di nuovo negato di aver fatto sesso con Silvio Berlusconi, cosi’ come di aver ricevuto da lui quei 5 milioni di euro in cambio del suo silenzio e di essersi prostituita con l’ex premier e con altri. E’ un copione gia’ andato in scena quello recitato ieri da Ruby, convocata dal Tribunale per testimoniare come parte offesa al processo sui presunti festini a luci rosse ad Arcore nel quale sono imputati Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. Un copione che, accanto a tanti no e “non ricordo”, di fronte a una risma di intercettazioni l’ha portata a dire “tutte cavolate”, “frottole”, “menzogne” e “balle”, nel tentativo di far credere ai giudici che lei viveva in un mondo “inventato”.

LA VERSIONE DI RUBY – Arrivata al Palazzo di Giustizia puntuale, vestita in modo sobrio, con il suo compagno Luca Risso – che all’uscita poi se l’e’ presa coi giornalisti – e i suoi avvocati, Karima El Mahroug per circa sei ore ha risposto alle domande prima di Annamaria Gatto, il presidente del collegio, e poi del pm Antonio Sangermano. Mentre tra i banchi degli imputati c’era anche il suo vecchio amico Lele Mora (nel corridoio si e’ abbracciato con Risso), lei ha risposto senza riservare alcuna sorpresa. Sicura, con un atteggiamento che pareva piu’ costruito a tavolino che spontaneo, ha cominciato da lontano: dal passato in Sicilia fino al suo arrivo a Milano alla ricerca di un lavoro, la proposta rifiutata di fare la prostituta e i colloqui con Mora per cercare di entrare nella sua ‘scuderia’. Poi la cameriera e la cubista fino a raggiungere, grazie all’ex agente di vip, Arcore in compagnia di Fede: “Quando mi e’ stato detto che era la villa del presidente del Consiglio, ero stupita, non mi sembrava vero”. Davanti alle altre ospiti e all’ex premier “raccontai una storia inventata, quella che di solito usavo”: un altro cognome e altra eta’ (23-24 anni), meta’ brasiliana e meta’ egiziana, il padre dirigente, la madre cantante famosa e imparentata con Mubarak e il difficile rapporto con la famiglia per via della sua “conversione” al cattolicesimo.

LA PRIMA NOTTE A CASA BERLUSCONI – Poi, dopo aver sentito il termine bunga-bunga in una barzelletta del Cavaliere, la prima delle serie di buste ricevute da Berlusconi con dentro “2 mila o 3 mila euro in contanti”, unico introito per parecchi mesi. Il giorno dopo “mi telefonò – ha aggiunto – chiedendomi se mi faceva piacere il suo aiuto e invitandomi per il week end successivo”. Altra festa, con le ragazze che si erano travestite (la Polanco da Boccassini o Obama e la Minetti da suora sexy) o che ballavano in modo sensuale ma “non ho mai visto contatti fisici” tra loro e il padrone di casa. Padrone di casa che quella sera le chiese se voleva fermarsi a dormire: lei accetto’ ed ebbe una stanza “da sola”.

DENARO E FROTTOLE – Nella versione di ieri Ruby ha, inoltre, spiegato di aver ricevuto da Spinelli, per conto dell’ex premier, 30 mila euro per aprire un centro estetico (denaro poi usato per altre spese) e di non conoscere i “retroscena della notte in Questura”, dove ad attenderla c’erano la Minetti, Michelle Conceicao e Miriam Loddo e dove, appena uscita, parlo’ al telefono, a suo dire per l’ultima volta, con l’allora capo del Governo “arrabbiatissimo, perche’ avevo detto tutte quelle cavolate”. E se fino a questo punto la deposizione pareva in discesa, piu’ complicato e’ stato rispondere quando le sono state contestate le intercettazioni.

NOEMI? RUBY: “LA PUPILLA E IO IL CULO” – La frase su Noemi Letizia, lei “la pupilla e io il culo”, era una “battuta scherzosa”, i cinque milioni che, come aveva scritto nel suo diario, doveva ricevere dal Cavaliere, ‘un vanto’, gli sms inviati da Risso all’allora sua fidanzata sul misterioso interrogatorio – di cui non ha dato i particolari fondamentali – davanti al suo ex avvocato Luca Giuliante li ha bollati come ‘cavolate’, costruiti sulle ‘cavolate’ che aveva detto ai pm nell’estate 2010. Ma il culmine l’ha raggiunto quando le e’ stato chiesto di chiarire il significato di un’intercettazione. Era il 26 ottobre 2010, giorno in cui sulla stampa scoppio’ il caso, e lei aveva riferito a un’amica al telefono che Berlusconi le aveva proposto: “passa per pazza, ti ricopriro’ d’oro”. Karima l’ha messa in questo modo: “Mi vantavo di cose mai successe, dicevo di averlo sentito e che lui era innamorato. Tutte invenzioni”. Infine, ha provato anche ad accusare i pm abbozzando l’ipotesi di interrogatori non trascritti, ma il giudice Gatto l’ha ‘stoppata’ subito. La seconda puntata della ‘piece’ di Ruby davanti ai giudici e’ attesa per venerdi’ prossimo.

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