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Torna il ciel sereno sull’abbazia di Spineto, ma rimangono le “nuvole” sull’esecutivo
Pubblicato il 13-05-2013


nuvole nereCominciano presto i lavori nell’abbazia di Spineto, dove il primo ministro Enrico Letta e il suo governo sono riuniti per cercare di fare il punto. Con un “cinguettio” molto mattiniero, il premier ha annunciato la ripresa dei lavori per il secondo e conclusivo giorno. «Spineto, ore 8.00, si ricominciano i lavori. Almeno oggi non piove», ha scritto Letta nel suo tweet. Ma se sul cielo di Sarteano, in provincia di Siena, il sole splende alto nel cielo, non mancano le nuvole nere all’interno dell’esecutivo. Letta e il vicepremier Alfano, infatti, si sarebbero scontrati sulla presenza di Alfano alla manifestazione organizzata a Brescia del Pdl, definendola «inaccettabile», secondo quanto riferito dal portavoce Gianmarco Trevisi: la partecipazione del ministro dell’Interno ad una manifestazione di contestazione contro la magistratura rappresenta per Trevisi un evento «che non si può più ripetere perché le ricadute negative sul governo sono superiori alla capacità di tenuta dell’Esecutivo».

QUELLA PRESENZA INOPPORTUNA – «Come aveva detto il premier Letta – ha ricordato Trevisi alla stampa – che non avrebbe fatto un governo a tutti i costi, così ora l’attività di governo non si prosegue a tutti i costi e bisogna sminare il terreno da possibili elementi di contrasto». Un forte elemento di frizione, dunque, che rispecchia differenti culture e concezioni dello Stato: difficile ipotizzare, per chi ha una certa idea delle istituzioni, che un ministro dell’Interno possa partecipare ad una manifestazione pubblica che, di fatto, si scaglia contro uno dei tre poteri dello Stato. Del resto non è la prima volta che la coalizione di centrodestra esprime “gesti” di questa caratura: il predecessore di Alfano, il leghista Maroni, presenziò, infatti, in prima fila tra le orde in camicia verde di Pontida che inneggiavano alla secessione.

LA TREGUA – Due concezioni così profondamente divergenti dello Stato non potevano che trovare una tregua, piuttosto che una pace. Il punto di equilibrio sul tema tra Alfano e Letta si è raggiunto, infatti, sul comune impegno, per tutti i ministri, di non prendere parte fino alle prossime amministrative, a comizi e iniziative di partito, né comparirà in tv o su altri media se non per parlare dell’attività del proprio dicastero.

ACQUA SUL FUOCO – Lasciando il “ritiro” del governo diretto all’Eurogruppo a Bruxelles, il ministro dell’Agricoltura, Nunzia De Girolamo, ha cercato di sminuire le polemiche, spiegando ai giornalisti che tra Letta e Alfano «non c’è mai stato gelo». «Siamo diversi – ha aggiunto il ministro – veniamo da partiti diversi aggregati nell’interesse del paese, il governo non porterà a una contaminazione definitiva: Alfano non diventerà di sinistra e Letta non diventerà di destra».

LE RACCOMANDAZIONI – E, in attesa di una valutazione complessiva su quella che Letta aveva definito una “trasferta” informale per “fare spogliatoio”, da Spineto arriva la conferma di alcune linee guida già messe in evidenza da Letta sin dalle prime ore di vita del nuovo esecutivo. Prima tra tutte la distinzione tra «la politica dalle politiche», concetto già espresso da Letta nel suo discorso di insediamento su una citazione del suo mentore Beniamino Andreatta. Il primo ministro ha anche richiamato l’importanza della centralità del Parlamento chiedendo contatti frequenti con i capigruppo e grande attenzione alle proposte e alle richieste provenienti dall’opposizione.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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