martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

“Sta per piovere”: lo “Ius Soli” nel film di Rashid. Il destino delle seconde generazioni
Pubblicato il 15-05-2013


Sta per piovere-locand

Mentre infuriano le polemiche sull’opportunità di conferire ai figli degli immigrati il diritto di cittadinanza, dunque di attribuire pari dignità sociale alle cosiddette “seconde generazioni”, esce nelle nostre sale, in un numero di copie assai limitato, un film che affronta proprio tale delicata questione: Sta per piovere è il titolo, vagamente minaccioso, dell’ultima fatica di Haider Rashid. E in effetti quella che si abbatte sulla serena quotidianità della vita di Said e della sua famiglia è una vera e propria tempesta destabilizzante.

SAID IN BILICO TRA DUE TERRE OSTILI – Figlio di un operaio algerino residente in Italia da più di trent’anni, il ventiseienne toscano, che parla in dialetto, canta orgoglioso l’inno nazionale ed è fidanzato con una ragazza italiana, si trova improvvisamente a dover fare i conti con un perentorio ordine di espulsione a causa del mancato rinnovo del permesso di soggiorno a suo padre, disoccupato in seguito alla morte per suicidio del datore di lavoro. In bilico tra uno Stato che non lo riconosce e una terra d’origine che non gli appartiene Said precipita in una profonda crisi d’identità e si batte come un leone per rimanere nel luogo in cui si è formata la sua personalità e dove vivono gli affetti a lui più cari, ma la battaglia legale per il riconoscimento di un diritto percepito come inviolabile si scontra con un sistema giuridico refrattario allo “ius soli” mentre la volontà di riscatto sociale rischia di cedere alle lusinghe politiche.

IUS SOLI? UNA BATTAGLIA SOCIALISTA – Specchio fedele di una realtà tutta italiana fatta di ingiustizia e pregiudizi, precarietà e insicurezza, Sta per piovere tocca un nervo scoperto del nostro vivere collettivo e mette sotto i riflettori l’incapacità del nostro Paese di compiere quel salto in avanti, nel segno di un progresso civile di apertura verso l’altro, che testimoni un’evoluzione democratica quale impronta di modernità. Il noto impegno socialista a favore dell’integrazione, di cui lo ius soli è un tassello fondamentale, trova ancor oggi le reticenze di quei partiti, vecchi e nuovi, arroccati su posizioni antieuropeiste e antiriformiste nell’ormai consolidata epoca della globalizzazione multiculturale. La proposta di legge avanzata all’inizio della nuova legislatura rappresenta un’ulteriore conferma della centralità di questo tema nell’agenda socialista, come sottolineato dal segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini: “Conduciamo da sempre e in scarsa compagnia, battaglie per i diritti civili, tant’é che abbiamo presentato, già dai primi giorni di questa legislatura, una proposta di legge per introdurre il principio dello “ius soli” e rimuovere il vincolo dello “ius sanguinis” che ostacola il diritto di cittadinanza ai figli degli immigrati in Italia”.

HAIDER RASHID E IL SUO IMPEGNO CIVILE – Da questo punto di vista la particolare attenzione sul tema dimostrata dal neo ministro per l’Integrazione Cècile Kyenge rappresenta un segnale positivo verso l’auspicabile soluzione legislativa non ancora attuata, come è peraltro ben raccontato nel film di Haider Rashid. La retorica presente nella sua opera finisce con l’assumere i toni dell’impegno civile suggerendo il dibattito come scelta privilegiata per la discussione di un argomento non più trascurabile.

Nicola Cordone

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