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Opinioni e commenti
 

“Oltre. da qui a domani”: socialisti, radicali e laici insieme per costruire un solido asse riformista
Pubblicato il 30-05-2013


Oltre seminario“Oltre. Da qui a domani”. Non è solo il titolo scelto per il seminario nazionale organizzato dal Psi, ieri a Roma. È anche un invito che ha il sapore di un auspicio: orientare lo sguardo verso ciò che è stato, dunque verso il passato. Per poi scrutare l’orizzonte, quindi il futuro, e guardare non solo avanti, ma anche oltre. Il seminario, ospitato nella Sala degli Atti parlamentari del Senato ‘Giovanni Spadolini’ ha voluto gettare le basi per favorire l’humus ideale sul quale il centrosinistra possa trovare la sua rinascita. «I riformisti devono lavorare assieme per ricostruire una coalizione credibile e competitiva fino dalle prossime elezioni europee» ha esordito il segretario del Psi, Riccardo Nencini, aprendo i lavori. Sono intervenuti non solo parlamentari ed esponenti socialisti, ma anche il segretario dei Radicali Italiani, Mario Staderini, il segretario generale Uil, Luigi Angeletti, Giacomo Portas, deputato Pd – I Moderati e Claudio Martelli. Guglielmo Epifani, neosegretario del Pd non ha potuto partecipare, ma ha reso noto che entro la fine della settimana invierà un messaggio sui temi affrontati durante il seminario di ieri pomeriggio. Il senatore del Pd, Nicola Latorre, nonché presidente della commissione parlamentare Difesa al Senato è riuscito invece a salutare il segretario socialista.

NENCINI: PD ADERISCA ALLA CASA SOCIALISTA DEL PSE – Il leader socialista ha lanciato la sua proposta in merito alle elezioni europee, previste per il prossimo anno, invitando il Pd a entrare a far parte della casa del Partito socialista europeo (Pse) fin dalle prossime elezioni. «In questo caso – ha spiegato Nencini – sarà possibile presentare un’unica lista sotto lo stesso simbolo. Tutti i socialisti europei sosterranno nel 2014 l’attuale Presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, per la Presidenza della Commissione Ue» ha reso noto il senatore. In merito al dibattito che si aprirà oggi sulle riforme istituzionali il leader socialista ha sostenuto che il tema «obbliga le forze di centrosinistra a definire ora la cornice nella quale muoversi. Il Psi lavorerà per costruire una “rete” tra i tanti riformisti apolidi, i radicali, i laici, i democratici senza partito» ha promesso Nencini.

MARTELLI: RIFORMISMO ISTITUZIONALE E COSTITUZIONALE – Durante il suo intervento Claudio Martelli ha voluto porre l’attenzione su tre «fuochi»: il primo è rappresentato dall’Europa, il suo futuro e la ricerca del modo come correggerne il funzionamento, avendo rilevato che «su tutto ha prevalso l’Europa centralista e non federale. E che a comandare è la burocrazia europea». L’altro aspetto di primaria importanza è quello della coalizione futura di centrosinistra che deve concretarsi tra forze vicine al socialismo, ai laici e all’area dei socialisti presenti nel Pd. «Il riformismo deve essere istituzionale e costituzionale» ha poi ricordato Martelli. Il terzo tema concerne il socialismo liberale che non deve proporre connubi di natura ideologica, bensì compromessi pratici. Inoltre, secondo l’ex Guardasigilli si realizzerà «un’aspra e aggressiva contestazione da parte di Sinistra ecologia e libertà (Sel), dei grillini e del sindacato antagonista (Fiom), tale da mettere in difficoltà il Pd».

ANGELETTI (UIL): SINDACATO SOSTIENE POLITICA RIFORMISTA – Il leader della Uil, Luigi Angeletti ha ricordato che il nostro sistema economico non funziona più, e che in questi ultimi 20 anni, l’unica riforma è stata attuata in Germania, ai tempi di Gerhard Schröder che, durante il suo governo, realizzò «riforme che hanno rimesso in moto la macchina industriale della Germania». Sul ruolo del sindacato, Angeletti ha ribadito che quest’ultimo «non è e non deve essere lo strumento attraverso il quale passa la risposta ai problemi dell’Italia». Dopo aver evidenziato la fase di crisi che sta attraversando l’organizzazione sindacale, il segretario nazionale della Uil ha affermato che il sindacato può sostenere una politica riformista, e che questa può essere concepita e attuata cambiando, in primis, il sistema politico, oramai troppo debole. E attribuendo poi un valore nuovo alla politica, senza porre l’attenzione solo sui voti, «voti che ogni anno si spostano da uno schieramento all’altro».

STADERINI (RADICALI): FEDERALISMO EUROPEO E REFERENDUM – Secondo il segretario dei Radicali italiani, Mario Staderini i tre punti centrali della questione riguardano l’economia italiana ed europea, in cui si inserisce anche la necessità di un nuovo contratto sociale, come aveva accennato Angeletti. L’altro aspetto cruciale concerne la democrazia che sta vivendo una fase di crisi: è dunque necessario identificare qual è il modello per ammodernare lo Stato di diritto che versa in una difficoltà profonda. Il terzo tema primario è quello di individuare il percorso alternativo. Secondo il leader radicale i terreni di azione sui quali muoversi riguardano dunque le Istituzioni, l’Europa, non in senso generico, ma puntando sul federalismo europeo, e il ricongiungimento dei cittadini con le Istituzioni. Ricongiungimento possibile solo con l’iniziativa popolare, ossia il referendum. «Col Psi di Nencini abbiamo già intrapreso un lavoro comune su due quesiti in materia di immigrazione e uno sul divorzio breve» ha concluso Staderini.

GLI INTERVENTI DI VIZZINI (PSI) E PORTAS (PD) – Durante il seminario sono intervenuti l’ex senatore del Psi, Carlo Vizzini che ha voluto ricordare che il riformismo non prevede l’attesa che la società cambi: il riformismo possiede la capacità di legiferare prima, dunque di apportare mutamenti alla società. Ha preso la parola anche Giacomo Portas, deputato Pd – I Moderati, che ha posto l’accento sull’importanza della presenza di Sel, poiché qualora si tornasse a votare per le politiche «sarà impensabile un centrosinistra senza Sel, partito col quale si continua a governare insieme nelle singole Regioni».

CRAXI (PSI): NECESSITÀ DI UNA GUIDA UNICA – A prendere la parola è poi stato Bobo Craxi, responsabile esteri del Psi, che ha voluto evidenziare che oggi non esistono veri e propri orientamenti di carattere politico-ideologico che dividono il mondo. «Tutti si acconciano all’idea che ci sia un mercato che possa essere “tosato” (come avrebbero detto i socialdemocratici), o verso il quale ci si può porre accompagnando delle politiche che ne riducano le potenzialità di iniquità». Secondo l’esponente socialista non c’è, e non esisterà un mondo che insegue delle ideologie: vi sono dei blocchi di forze che si contrappongono. E in questo ambito «o l’Europa è capace di capire che dentro lo spirito comune unitario c’è anche l’interesse del comune destino dei cittadini europei. O diversamente si fingerà che esiste un’Europa conservatrice e una progressista, quando in realtà, nella sostanza, il destino comune delle nostre nazioni, e dunque delle nostre generazioni del futuro, è comunque accomunato dalla necessità di avere una guida unica, unitaria» ha auspicato Craxi.

DI LELLO (PSI): OBIETTIVO AMBIZIOSO DISEGNARE PERIMETRO NOSTRO CAMPO – L’onorevole Marco di Lello, coordinatore nazionale del Psi è intervenuto chiudendo il seminario, sottolineando l’importanza dell’«ambizioso obiettivo di disegnare il perimetro del nostro campo. I socialisti non hanno mai perso l’ambizione di pensare in grande» ha affermato Di Lello, ricordando che la stella polare è il Partito socialista europeo. Dopo aver richiamato l’asse riformista, già citato da Nencini, l’onorevole ha ribadito la concreta intenzione di affrontare temi concernenti sia i diritti civili che quelli sociali.

Silvia Sequi

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