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Opinioni e commenti
 

Nel C.O.N.I. soffia vento di cambiamento
Pubblicato il 03-05-2013


Masala-sport

Al C.O.N.I. soffia un vento di cambiamento. Sarà il nuovo presidente Malagò, sarà il governo appena insediato, sarà che a volte le cose vanno come dovrebbero andare. Fatto sta che ieri l’Alta Corte di Giustizia del C.O.N.I. ha sciolto l’assemblea elettiva del Pentathlon Moderno, insediatasi l’11 novembre 2012, e dichiarato decaduto il presidente Lucio Felicita nonché il Consiglio Federale eletto, accogliendo di fatto il ricorso presentato da Camillo Franchi Scarselli, candidato alla presidenza e Carlo Passiatore, già dirigente federale. Nelle dodici pagine di motivazione, l’Alta Corte, presieduta da Riccardo Chieppa, spiega le irregolarità che hanno portato a tale decisione.  Evento clamoroso perché rarissimo, ma nel palazzo delle Federazioni sportive il vento è cambiato. Con una sentenza l’Alta Corte di Giustizia ha spazzato via i vertici della Federazione Pentathlon Moderno per “irregolarità sulla segretezza del voto; sul numero delle Società Sportive con diritto di voto, alcune forse addirittura non esistenti; elettorato attivo sconosciuto all’altro candidato presidente” dichiara all’Avanti! Daniele Masala, pluricampione olimpico del Pentathlon, docente di Teoria e Metodologia dell’allenamento e Discipline Sportive presso l’Università di Cassino. “Ferite profonde – continua Masala – per il mondo sportivo perché tradiscono i valori di correttezza e democraticità di cui dovrebbe essere portatore per eccellenza nella società civile”.

UN NUOVO CORSO STORICO PER IL C.O.N.I.“È stata una presa di posizione storica, che mi ha colto di sorpresa – continua il pluricampione olimpico – non fosse per il fatto che storicamente si tendeva a mantenere in sella la dirigenza eletta, salvo situazioni veramente eclatanti. Probabilmente siamo di fronte a un nuovo corso storico e il neo Presidente Malagò dimostra di tenere fede al suo programma in cui ha espresso chiaramente che il ‘Palazzo’ doveva diventare di vetro, cioè completamente trasparente”.

NON SONO ESCLUSI PROFILI PENALIAl pronunciamento dell’Alta Corte dovrebbe seguire un commissariamento della Federpentathlon e tra le varie ipotesi è possibile che venga nominato un commissario ‘ad acta’, per una revisione dello statuto e delle norme federali di votazione. L’ultima parola spetta alla Giunta del CONI. “Sarebbe un autogol da parte del CONI – prosegue il plurioro Masala – non proseguire con il totale rinnovamento dei quadri dirigenziali della Federpentathlon perché al punto 8 della sentenza si legge testualmente che, rispetto ad alcuni profili di asserita rilevanza penale, si dispone la trasmissione dei relativi atti alla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma per quanto di sua eventuale competenza. Ritengo, quindi, che sarebbe un grossolano errore rimestare in certe paludi, che non renderebbero dignità alla giusta decisione appena emessa dall’Alta Corte di Giustizia”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Finalmente si fa un pò di giustizia. A tal proposito pubblico una poesia-satira che, dopo averne viste tante, mi è venuto in mente di scrivere:
    “CANTICO DEL PENTATHLETA”:
    All’apice del cammin di nostra vita,
    mi ritrovai per una selva oscura,
    che la dritta via era smarrita.
    La FIPM, ahi quanto a dir qual’era, è cosa dura,
    esta selvaggia e aspra e forte,
    che nel pensier rinova la paura.
    Io non so ben ridir com’i v’entrai,
    tant’era pien d’entusiasmo a quel punto,
    che la verace via abbandonai.
    Ma poi ch’i fui ai piè di Montelibretti giunto,
    guardai in alto e mi avviai, col mio maestro insiem.
    Per me si va nella città dolente,
    per me si va nell’eterno dolore,
    per me si va tra la perduta gente.
    Lasciate ogni speranza voi ch’entrate:
    queste parole vid’io scritte al sommo di una porta.
    Quivi si convien lasciar ogni sospetto,
    ogni viltà convien che qui sia morta.
    Noi siam venuti ov’i t’ho detto,
    che tu vedrai le genti dolorose,
    c’hanno perduto il ben dell’intelletto,
    e fanno della FIPM il loro diletto.
    Quivi si convien l’allenamento perpetuo,
    ch’ogni gara rimane cosa vana,
    e il cuor duole e piange disperato.
    Quivi sospiri, pianti ed altri guai,
    risonano per l’aere sanza stelle.
    Questo misero modo tengon gli atleti,
    che vivon sanza speme e sanza lodo.
    la loro cieca vita è tanto bassa,
    che ‘nvidiosi son d’ogni altra sorte.
    I tecnici misericordia di lor non hanno,
    e giustizia si sdegna: non ti curar di loro,
    ma guarda e passa.
    Non ti crucciare, vuolsi colà dove si puote,
    ciò che si vuole e più non dimandare.
    Li tecnici federali vengon per menar ad allenarli,
    mattin e sera in caldo e n’gelo,
    ma la convocazion mai si puote.
    Son perduti in quella selva oscura,
    che sanza speme vivon il disio.
    Dimmi maestro mio: uscicci mai alcuno,
    o per suo merto o per altrui,
    che fosse beato e a gara convocato?
    Gran duol mi prese al cor,
    quando lo ‘ntesi dire,
    che atleti di molto valore conobbe,
    che ‘n quel limbo erano sospesi.
    Così discesi nel cerchio primaio, giù nel secondo,
    che men loco cinghia e tanto più dolor,
    che punge a guaio.
    Or incomincian le dolenti note a farmisi sentire,
    or son venuto là dove molto pianto mi percuote.
    Io son venuto in loco d’ogne luce muto,
    che mugghia come mar per tempesta,
    se da contrari venti è combattuto.
    La bufera infernal, che mai non resta,
    mena gli atleti con la sua rapina;
    voltando e percuotendo li molesta.
    Quando giungon davanti a li commissari tecnici,
    quivi le strida, il compianto ed il lamento regnan,
    bestemmian quivi la virtù divina.
    In questa valle nulla si programma,
    i giovin atleti vivon il tormento,
    la ragion de la FIPM sommettono al talento.
    Finalmente dal sonno mi svegliai,
    e da quell’inferno tormentato, fuggir riuscii,
    e la FIPM vidi sprofondare.
    Finalmente rividi la luce de lo cielo,
    la gioia de la vita e de l’amor,

    e il mio talento rispuntar dal cuor.

  2. Faccio presente che tutti gli avvocati che hanno letto la sentenza dell’Alta corte affermano che la sentenza non lascia spazio a nessuna “interpretazione buonista”. La gestione della Fipm sarà materia della Giustizia Ordinaria e la sentenza va ad integrare carte e atti già in possesso della Magistratura.
    Non vedo come ci si possa aspettare che un ex-consigliere Fipm in carica da 15 possa sostenere cose diverse di quelle che si leggono nei post. Vorrei ricordare che per statuto Presidente e consigliere hanno responsabilità legale di quanto avviene in una federazione. Nella Fipm in 17 anni d-i-c-i-a-s-s-e-t-t-e anni di gestione Felicita&Co si è arrivati all’azzeramento di qualsiasi forma di etica e di moralità; ad oggi la Fipm è veramente l’esempio di “mala gestio”, senza più regole dove illecito è pratica usuale.

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