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Opinioni e commenti
 

PROCESSO MEDIASET: BERLUSCONI CONDANNATO ANCHE IN APPELLO, IL PDL S’INFURIA
Pubblicato il 09-05-2013


Berlusconi processo MediasetDopo sei ore di camera di consiglio è giunto il verdetto. Una sentenza che conferma la condanna per frode fiscale nei confronti di Silvio Berlusconi, già inflitta in primo grado: quattro anni con l’interdizione, per cinque, dai pubblici uffici e per tre dal dirigere società e contrattare con la pubblica amministrazione. I giudici hanno condannato il Cavaliere anche al pagamento delle spese processuali nell’ambito del procedimento relativo a presunte irregolarità nell’acquisizione dei diritti televisivi, la cui fase del grado d’appello è stata avviata lo scorso gennaio. Se nell’apprendere la notizia Berlusconi è rimasto in silenzio, a farsi sentire sono stati alcuni esponenti del Pdl, mentre il capogruppo alla Camera di Sel, Gennaro Migliore ha invitato l’ex premier alle dimissioni.

LA DIFESA DI BERLUSCONI: SENTENZA FUORI DA OGNI LOGICA  – «Una sentenza al di fuori di ogni logica. In nessun altro tribunale avremmo avuto questo verdetto». Questo il commento di Niccolò Ghedini, uno dei due legali di Silvio Berlusconi che ha lamentato il fatto che i giudici della Corte d’Appello di Milano non abbiano ascoltato i testimoni, né siano stati acquisiti nuovi documenti. «Né si è attesa la Consulta che è stata definita irrilevante» ha rilevato Ghedini. Ieri infatti i giudici hanno respinto la richiesta, avanzata dalla difesa, di sospendere il dibattimento per attendere le decisioni della Consulta sul conflitto di attribuzione, sollevato nel marzo del 2010.

CRITICHE DAL PDL – Renato Schifani, capogruppo Pdl al Senato ha parlato di «persecuzione giudiziaria» nei confronti di Berlusconi, «leader politico che ha il consenso di dieci milioni di elettori». Il presidente dei deputati, Renato Brunetta si è espresso nei termini di «accanimento disgustoso», facendo notare che «la sentenza contro Silvio Berlusconi è politica, anzi antipolitica, perché colpendo lui si favoriscono i disegni disgregatori del nostro Paese». Una vicenda «folle e inaccettabile» l’ha invece definita Maurizio Gasparri, vicepresidente di Palazzo Madama che ha denunciato «l’uso politico della giustizia».

IL PROCESSO MEDIASET CONTRO BERLUSCONI – Il processo contro il Cavaliere, relativo ai diritti televisivi Mediaset, è cominciato sei anni fa, ed è stato interrotto per tre volte. Oltre all’ex premier sono indagati due ex dirigenti del gruppo: Daniele Lorenzano, condannato a tre anni e otto mesi in primo grado e Gabriella Galetto, un anno e due mesi, nonché l’imprenditore di origine egiziana, Frank Agrama cui è stata inflitta una condanna di tre anni. L’intero procedimento riguardava anche l’attuale presidente di Mediaset Spa, Fedele Confalonieri, successivamente assolto.

Silvia Sequi

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