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Opinioni e commenti
 

Processo Ruby, il pm Boccassini: «Sei anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici nei confronti di Berlusconi»
Pubblicato il 13-05-2013


Berlusconi-processo-Ruby«Sei anni di reclusione: cinque per il reato di concussione e uno per quello relativo allo sfruttamento della prostituzione». Questa la richiesta di condanna contro Silvio Berlusconi avanzata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, al termine della sua lunga requisitoria svoltasi oggi a Milano. «Per le pene accessorie, come prevede il codice, la Procura chiede l’interdizione perpetua dai pubblici uffici» ha aggiunto il magistrato secondo il quale il Cavaliere non merita «le attenuanti generiche»  a causa della «gravità dei reati commessi» come per esempio quello relativo «alla concussione, un reato gravissimo». Secondo il pm le ragazze che partecipavano alle feste ad Arcore «facevano parte di un sistema prostitutivo per il soddisfacimento dell’ex premier».  Il magistrato ha ripetuto le parole già pronunciate dal collega Antonio Sangermano nella prima parte della requisitoria due mesi fa, prima che il processo a carico dell’ex premier venisse sospeso. Secondo i pm, il Cavaliere avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento con Karima El Mahroug, poi soprannominata Ruby, quando lei ancora era minorenne. In particolare, secondo quanto dichiarato dal pm Boccassini, la ragazza «mente e nega di avere avuto rapporti sessuali» con Berlusconi poiché ha avuto «un tornaconto personale quantificato in milioni di euro».

LA REQUISITORIA DEL PM – Secondo Boccassini, Karima El Mahroug, la ragazza marocchina, all’epoca dei fatti minorenne, soprannominata poi “Ruby”, così come le altre ragazze che avrebbero preso parte ai presunti festini a luci rosse ad Arcore, era alla ricerca del «sogno negativo italiano» e «avvicinò l’ex premier per ottenere denaro facile e l’opportunità di lavorare nel mondo dello spettacolo» ha sottolineato il magistrato. Boccassini ha poi fatto riferimento a «due leggi importanti, una del febbraio 2006, la numero 38 e l’altra nel marzo 2008, volute dal governo Berlusconi» con la finalità di combattere lo sfruttamento sessuale minorile. Secondo il pm il Cavaliere sarebbe finito imputato anche per una legge introdotto dal suo esecutivo.

BOCCASSINI: NICOLE MINETTI AVEVA “DOPPIO LAVORO” – Boccassini si è poi soffermata sul ruolo ricoperto da Nicole Minetti che a suo giudizio «ricopriva incarichi istituzionali, ma aveva in pratica un doppio lavoro: uno, alla luce del sole, di consigliere regionale (per il Pdl in Lombardia), e l’altro che prevedeva la gestione delle case di Via Olgettina». Inoltre, la rappresentante della pubblica accusa, quando Nicole Minetti, la notte tra il 27 e 28 maggio 2010, si recò presso la questura milanese a prelevare la giovane, «sapeva che Ruby era minorenne». Al centro del “sistema” Arcore secondo Boccassini oltre a Nicole Minetti vi erano altri due organizzatori: il giornalista Emilio Fede e l’ex manager dello spettacolo Lele Mora.

PM: RUBY AVEVA FURBIZIA ORIENTALE – «Aveva una furbizia orientale, i genitori non riuscivano a tenerla a freno e lei sfruttava a proprio vantaggio l’avvenenza fisica e il fatto di raccontare la storia della povera musulmana scappata da un padre-padrone» questa la descrizione fornita di Karima dal pm Boccassini. La famiglia della ragazza marocchina, invece, a differenza della ragazza «attratta dai soldi facili», si «spaccava la schiena lavorando». In merito ai funzionari della polizia di Stato che erano intervenuti, in seguito alla telefonata di Berlusconi per far rilasciare la ragazza, Boccassini ha detto che esisteva «una batteria, quasi un apparato militare per proteggerla»

BREVE BATTIBECCO TRA ACCUSA E DIFESA – Durante la requisitoria c’è stato un breve battibecco tra il difensore di Silvio Berlusconi, Piero Longo, e il pm Ilda Boccassini quando quest’ultima ha dichiarato che alcuni «sono stati costretti a mentire». Tra questi il magistrato ha citato cita Miriam Loddo, una delle ospiti delle cene di Arcore e il collaboratore dell’ex premier Valentino Valentini.

 

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