martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Teatro: “Tutti con me”, una commedia surrealsatirica di Biagio Izzo
Pubblicato il 14-05-2013


Biagio Izzo-Tutti con meLa crisi morde, pervade le nostre vite, modifica tutti i comportamenti. Ogni accidente è riconducibile a lei. “Amore, questa pasta è scotta”. “Mangia, con la crisi  che c’è ti lamenti pure?”. Parlarne, irriderla è l’unico modo di esorcizzarla e esorcizzarla  significa imparare a conviverci, mandare giù la pillola amara con un po’ di zucchero. Biagio Izzo è così che ce la propone, con una divertente satira caustica, nella commedia “Tutti con me”, in scena al teatro Sistina di Roma fino al 19 maggio.

ALLA RICERCA DI SÈ – Per riuscire nel suo intento, il comico napoletano chiama in aiuto tutti i suoi personaggi che lo hanno reso famoso, un viaggio psicoanalitico all’interno del proprio “io” alla ricerca del sé e di una nuova coscienza critica, che regala al pubblico un divertente caleidoscopio di sensibilità sociali diverse. Ad accompagnarlo nelle vesti di “Strizzacervelli” un inedito Federico Perrotta serioso, che però, nell’aiutare Biagio Izzo a crearsi una nuova coscienza musicale, non resiste alla tentazione di rispettare la sua vocazione di comico, con una performance alla John Travolta “alla matriciana”. Coprotagoniste assolute delle scena Teresa Del Vecchio e Valentina Olla, rispettivamente  il subconscio e l’inconscio dell’attore partenopeo, perfette, attraverso una demenzialità surreale, nell’uccidere simbolicamente una a una tutte le personalità che hanno costituito la sua identità fino ad oggi.

UNA COMMEDIA FUORI DAL COMUNE – Difficile capire se davvero Biagio Izzo ci racconti un’evoluzione nella sua carriera artistica, una retrospettiva per voltare pagina. «Quei personaggi hanno, comunque, fatto la storia della mia carriera e mi hanno consentito di essere su questo palco stasera – ha dichiarato il comico alla termine della prima al Sistina –  io non li rinnegherò mai». Una commedia sicuramente fuori dall’ordinario che, pur nella complessità dell’impianto teorico, non sacrifica mai il divertimento e gli ingredienti base del cabaret, con il contributo musicale della compagnia de “I virtuosi di San Martino”. Ottima la regia di Claudio Insegno, una firma ormai facilmente riconoscibile, e molto belli i costumi del corpo di ballo di Graziella Pera.

Cristina Calzecchi Onesti

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