lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Le mille e una notte di Marsiglia
Pubblicato il 16-05-2013


Marsiglia portoBastava che superasse il Castello d’If, sulla minuscola isola di fronte alla città, che una piccola folla di curiosi cominciasse a radunarsi sul belvedere del forte di Saint-Jean e quindi trottare senza indugi verso il porto.  Ogni volta una gran festa di cappelli in alto, applausi e grida di giubilo, “ché a Marsiglia l’arrivo di un bastimento, soprattutto se è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Fhochée e appartiene a un armatore della città, è sempre un grande avvenimento”. Questa la Marsiglia del Conte di Montecristo, descritta con partecipazione da Alexandre Dumas. Immagine che nel trascorrere del tempo si era via via deteriorata, dopo il trauma della guerra di liberazione algerina, fino agli ultimi anni duranti i quali la città con il porto più importante di Francia appariva come decadente, pericolosa per i turisti e sporca per gli abitanti.

Oggi non è più così: Marsiglia rinasce come Capitale Europea della Cultura 2013. Con una radicale trasformazione architettonica costata ben 660 milioni d’euro che ha dato un nuovo volto al porto, restituendo alla città la vocazione di ponte proteso verso le civiltà mediterranee e sviluppo d’indotto al resto della regione. Sessanta i progetti di recupero, riconversione, costruzione e ammodernamento, anche di interi quartieri, affidati ai più grandi architetti del mondo. Così la città ora vive un nuovo “Rinascimento” urbano oltre che culturale (più di 900 eventi in programma), pur custodendo tutto il fascino dei suoi 2.600 anni di storia cosmopolita: bastides, siti storici, aree industriali dismesse che testimoniano, in ogni quartiere, la ricchezza del suo passato. Un passato che la rende anche la città più “islamica” tra le città francesi con i suoi 200mila fedeli (un abitante su quattro) e i 63 luoghi di culto per i musulmani.

IL NUOVO FRONTE DEL PORTO – Furono i Fenici per primi a trovare rifugio nell’ansa che diventerà il porto più famoso e ancor’oggi il più importante della Francia. L’atmosfera cosmopolita che vi si respira, l’indistricabile dedalo di vicoletti arabi, le malfamate osterie dai vetri anneriti furono una calamita irresistibile per un altro celebre scrittore Joseph Conrad che da giovane lasciò la sua città in Polonia e partì in treno per Marsiglia dove poi lo presero come passeggero sul veliero “Mont Blanc” alla volta di Martinica. Snodo commerciale e turistico di tutta la Provenza, in questi mesi quella del porto è l’area cittadina che ha subito le maggiori trasformazioni, tanto da apparire quasi irriconoscibile e nuova di zecca. Domina su tutto l’enorme pannello a specchi che amplifica gli spazi con giochi di immagini riflesse e effetti luce che si espandono e abbelliscono un’area ormai diventata zona pedonale, opera dell’architetto britannico Norman Foster. Un pò più in là, sul molo J4, vicino allo storico Faro di Marsiglia, il Museo delle civiltà d’Europa e del Mediterraneo (MuCEM) progettato dall’architetto algerino Rudy Ricciotti. Oltre 40mila metri quadrati di spazio espositivo che, mediante una lunga passerella sospesa tutta attorno all’edificio, si connette alla vicina fortezza quattrocentesca di Saint Jean, dando quasi corpo alla rinnovata vocazione di città-ponte verso le trasformazioni in atto nei Paesi arabi. A due passi ecco il Centro regionale del Mediterraneo, creatura dell’architetto Stefano Boeri. La struttura ha una semplice forma a C che però crea un effetto straordinario accogliendo al suo interno il mare: l’acqua penetra infatti tra i due piani orizzontali dell’edificio, quello della sala congressi e quello della sala espositiva, creando un approdo per pescherecci, barche a vela, allestimenti e performance temporanee. Il post-modern si sposa e compenetra nell’archeologia industriale, come nel dimenticato Silo d’Arenc, del 1926, oggi riportato a nuova vita grazie alle cure dell’architetto marsigliese Roland Carta che dei granai ha fatto una location per eventi, mostre, auditorium e dove non manca un ristorante panoramico. Tra i primi edifici a essere completati in questo rinascimento urbano l’imponente torre di vetro, ideata da Zaha Hadid celebre architetto e designer anglo-irachena: 143 metri protesi verso il cielo che ospitano la compagnia marittima francese Cma Cgm. Più distante, tra il porto Joliette e il quartiere Panier, la sede del Frac, il Fondo regionale d’arte contemporanea, dell’architetto giapponese Kengo Kuma. Un affascinante quartiere, quello di Panier, sopravvissuto ai bombardamenti tedeschi della seconda guerra mondiale, assieme al municipio e alla chiesa Saint Laurent. È un mosaico di razze e culture differenti considerata la mole di marinai e immigrati che vi abitano e, forse per questo, prediletto da scrittori e artisti. Tra le sue piccole vie si susseguono botteghe artigianali, soprattutto di saponifici e di laboratori di santon (statuine dei presepi provenzali).

IL SOGNO DEL MEDITERRANEO – Tra una passeggiata e l’altra nel porto o in città chi ha la passione per l’arte, per lo spettacolo, la musica e l’amore per il Mediterraneo può scegliere tra una vasta gamma di eventi di cui almeno una quarantina di rilievo internazionale, come la mostra fotografica di Koudelka alla Vieille Charité e la prima retrospettiva su Le Corbusier. Il Nero e il Blu. Un sogno mediterraneo è, tra le altre, l’esposizione (in programma a giugno al MuCEM) che unisce dipinti, fotografie, sculture, manoscritti e libri rari con i quali fare un viaggio attraverso il “sogno mediterraneo” dal XVII al XXI secolo. Il Grande Atelier del Midi (fino al 13 ottobre) è costituita da due sezioni presentate in contemporanea al Museo di Belle Arti di Marsiglia e al Museo Granet d’Aix-en-Provence, per ammirare i capolavori degli artisti che hanno scandito il XX secolo, dall’impressionismo al postimpressionismo, passando per i fauves, il cubismo, le esperienze dei surrealisti e l’astrattismo. E poi danza, musica, fotografia, cinema, spettacolo, sono tante buone ragioni per andare in giro e godersi la dolcezza delle notti d’estate in Provenza: Festival di danza e arti multiple di Marsiglia, Festival Jazz dei cinque continenti, Festival internazionale del documentario (FID), “Les Suds”, gli Incontri Internazionali di Fotografia, Festival MIMI, Festival di Martigues, Festival di piano della Roque d’Anthéron, Festival de l’Emperi, Festival “Les Envies Rhônements” e molti altri.

L’ARTE BOLLE IN PENTOLA  La natura profonda di Marsiglia è racchiusa senza dubbio nella sua prelibata cucina, vera miscellanea di sapori, odori e spezie. Reminiscenze arabe, suggestioni italiane e corse, echi africane si fondono con la rudezza provenzale e talora persino con l’haute cuisine parigina, in un tutt’uno che sembra sottolineare ancora una volta il ruolo culturale della città crocevia della Grandeur coloniale. Così durante il “Festival Cuisine en Friche” (dall’11 al 15 settembre) chef e artisti uniscono la propria creatività per reinventare ogni volta le Grandes Carrioles, le cucine ambulanti dove assaporare gustose panisses (fatte con farina di ceci) alle erbe, tajine alla malva, gelato al fieno, thé alla menta. Si trovano in ogni angolo di Marsiglia, oppure tutte insieme in occasioni particolari.

Cecilia Sgherza 

DOVE DORMIRE:
MAMA SHELTER MARSILLE
64, rue de la Loubière 13006 Marsiglia
T +33 (0)4 84 35 20 00
www.mamashelter.com      

INFORMAZIONI:

www.marseille-provence2013.fr 

 www.marseille2013.org

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