mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Mediaset, le motivazioni dei giudici che hanno condannato Berlusconi in appello
Pubblicato il 23-05-2013


Processo Mediaset BerlusconiSono contenute in 190 pagine le motivazioni spiegate dai giudici della Corte d’Appello di Milano che hanno confermato la sentenza di condanna, in primo grado, nei confronti di Silvio Berlusconi per frode fiscale, nel procedimento relativo a presunte irregolarità nell’acquisizione dei diritti televisivi. I magistrati, che lo scorso 8 maggio hanno sentenziato la pena a quattro anni con l’interdizione, per cinque, dai pubblici uffici e per tre dal dirigere società e contrattare con la pubblica amministrazione, non hanno dubbi sulle responsabilità del Cavaliere, poiché sono convinti che abbia continuato a essere al vertice del gruppo Mediaset anche dopo la sua «discesa in campo», ovvero l’impegno in politica e la nomina a presidente del Consiglio.

LE MOTIVAZIONI DEI GIUDICI – Secondo i magistrati «un imprenditore avrebbe dovuto essere così sprovveduto da non avvedersi del fatto e avrebbe potuto notevolmente ridurre il budget di quello che era il maggior costo per le sue aziende e che tutti questi personaggi, che a lui facevano diretto riferimento, non solo gli occultavano da tale fondamentale opportunità, ma che, su questo, lucravano ingenti somme sottraendone sostanzialmente a lui, oltre che a Mediaset». Il collegio dei giudici ha inoltre evidenziato che «non aveva alcun senso acquistare a un determinato prezzo quel che si era già individuato acquistabile ed effettivamente acquistato a un prezzo molto minore». Il riferimento è alle numerose società schermo che – secondo quanto sostenuto dall’impianto accusatorio – sarebbero servite a Berlusconi per far lievitare il prezzo dei diritti televisivi e cinematografici acquistati da Mediaset presso le principali majors statunitensi e, perciò, a costituire fondi neri all’estero per frodare il fisco italiano.

IL PROCESSO CONTRO BERLUSCONI – Il processo contro il Cavaliere, relativo ai diritti televisivi Mediaset, è cominciato sei anni fa, ed è stato interrotto per tre volte. Oltre all’ex premier sono indagati due ex dirigenti del gruppo: Daniele Lorenzano, condannato a tre anni e otto mesi in primo grado e Gabriella Galetto, un anno e due mesi, nonché l’imprenditore di origine egiziana, Frank Agrama cui è stata inflitta una condanna di tre anni. L’intero procedimento riguardava anche l’attuale presidente di Mediaset Spa, Fedele Confalonieri, successivamente assolto.

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