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Opinioni e commenti
 

M5s: Casaleggio è un bluff, Crimi sfiduciato da Grillo: la comunicazione dei talenti incompresi va in corto
Pubblicato il 23-05-2013


Grillo-Crimi-M5S

La comunicazione a cinque stelle fa acqua da tutte le parti. Grillo avrebbe “sfiduciato” politicamente il suo capogruppo alla Camera Crimi rettificando quanto detto su Bersani: avere al governo il segretario Pd, ha in sintesi sostenuto Crimi, sarebbe stato meglio che tenersi Monti a Palazzo Chigi. Grillo smentisce: “Bersani e Monti sono uguali”. E tanti saluti a Crimi e alla sua credibilità di capogruppo. La “sfiducia” di Crimi è solo l’ultimo degli intoppi trovati dai pentastellati sulla loro strada. Fino alla mattinata di ieri, infatti, a tenere banco è stato un altro episodio. Il corpo del reato era una mail ufficiale che lo staff stampa cinque stelle della Camera ha inviato ai suoi deputati, con una stretta nei rapporti con i giornalisti, a partire da quelli considerati “inaffidabili o in malafede”. L’arma del delitto era una presunta black list con i nomi dei cronisti di cui bisogna diffidare. Sì alle interviste, ma queste vanno concordate e svolte in un’apposita saletta. Interviste contro-filmate dallo staff comunicazione M5S. Il tutto alla faccia della libertà di stampa, dell’autonomia del giornalista e della sua professionalità che prevede l’osservanza di regole deontologiche, norme civili e penali ben precise. Poi ieri Crimi ha fatto dietrofront smentendo quanto diffuso nella mail ufficiale dello staff stampa cinque stelle.

COMUNICAZIONE? DA PASSIVA AD ATTIVA – Crimi nega che vi sia già una black list con i nomi dei cronisti di cui bisogna diffidare e parla di un nuovo corso della comunicazione del Movimento, “più che fase II – dice Crimi – la chiamerei fase di maturazione. In questi mesi – spiega – abbiamo subito una comunicazione passiva, rincorrendo i vostri temi, l’agenda giornalistica. E’ il momento di partire con una comunicazione fatta attivamente per raccontare ciò che facciamo e non arriva facilmente fuori”.

LO STEVE JOBS DE’ NOANTRI E’ UN BLUFF – Peccato però i segnali siano di tutt’altro avviso. L’impressione, infatti, è che la premiata ditta Casaleggio e Co., gli stessi che hanno fatto della comunicazione politica online la loro bandiera sono costretti ad ammainarla, il vento in poppa di quel 25% di consenso sta calando vertiginosamente e allora, come un cane che si morde la coda, il meccanismo s’inceppa, il modello di comunicazione integrata pensato da quel cervellone riccioluto va a farsi benedire e con esso anche l’artificioso stereotipo che di lui (il cervellone riccioluto) insistentemente i grillini hanno fatto circolare. Lo Steve Jobs de’noantri è un bluff. O almeno la sua tanto sbandierata genialità questa volta si è sciolta come neve al sole (di Montecitorio).

BUON VENTO AI NAVIGANTI GRILLINI – Oppure le variabili sono talmente tante e impazzite che non c’è algoritmo politico che tenga. Prima il tam tam sulla democrazia grillina garantita dalla rete, il finto ostracismo verso i media e la parallela sovraesposizione di Grillo (suo malgrado?) in tv e sui giornali, poi lo smagliante staff comunicazione, i capigruppo Crimi e Lombardi, no alle interviste, sì alle interviste (ma solo concordate, in una saletta apposita, contro-filmate). Black list dei giornalisti scomodi. Nulla di nuovo, oltretutto. Censurare la stampa ricorda “editti bulgari” che avremmo voluto non sentire più, dimostra un’implosione gestionale e di idee della macchina grillina, suggerisce un navigare a vista tra mari perigliosi e nessuna strategia valida all’orizzonte. Buon vento ai naviganti penta stellati. Che ne avranno bisogno.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. articolo indecente, uno dei tanti che ripetono a cantilena le solite storielle, già vecchie, per denigrare i 5 stelle.

    casaleggio un bluff!? in realtà sono i giornali che hanno montato un’immagine di casaleggio come se fosse il guru o persona dai tratti poco chiari con chissà quali guadagni mirabolanti etc etc.
    adesso dopo aver saputo la realtà (bilanci in perdita, comunicazione non infallibile) se ne esce con “è un bluff”.
    siete voi un bluff, giornalisti e giornali piegati al potere.

    non me la prendo con il giornalista che ha scritto l’articolo, forse l’ultima ruota del carro, ma con i responsabili, i direttori, gli editori, le redazioni che permettono questa linea editoriale.

    alla fine articoli come questo hanno solo l’effetto di fare prendere più voti al M5S. la gente, che non è stupida, non crede alle storielle se vengono ripetute più volte. semmai si convincono sempre più del contrario. il lavaggio del cervello con le false storie no funziona. tutti abbiamo gli occhi per vedere.

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