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Opinioni e commenti
 

“OLTRE. DA QUI A DOMANI”: IL PRIMO PASSO DI UN CAMMINO COMUNE TRA SOCIALISTI, LAICI, RADICALI E RIFORMISTI
Pubblicato il 28-05-2013


Oltre seminario-Psi

Crisi politica, di alleanze e valori; crisi sociale alle stelle e crisi economica che ci ribadisce quotidianamente il divario tra ricchi e poveri; crisi di identità politica che suo malgrado alimenta l’antipolitica e fagocita se stessa. Il centrosinistra in Italia deve cambiare per non morire di solitudine, per rinascere con una linfa rinnovata; deve avere il coraggio di guardarsi indietro e poi volgere lo sguardo ‘Oltre. Da qui a domani’. Titolo quanto mai azzeccato quello scelto per il seminario fissato per oggi, dalle ore 15 alle ore 18, presso la Sala degli Atti parlamentari del Senato ‘Giovanni Spadolini’ (Piazza della Minerva, 38 – Roma). Ne discuteranno, tra gli altri, il segretario del Psi, Riccardo Nencini, Guglielmo Epifani, segretario del Pd, Mario Staderini, segretario dei Radicali Italiani, Andrea Orlando, Ministro dell’Ambiente, Luigi Angeletti, segretario generale UIL, Roberto Speranza, capogruppo Pd alla Camera, Nicola Latorre, senatore PD, Simona Bonafè, deputata PD, Luigi Compagna, senatore Pdl, Bruno Molea, deputato Sc, Andrea Romano, deputato Sc, Pino Pisicchio, deputato Cd, Giacomo Portas, deputato Pd – I Moderati, Claudio Martelli, i parlamentari del Psi ed altri.

PORTAS, ‘ITALIA BENE COMUNE’ PARENTESI CHIUSA, MA IMPOSSIBILE PROSSIME ELEZIONI SENZA SEL – C’è innanzitutto da chiedersi perché è importante il seminario ‘Oltre. Da qui a domani’? A sentire Giacomo Portas, deputato Pd – I Moderati, quello di oggi potrebbe essere un’occasione preziosa per discutere delle sorti del centrosinistra, “propedeutico – ha dichiarato all’Avanti! – a lanciare una coalizione di centrosinistra che riparta da chi al momento sta al governo. Perché o il Pd decide di presentarsi da solo alle prossime elezioni oppure decide di aprirsi al Psi e ad altri partiti di area”. Chi non ha memoria corta potrebbe obiettare: ma la coalizione di centrosinistra Italia bene comune che fine ha fatto? “E’ in stand by, anzi per il momento è una parentesi chiusa: ricordiamo tutti come è andata, Sel non ha accettato le larghe intese, non voleva andare al governo con Berlusconi”. Sì ma nel prossimo futuro le porte a Sel sono definitivamente chiuse? “No, anzi spero di riallacciare i rapporti con Sel e che in un futuro rientri nella coalizione siglata con “Italia bene comune”. Immagino che se si torni a votare per le politiche sarà impensabile un centrosinistra senza Sel, partito col quale si continua a governare insieme nelle singole Regioni”.

PATANE’, CERCARE UN ‘OLTRE’ SIGNIFICA AVERE IL CORAGGIO DI RIFLETTERE SU QUANTO FATTO – Esponente simbolo della società civile, Paolo Patané, attivista italiano per i diritti delle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender (LGBT) ed ex presidente di Arcigay, all’Avanti! ribadisce il valore dell’appuntamento di oggi partendo proprio dal titolo scelto: “Mi piace molto l’idea di andare a cercare un oltre. Significa avere la consapevolezza di quello fatto ad oggi. Non so se la Prima Repubblica sia mai finita, ma la seconda son sicuro non è mai iniziata, il Paese non è mai entrato in una fase di riforme e progresso. L’impegno della società civile in politica è fondamentale, ma di base ci deve essere un progetto basato sulle politiche e non sulla politica. Immagino una nazione di progetto, la sinistra italiana si deve dare un progetto di Paese autentico, bisogna capire quale Italia vogliamo”. Visti i risultati deludenti del centrosinistra alle ultime politiche, dove si è sbagliato? “La sinistra non ha avuto  – ha sottolineato Patané – la forza di abbattere la logica del fare politica come potere, del coinvolgimento della società civile solo per portare voti e non sulla base delle politiche e obiettivi reali. L’altro problema della sinistra è quello della sua identità. Che non può essere trovata per comparazione, è necessario interrogarsi su ciò che si vuole essere”. Non pensa che alle urne abbia giocato a sfavore una comunicazione del centrosinistra poco chiara e quindi per nulla efficace? “Non si è trasmessa – ha sottolineato l’ex presidente di Arcigay –  a dovere la propria visione di Paese e il fatto che alcuni punti chiave del programma siano emersi soltanto a urne chiuse non ha certamente giovato”. Ma allora qual è la sua ricetta di centrosinistra per rinascere per riacquistare quella fiducia degli elettori smarriti per strada? “Occorre discutere e poi accordarsi – ha concluso Patané – su un progetto di Paese condiviso garantendosi in tal modo sia un’identità chiara  sia che il risultato sia un’operazione di politiche e non di potere”.

STADERINI, PARTIAMO DA OBIETTIVI COMUNI COME QUELLI CONDIVISI COL PSI DI NENCINI – Come suggerisce il titolo del seminario “l’ambizione è quella di andare oltre. Se devo guardare al passato – ha riferito all’Avanti! Mario Staderini, segretario dei Radicali Italiani – penserei più a occasioni perdute come quando ai tempi de La cosa di Occhetto noi Radicali proponemmo un Pd all’americana, aperto a più forze, piuttosto che rivivere pagine già scritte, anche perché la forma di uno schieramento riformatore non potrà prescindere dalle riforme istituzionali e dalla legge elettorale che verranno”. Segretario Staderini, ritiene che i tempi siano finalmente maturi per salutare a breve l’avvio di un cammino che faccia lavorare assieme socialisti, laici, radicali, riformisti senza patria? “Sono convinto – ha continuato Staderini –  che son rose fioriranno, partendo da obiettivi e lotte comuni come quella che stiamo cominciando a intraprendere col Psi di Riccardo Nencini sui referendum in materia di immigrazione e divorzio breve, così come quelle realtà civili che si stanno riconoscendo nella battaglia a favore dell’eutanasia che da anni sta portando avanti l’Associazione Luca Coscioni”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Titolo fascinoso. Spero che, come è successo con la rosa nel pugno, non si prepari il “da quì”, si acquisiscono i risultati e si prende atto di chi ha approfittato meglio dell’esperimento, per fare ritornare tutto come prima, in attesa di un altro “da quì”. Da anni l’aria laica, liberale, radicale, socialista riformista è rappresentata e occupata da dirigenti di singoli spezzoni alla ricerca di sbocchi istituzionali. Partire “da quì” significa incominciare a delineare temi di battaglia nazionale e sul territorio. Significa strutturare sul territorio una rete con presidi organizzati sempre più numerosi e con presenze negli enti locali, dove testimoniare i valori di responsabilità, solidarietà, legalità e dove denunciare e combattere lo scempio dell’ambiente, del territorio, dell’uso clientelare della spesa pubblica, avanzando proprie proposte elaborate insieme alla gente. Significa un’azione a livello nazionale di testimonianza di valori e di battaglie su temi specifici chiari e non un esercitarsi su analisi degli altri partiti, su equilibri politici, prefigurando un ruolo proprio, aprendo subito trattative. Si rimarrebbe al “da quì” e non ci sarebbe mai “a domani”.

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