martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Nelle sale “No”, il film sul referendum cileno vinto da un creativo geniale
Pubblicato il 07-05-2013


No-i giorni dellarcobalenoPresentato l’anno scorso alla 65esima edizione del Festival di Cannes, nel quadro della “Quinzaine des Realisateur”, e dopo aver ottenuto una candidatura agli Oscar 2013 come Miglior film straniero, sbarca finalmente in Italia “No – I giorni dell’arcobaleno”, diretto da Pablo Larraìn e interpretato da Gael Garcia Bernal, in uscita dopodomani nelle sale. “No”, un titolo secco e deciso, come la scelta del popolo cileno. Il nuovo film del regista cileno narra del Cile del 1988, quando il dittatore Augusto Pinochet fu costretto a indire un referendum per far scegliere il popolo se porre fine alla dittatura o meno. I cileni optarono per il “no”, tornando a libere elezioni l’anno successivo. La pellicola vede il ritorno sul grande schermo dell’attore messicano Gael Garcia Bernal, nei panni di Renè Saavedra, il giovane pubblicitario che, persuaso dagli oppositori di Pinochet, riuscì a elaborare una campagna referendaria vincente a favore del “no” al regime.

LA TRAMA DEL FILM – Il film narra la storia di Saavedra che, con le sue idee carismatiche e stravaganti, decide di ideare una campagna contro la dittatura di Pinochet. Il ragazzo infatti decide di trasmettere un messaggio più simpatico: rifacendosi allo spot di una bibita, suo  lavoro precedente, Renè raccoglie immagini di vita quotidiana, in cui la gente sorride dinanzi a un futuro più sereno e finalmente democratico. Il giovane riuscì dunque a ridare speranza nei cuori del popolo cileno da anni oppresso e sfiancato dal regime.

LO SCOPO DEL REGISTA – Dopo “Post Mortem” il regista Pablo Larrain torna a parlare del suo Cile, questa volta con un approccio più umoristico, grazie alle idee nuove e innovative del giovane e ambizioso protagonista. La sfida tra i sostenitori di Pinochet e i suoi oppositori diviene infatti umoristica perché l’una riformula le idee dell’altra fazione, cercando di convincere la popolazione a votare a suo favore. Larrain racconta la storia di un Paese che aveva perso la sua libertà, ove non era possibile avanzare le proprie idee che non fossero in linea con il regime. Il regista, inoltre, esorta lo spettatore a pensare che la libertà si può conquistare non solo con la lotta, ma anche con la creatività: infatti, sono le manifestazioni e le pubblicità che riescono ad unire il popolo cileno, dando un senso al loro futuro.

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