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M5S: Crimi perde il pelo ma non il vizio e tratta come “idioti” i suoi onorevoli. Ma Dostoevskij non c’entra
Pubblicato il 27-05-2013


Crimi-M5S

“I parlamentari del Movimento 5 Stelle non si devono occupare di strategie politiche. Se qualcuno ancora insiste nel chiedere alleanze politiche, allora non ha capito niente e si pone fuori”. Insomma il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle perde il pelo ma non il vizio. La sua comunicazione è sempre la stessa e giorno dopo giorno fa i medesimi errori. Dà un annuncio ufficiale e poi tempo 24 ore fa retromarcia, dice una cosa e poi fa l’esatto contrario, Vito Crimi si sta berlusconizzando, ma solo nei difetti. Ha fatto proprio quel passo del gambero (uno avanti e due indietro) tipico del Cavaliere, ma non il suo carisma vincente (nonostante i guai giudiziari, il sospetto di ineleggibilità e una reputazione sui generis).

L’UOMO DELLE CONTRADDIZIONI – L’uomo delle contraddizioni, il campione d’incassi al botteghino dell’antipolitica: Crimi fa il pieno di vaffa e contestazioni pretestuose dei trolls che si diffondono tra i grillini come la peste bubbonica, degli onorevoli che dissentono dalla linea del capo (che fa orecchie da mercante e preferisce dargli un “calcio” fuori dal MoVimento piuttosto che discuterne democraticamente), della base cooptata dal messia Grillo (che finge di non voler andare in tv  perché popolata da giornalisti “non affidabili” e “in mala fede”) ma poi gli chiede a squarciagola che si immoli sul Monte Tv: Grillo vittima e carnefice per una causa nobile come un conte al quale è rimasto solo il blasone. Alla faccia della democrazia, Crimi minaccia i suoi onorevoli, bocche cucite con la stampa se non si è d’accordo con la linea del MoVimento o si è fuori. Ai deputati e senatori cinque stelle, selezionati per il merito, le competenze oltreché l’impegno – a sentire il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle che li tratta come “idioti” e non nel senso nobile che intendeva Dostoevskij – il loro ruolo li esulerebbe dal ragionare sul dove sta andando il loro Movimento, quello per il quale hanno cambiato la loro vita, speso mesi tra le piazze d’Italia durante la campagna elettorale, quello che li ha eletti alla Camera e al Senato. Per Crimi forse a quello già ci pensano Grillo e Casaleggio: si sa che di “geni incompresi” c’è ne sono solo due  e non frequentano troppo il Palazzo.

DI GENI INCOMPRESI NE BASTANO DUE – Gli onorevoli grillini, che a seguir il ragionamento di Crimi “geni” non sembrerebbero, avrebbero uno spazio d’azione molto limitato, mutilati della testa (per pensare) potrebbero usarne quel che resta per fare sì o no al momento della votazione. “Tu, parlamentare, devi dire: sei d’accordo sulla mozione Ogm? Sei d’accordo sul singolo tema?”, dichiara Crimi, secondo cui chi non è d’accordo con la linea politica “non accetta la democrazia della maggioranza”. Chi è in dissenso, prosegue, “se vuole confrontarsi con noi bene, ne discutiamo. Ma se ha questo disagio, e lo comunica alla stampa, allora ciao”. Crimi smentisce l’esistenza di black list. “Sulla diaria abbiamo semplicemente detto che pubblicheremo online chi la restituisce e chi no. Poi, certo, saranno gli elettori a bastonare chi non ridà i soldi” dice. Quanto ai giornalisti e alla loro divisione tra quelli “affidabili”, “non affidabili” e “in mala fede”, “sono solo suggerimenti. Se non erano graditi, i deputati potevano non prenderli in considerazione invece di comunicarli ai giornali”. Insomma onorevoli grillini bocche cucite. Si consiglia di fare un bel respiro, l’attesa sarà infinita.

Lucio Filipponio

 

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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