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Opinioni e commenti
 

Seggi chiusi nella Capitale: secondo le proiezioni Marino è in vantaggio, crollano i “grillini”
Pubblicato il 27-05-2013


Comunali-RomaSeggi chiusi a Roma dove, secondo le proiezioni dell’istituto Piepoli, la coalizione di Centrosinistra che appoggia Ignazio Marino nella corsa al Campidoglio sarebbe in testa. Vantaggio per il centrosinistra di Marino anche per le proiezioni diffuse da Tecne per Sky. Secondo i dati diffusi dall’emittente satellitare, il raggruppamento di Pd, Psi, Sel, Centro Democratico, Verdi avrebbe raccolto il 43,5 per cento delle preferenze, contro il 33,4 raccolto dalla coalizione di centrodestra che sostiene l’uscente Gianni Alemanno. Il Movimento 5 Stelle avrebbe raggiunto il 12,4 delle preferenze e la coalizione che sostiene Alfio Marchini il 6,5. Ma, il vero vincitore sembra essere l’astensionismo: secondo i dati definitivi su Roma, infatti, l’affluenza alle urne ha registrato un calo del 20,8 per cento. Nella capitale, infatti, secondo il Viminale, ha votato il 52,80 per cento a fronte, del 73,66 per cento della scorsa tornata elettorale.

L’ISTITUTO PIEPOLI – Secondo i dati della quarta proiezione effettuata dall’istituto Piepoli per la Rai, a Roma si profila un ballottaggio tra il candidato del centrosinistra Ignazio Marino e il sindaco uscente del Pdl, Gianni Alemanno. Marino avrebbe ottenuto il 41,2 per cento dei consensi, Alemanno il 30,5 per cento, Marcello De Vito del M5S il 12,7 per cento mentre Alfio Marchini, alla guida di una lista civica, sarebbe al 9,8 per cento, mentre il movimento che lo sostiene e che porta il suo nome si è fermato al 6,9. All’interno del centrodestra si registra una forte crescita di “Fratelli d’Italia” che arriva al 6,2 per cento.

ASTENSIONISMO – E fa riflettere anche nella Capitale il dato sull’astensionismo che ha portato, nei comuni di a Roccaforte (RC), Montefusco (AV) e Futani (SA), addirittura a non raggiungere il quorum . «Questa campagna elettorale con l’astensionismo ci dice che c’è stata una stanchezza, nelle prossime due settimane si deve riaprire un dialogo con i cittadini. In questi cinque anni si è rotto qualcosa tra amministratori e amministrati». Ad affermarlo è stato Silvio Di Francia del comitato di Ignazio Marino, candidato sindaco di Roma del Pd. «Immaginavamo che fosse probabile il ballottaggio, il vantaggio c’è ma non significa nulla, domani si deve ricominciare a lavorare» ha aggiunto Di Francia. «L’unico dato certo è che al 99 per cento arriveremo al ballottaggio e il ballottaggio è tutta un’altra partita» ha risposto il coordinatore regionale del Pdl del Lazio, Vincenzo Piso, arrivando al comitato per Alemanno sindaco.

IL CROLLO DELL’M5S – Cronaca di una morte annunciata. E mentre a Roma si registra un vero e proprio tracollo dei “grillini”, c’è nervosismo nel quartier generale del Movimento 5 Stelle, il Grand Hotel del Gianicolo, dove il candidato sindaco Marcello De Vito, sul punto di rilasciare le prime dichiarazioni alla stampa, è stato bloccato dal suo staff che gli ha consigliato di parlare con i giornalisti solo dopo avere dati certi. Nonostante l’evidenza, però, Luigi Di Maio, deputato M5S e vicepresidente della Camera, cerca di sminuire proponendo un’analisi diversa del voto: «un occhio particolare alla mia Campania, dove gli enti locali sono dilaniati dal clientelismo politico più sfrenato. Se entriamo anche lì – sostiene Di Maio- allora alle prossime elezioni nazionali, dove il voto è molto più libero, vinciamo e andiamo al governo di questo paese. L’attivismo e quindi il consenso libero continua a crescere. Chi dice il contrario forse non ci sta osservando».

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