lunedì, 11 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

NAPOLITANO, SUL VILIPENDIO DECIDA IL PARLAMENTO. INTANTO CI SI INTERROGA SUI CONFINI DELLA RETE
Pubblicato il 17-05-2013


Napolitano-polemiche

La rete è tante cose. Per sua stessa definizione è assenza di gerarchie, è comunicazione magmatica, in cui ogni punto si trasforma in ricevente e trasmittente. È spesso è sinonimo di gratuità e anonimato. Una matassa da sbrogliare per chi cerca di stabilire una norma, una confine, delle regole. I recenti casi che hanno visto protagonisti il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e il presidente della Camera, Laura Boldrini, hanno richiamato l’attenzione su una questione complessa dalle implicazioni che spaziano dal campo giuridico, fino a quello culturale e, addirittura, antropologico. Come delimitare qualcosa che sembra non avere limiti, che sembra offrire infinite possibilità e  illimitate identità. Scipta manent, verba volant. È ancora un’espressione valida in un mondo dove le ideologie non esistono e le opinioni diventano tanto volatili da trasformarsi in ipotesi? E cos’è l’identità, cosa la responsabilità in un mondo virtuale e così cangiante da essere difficilmente inquadrato e fotografato.

IN QUELLA TERRA DI NESSUNO – I procedimenti penali avviati contro alcuni simpatizzanti del M5S, e il caso delle false foto che ritraevano Laura Boldrini nuda hanno rilanciato la problematica in tutta la sua urgenza. Tanto più rispetto al tema del reato di vilipendio, soprattutto nell’era telematica dove tanti, potenzialmente tutti, possono esprimere la propria opinione e raggiungere un vasto pubblico. Sullo stesso blog di Grillo ci si chiede “Chi può essere al sicuro di un’eventuale denuncia per una critica al presidente della Repubblica?”. Come delimitare dunque il campo della libertà di critica ad un’istituzione così importante come la Presidenza della Repubblica?.

VILIPENDIO AL CAPO DELLO STATO – Proprio su questo tema, dal Colle, arriva una nota in cui si sottolinea che, rispetto al reato di vilipendio al capo dello Stato, «negli ambienti del Quirinale si rileva come sulla stampa abbia avuto spazio un tema non nuovo sollevato polemicamente già nel passato: quello relativo al reato di offese all’onore o al prestigio del presidente della Repubblica». Il Colle ha precisato che «la contestazione in tal caso di eventuali ipotesi di reato avviene del tutto indipendentemente da ogni intervento del capo dello stato, che non è chiamato a dare alcun parere né tantomeno autorizzazione all’autorità giudiziaria che ritenga di assumere iniziative ai sensi dell’articolo 278 del codice penale».

NAPOLITANO CANCELLAZIONE DEL VILIPENDIO SPETTA AL PARLAMENTO – Insomma, teniamo fuori il Presidente della Repubblica dalle beghe giudiziarie e preserviamo il suo ruolo di Garante delle Istituzione e della Repubblica, nonostante lo stesso Quirinale ricordi che «il Presidente Napolitano, già anni fa, ribadì come in ogni caso spetti a chi ha potere di iniziativa legislativa, e dunque non al Capo dello Stato, proporre l’abrogazione di quella disposizione del Codice. E per una decisione su proposte del genere è sovrano il Parlamento».

NAPOLITANO ACCETTA LE CRITICHE, MA CONDANNA LE INGIURIE – «Resta come problema reale di costume politico e di garanzia democratica – dice il capo dello Stato – quello della capacità di distinguere tra libertà di critica e ciò che non lo è nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori dalla mischia politica e mediatica, specialmente quando si scada in grossolane, ingiuriose falsificazioni dei fatti e delle opinioni». Affermazioni più che condivisibili che, però, dovranno fare i conti la contraddizione di voler delimitare i confini di una realtà vasta e sconfinata come le rete affermando il principio del controllo senza ledere quello della libera espressione sancita dalla nostra democrazia.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento