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Opinioni e commenti
 

Sull’Imu attenzione a non tirare troppo la corda. Nencini, abrogarla sulla prima e unica casa
Pubblicato il 03-05-2013


Governo-Letta-IMU

La querelle sull’Imu sarà il tormentone delle prime settimane di governo Letta: per alcuni, come il Pdl ad esempio, si sta traducendo in una campagna elettorale bis, per altri come il Psi di Riccardo Nencini un tema prioritario al quale mettere mano per fare un altro passo avanti verso una società più equa, nella quale gli “ultimi” – dall’esodato al giovane disoccupato fino ai milioni di cittadini che con stipendi e pensioni “da fame” non riescono ad arrivare alla fine del mese – smettano di esserlo almeno sulle questioni e diritti fondamentali. La casa è sicuramente tra questi. E purtroppo si presta bene, proprio perché tema così popolare, alla strumentalizzazione politica, al tritacarne mediatico, al rimpallo delle responsabilità. Il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta ha nuovamente rilanciato la ricetta berlusconiana: “Abolizione e restituzione della tassa sulla prima cassa versata nel 2012”. Poco dopo la replica del responsabile economico del Pd Stefano Fassina che ritiene più utile e prioritario “evitare l’aumento dell’Iva che pesa sui consumi e quindi sull’attività produttiva delle imprese e sul lavoro e cancellare l’aumento dei ticket previsto per il 2014”. Battaglia socialista sin da tempi non sospetti, il Psi di Nencini è per l’abolizione dell’imposta sulla casa a patto che sia uno ed uno soltanto l’immobile di proprietà.

NENCINI, ABROGARE L’IMU SULLA PRIMA ED UNICA CASA – Altro che abolizione dell’Imu senza alcuna discriminante (soprattutto economica, data dall’essere proprietario di uno o più immobili) e restituzione della rata già versata lo scorso anno come proposto dal Pdl senza spiegare – tra l’altro – dove poter trovare la copertura economica necessaria. La linea avanzata dal Psi è equa, chiara e soprattutto realizzabile. Dove trovare le risorse economiche? “Il recupero dei fondi da destinare agli Enti Locali – spiega il segretario Nencini – può provenire sia dalla intensificazione della lotta a evasione ed elusione fiscale, adottando misure che coinvolgano, nell’azione, come fatto dalla Toscana, le autorita’ locali e tutti i pezzi dello Stato, che dalla spending review, su quella spesa pubblica, circa 160 miliardi di euro non connessa alla erogazione di servizi destinati ai cittadini. Se nel suo tour nelle capitali europee il presidente Letta riuscirà ad ottenere una revisione del Patto di Stabilita’, allora avremo risolto parte dei nostri problemi. Inoltre – continua il segretario – introdurre l’obbligo per la Chiesa di pagare l’Imu sulle sue attivita’ commerciali, per le quali si stima un gettito potenziale che va dai 700 milioni ai 2 miliardi di Euro. Infine – conclude – non dovremmo temere di discutere di patrimoniale sulle grandi ricchezze, lo sostiene anche quel rivoluzionario vicepremier liberale inglese Clegg. Chi ha oltre due milioni di patrimonio – conclude Nencini – puo’ e deve pagare di più”.

L’ECONOMISTA VACIAGO ALL’AVANTI!: SI PASSI ALLA “MANUTENZIONE STRAORDINARIA” – Ironia sull’uso strumentale fatto da forze politiche, come il Pdl, che hanno stravolto la posizione espressa dal neo premier Letta nel corso del suo discorso di insediamento alle Camere arriva dalle parole dell’economista Giacomo Vaciago all’Avanti!: “ho visto il testo scritto su cui Letta ha ottenuto fiducia e nel quale si dice espressamente che è sospesa la rata di giugno dell’Imu, in attesa di quello che io chiamavo “manutenzione straordinaria”, ovvero una rimodulazione dei parametri fissati verso una maggiore equità. Forse tutti quei parlamentari che pochi minuti dopo hanno parlato di abolizione dell’Imu, forse avranno votato la fiducia e poi si saranno pentiti”. Più in linea con quella del Partito democratico, la posizione espressa da Giacomo Vaciago è chiara. “L’imposta sulla casa – sostiene l’economista – c’è in tutti i paesi europei, ma in Italia andrebbe rimodulata rendendola più equa di quella attuale: è impensabile che siano costretti a pagarla persone che hanno perso il lavoro e che non possono più permettersi di pagare l’Imu su una casa, magari ereditata. Spesso purtroppo sono obbligati dalla crisi a vendere la loro unica casa di proprietà, ma paradossalmente per la medesima crisi non riescono a disfarsene”. Contro corrente Vaciago difende la sovranità fiscale dei Comuni: “l’Imu è una imposta che finanzia gli enti locali: spetta quindi a questi ultimi, dotati di sovranità fiscale, decidere sulla questione. E ogni Comune fa quello che vuole. Anche il dibattito su prima, seconda o terza lo lascerei a loro. Tutti vorrebbero che il parlamento facesse una legge che uniformi i migliaia di Comuni italiani, invece il parlamento si limiti a dare dei principi e poi lasci alle singole amministrazioni definire i dettagli”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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