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Opinioni e commenti
 

Roma torna a scegliere il suo primo cittadino: -14% di affluenza rispetto al 2008
Pubblicato il 27-05-2013


Elezioni Comunali-RomaE’ partita ieri ufficialmente nelle urne la corsa al Campidoglio. Una sfida tra 19 aspiranti primi cittadini dove lo spettro dell’astensionismo, che aleggiava da alcuni giorni sulla Capitale rafforzato tra l’altro dal ‘flop delle piazze’ nel giorno di chiusura della campagna elettorale, ormai si è concretizzato. Da ieri alle 8 i romani stanno scegliendo il loro futuro sindaco. Alle 19 ha votato il 29,79% degli aventi diritto. Un vero e proprio crollo di quasi quattordici punti percentuali in meno rispetto alle precedenti comunali del 2008, quando il duello Alemanno-Rutelli portò alle urne la prima giornata il 43,56%. Mentre alle ultime elezioni politiche di febbraio, stando ai dati del Viminale, l’affluenza alle urne, nel primo giorno di voto era stata, alle 19, del 48,65 con un calo, al momento, del 18,86%.

SFIDA A QUATTRO – Questa volta la sfida è sostanzialmente a quattro: da un lato il sindaco uscente Gianni Alemanno in cerca di un bis al Palazzo Senatorio, dall’altra il chirurgo dem Ignazio Marino, appoggiato dal centrosinistra. Infine gli outsider Marcello De Vito, avvocato 39enne ‘pentastellato’ del Movimento 5 Stelle e l’imprenditore Alfio Marchini, discendente di una nota famiglia romana col “cuore sempre a sinistra”. I sondaggi parlano di uno “spareggio”, previsto per il 9 e 10 giugno, tra Alemanno e Marino. Ma la vera incognita di queste amministrative nella Capitale sono le percentuali degli outsider. Cresce l’attesa per conoscere quanti voti De Vito e Marchini riusciranno a portarsi a casa, magari erodendo sia a destra che a sinistra. Solo oggi, quando i seggi elettorali chiuderanno alle 15, si potrà sapere il reale peso dei due outsider. Utile anche in vista di future alleanze per il ballottaggio.

I CANDIDATI ALLE URNE – E chi e’ convinto di superare ‘da vincente’ il primo turno e’ proprio Marcello De Vito che questa mattina e’ andato a votare in compagnia della sua famiglia nel seggio elettorale di via Romagnoli, nel quartiere Talenti, a nord di Roma. L’avvocato si e’ detto convinto di arrivare al ballottaggio. “Penso proprio di si”, ha risposto ai giornalisti precisando pero’ di non sapere chi sara’ il suo sfidante. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha invece votato in una scuola in zona Balduina. Ad accompagnarlo sua moglie Isabella Rauti. Il suo principale ‘sfidante’, Marino e’ arrivato al seggio elettorale nella scuola elementare Ruspoli, al centro di Roma e a due passi da via del Babuino, sorridente e a bordo della sua bici. Prima di entrare nel seggio ha risposto a chi gli chiedeva come andasse con un “Benissimo. Andiamo a vincere!”. E sull’astensionismo Marino si è detto ottimista: ‘Sono convinto che le romane e i romani risponderanno con la solita grande affluenza’. Alfio Marchini, dopo mezzogiorno, e’ arrivato nello stesso seggio dove poco prima era stato il candidato del centrosinistra: “E’ un’esperienza bellissima, rifarei tutto dall’inizio alla fine. Siamo all’inizio di un bellissimo viaggio” ha commentato.

VOTO SUI GENERIS CON LA SCHEDA “LENZUOLO” – Per tutti e quattro gli sfidanti e’ stato un voto ‘sui generis’ visto la scheda elettorale ‘lenzuolo’, lunga quasi un metro e venti. Alemanno dice che e’ ‘stata dura’ piegarla, Marino confessa che “è stata la piu’ ampia che avesse mai votato in vita sua ma questa e’ la democrazia” mentre per Marchini e’ il “segnale di una frammentazione profonda” della politica. Oggi ancora una mezza giornata di voto per i romani, con seggi aperti fino alle 15. Sarà il rush finale. Almeno per il primo turno, salvo sorprese.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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