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Opinioni e commenti
 

Roma, Ballottaggio Marino-Alemanno. Flop dei 5 Stelle e la base accusa Grillo
Pubblicato il 28-05-2013


Alemanno-MarinoChi già intonava il de profundis per il centrosinistra, dopo il risultato del primo turno delle Comunali dovrà ricredersi. Ignazio Marino e Gianni Alemanno vanno al ballottaggio, con un vantaggio dell’esponente Pd di oltre 12 punti percentuali. Bene (ma non troppo) l’outsider Alfio Marchini, male, anzi malissimo, il Movimento 5 Stelle, con Marcello De Vito che non va oltre il 12%. Segno che la spinta propulsiva dell’antipolitica si sta già esaurendo. E proprio sulla “delusione dei delusi” si gioca buona parte della nuova partita dei prossimi 15 giorni. Perché oltre a recuperare il maggior numero di consensi negli elettorati degli sconfitti, Marino e Alemanno dovranno soprattutto convincere quel 44% di romani che hanno deciso di disertare il voto (record negativo mai visto prima nella Capitale) a cambiare idea.

OTTIMISMO E CAUTESA AL QUARTIER GENERALE DI MARINO – Nel quartier generale del candidato del centrosinistra c’è un mix di ottimismo e cautela. Da una prima analisi del voto, infatti, il Pd, dopo i buoni risultati di Politiche e Regionali, si conferma primo partito di Roma (26%), supportato dalla discreta performance della coalizione, di cui è parte integrante anche il Partito socialista italiano. L’affermazione al primo turno, però, non deve far abbassare la guardia: in questo supplemento di campagna elettorale tutti dovranno dare il massimo per riconquistare il Campidoglio. E Marino già suona la carica: “questo voto conferma la voglia di cambiamento che ho avvertito in queste settimane tra la gente. E da domani tornerò per strada ad ascoltare i cittadini di Roma, soprattutto nelle periferie”. L’ex senatore annuncia che al primo posto del suo programma resta “e si rafforza” il lavoro,  ma anche la valorizzazione del bene più prezioso della Capitale, la cultura. Senza trascurare ovviamente la trasparenza e tutti quei temi che “stanno a cuore agli elettori del Movimento 5 Stelle”. Perché momento più propizio per pescare nel bacino dei pentastellati (i quali hanno lasciato libertà di scelta ai propri elettori) non c’è, dopo il flop di domenica e lunedì.

LA BASE IN RIVOLTA CONTRO GRILLO – La base dei sostenitori di Grillo, infatti, è in rivolta contro il capo politico. Sul blog del comico genovese sono piovute pesanti critiche per come è stata condotta la campagna elettorale, soprattutto per l’assenza del leader dalle tv. E a telecamere spente, anche nel quartier generale capitolino del M5S il malcontento è palpabile. Più di un attivista, pretendendo l’anonimato, ha criticato aspramente la linea di Grillo e del candidato sindaco Marcello De Vito, soffermandosi sul fatto che in ogni confronto con gli avversari, “ha letto discorsi prestampati, senza capirli e senza metterci l’anima”.

ALEMANNO? CHE BATOSTA – Anche nel comitato elettorale di Gianni Alemanno la delusione si tocca con mano. Il sindaco uscente è apparso molto nervoso e preoccupato, anche perché stavolta sa di avere poche chance a sua disposizione per ribaltare la situazione, a differenza di quello che avvenne nel 2008 contro Rutelli. Nemmeno l’endorsement di Berlusconi ha scaldato il cuore del popolo di centrodestra, deluso dall’ex finiano, che giura comunque di vendere cara la pelle: “Andremo casa per casa a prendere chi non ha votato, per convincerli ad andare alle urne al ballottaggio”. Alemanno spera di attrarre almeno una parte dell’elettorato del Movimento 5 Stelle, ma soprattutto di Alfio Marchini. L’outsider, però, non si lascia tirare per la giacca: “quindici giorni sono un’eternità. Io non farò il vice di nessuno, ma è assolutamente prematuro dichiarare qualcosa. Valuteremo con laicità contenuti e programmi”. La partita, insomma, è apertissima.

Dario Borriello

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Commenti all'articolo
  1. Attenzione compagni e compagne, il centrosinistra non ha perso ma non saputo recuperare i voti dei delusi che alle politiche sono andati al movimento 5stelle, ma ancora una volta si sono rifugiati nel non voto.
    Il nostro bacino elettorale è in quei milioni di italiani delusi, abbiamo un mare di lavoro da fare, per questa volta non sono andati al voto e il centrosinistra ne trae vantaggio ma il prossimo anno ? Il prossimo anno abbiamo le EUROPEE non il comune di ROMA CAPITALE.
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinarti Fed. di Torino

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