martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

“Per una legislatura costituente”: a Roma il seminario di Mondoperaio sulle riforme
Pubblicato il 21-05-2013


Legislatura CostituenteUn seminario di lavoro. Così il direttore della rivista Mondoperaio, Luigi Covatta, organizzatore della tavola rotonda “Per una Legislatura Costituente”, ha definito i lavori apertisi in mattinata a Roma presso la Sala del Refettorio. Un seminario per fare il punto sulla questione delle riforme del sistema istituzionale italiano. Il direttore Covatta ha ricordato infatti che, nonostante tutte le Legislature della Repubblica, dall’ VIII fino a quella attuale, si siano definite costituenti, manca tutt’oggi un ragionamento davvero organico sugli interventi necessari da compiere. Come testimoniato anche dall’ultima tornata elettorale, il Paese ha bisogno, oggi più che mai, di un intervento dalla forte vocazione riformista. Per questo Mondoperaio e il Partito Socialista Italiano hanno sentito il bisogno di mettere insieme un “panel” di punta che ha potuto parlare e confrontarsi con una platea di numerosi ospiti: dal segretario del Psi, il senatore Riccardo Nencini, al presidente Luciano Violante, passando per i professori Cesare Pinelli e Vincenzo Lippolis, fino al ex presidente del CdA Rai, Claudio Petruccioli, e ai deputati del Psi Di Lello, Pastorelli, Locatelli, Di Gioia, gli interventi della mattinata si sono susseguiti restituendo un quadro appassionante autorevole dello stato dell’arte della tanto attesa riforma del sistema istituzionale italiano.

LA PROLUSIONE DEL SEGRETARIO NENCINI – Ad aprire i lavori dell’intensa giornata di dibattito e di studio è stata la prolusione del segretario socialista, Riccardo Nencini che ha ricordato l’importanza del contributo che il seminario apporta al dibattito politico proprio nel momento in cui prende avvio la discussione parlamentare in merito al tema delle riforme. Per questo, Nencini ha sottolineato l’importanza di mettere a fuoco due punti fondamentali: il primo, riguardo a come avviare il processo di riforme e se questo debba avvenire prima o dopo la riforma della legge elettorale. Il secondo in merito alla posizione che il Psi dovrà assumere nell’ambito di questo processo. Il leader socialista ha ribadito come chi ha il compito di avviare le riforme si trovi, oggi, di fronte ad una situazione complessa, caratterizzata da un’intelaiatura istituzionale che rispecchia quella messa in piedi dai Padri costituenti, modellata, però, nel corso degli anni, da numerosi tentativi non organici, almeno 15 ne conta Nencini, di demolizione. Interventi che, pur avendone distrutto alcuni aspetti, non sopno mai riusciti a stravolgerne la natura. Provvedimenti, analizza il senatore del Psi, attuate attraverso un procedimento insolito, rispetto al quale l’Italia rappresenta un caso unico in Europa, ovvero quello di introdurre modifiche della Carta attraverso modifiche della legge elettorale. Inoltre, Nencini ha continuato mettendo in evidenza quello che ha definito un proliferare di istituzioni, come gli Enti, a cui si sono state demandate le funzioni governative.

LA NECESSARIA RIFORMA DEL REGIONALISMO – Senato federale. Un tema di cui spesso si è parlato, ma che, nella pratica, continua a rappresentare una sorta di chimera. Nencini ha parlato dell’importanza di accelerare la riforma del regionalismo come uno dei punti che, fino ad oggi, si è affrontato senza avere un progetto organico di riorganizzazione delle Istituzioni. Proprio le Regioni, infatti, si sono trasformate in veri e propri organi di governo stravolgendo la visione alla base, 43 anni fa, della loro istituzione che prevedeva fossero organi di programmazione.

LA FINE DELLA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA CLASSICA – In ultimo, Riccardo Nencini ha parlato della natura della democrazia nel nostro Paese. Una realtà che va evolvendosi passando dalla forma rappresentativa, verso nuove forme riflesso del mutamento sociale e del passaggio da società industriale a società della conoscenza. Un tema centrale da analizzare e comprendere per poter portare avanti proposte in grado di mettere le istituzioni italiane al passo con le sfide della modernità che si intreccia con il grande tema della crisi profonda che, evidenzia Nencini, vivono i partiti di massa per come li abbiamo conosciti fino ad oggi. Temi importanti quali si somma il percorso europeista che oggi si confronta con minacce senza precedenti dalla sua nascita e che richiede una sempre maggiore delega della sovranità nazionale dei Paesi membri necessaria per dare respiro alle Istituzioni europee. Tutti elementi che, nell’analisi di Nencini, devono essere sviluppati per poter riprendere il filo interrotto delle riforme e discutere su quale debba essere la natura della Convezione. In chiusura il segretario socialista ha ricordato che qualunque processo di riforma strutturale non può non passare per un pronunciamento degli elettori perché non si può pensare all’introduzione di una nuova Carta senza il pronunciamento dei cittadini.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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