giovedì, 14 dicembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Tragedia porto di Genova: colloqui radio rivelano un’avaria ai motori
Pubblicato il 09-05-2013


Tragedia porto Genova

Una manovra “non abituale, ma neppure troppo inusuale”, dice il procuratore capo di Genova Michele Di Lecce, per commentare il percorso della Jolly Nero per uscire dal porto. E proprio perché non inusuale, quella manovra sul finire e’ apparsa strana a chi aiuta a farla da anni. Il comandante del rimorchiatore di poppa, lo Spagna, ha visto che qualcosa non stava andando come sempre e alla radio ha urlato al pilota del cargo: “Non c’e’ piu’ acqua, che fate?”. Il pilota ha gridato disperato: “Non ho piu’ la macchina”, frase che sta a indicare che non riusciva a mettere la nave con i motori avanti, come doveva avvenire a quella fase della manovra. Questo emerge dai colloqui radio e dalle testimonianze dei protagonisti e indirizza l’indagine in modo deciso verso l’ipotesi che possa essere stata una avaria a causare la tragedia: 7 morti, due dispersi e quattro feriti. La nave era stata sottoposta ad un controllo, anche dei motori, da parte delle autorita’ marittime spagnole la scorsa settimana.

LA MANOVRA INCRIMINATA – Eccola la manovra, cosi’ come la descrivono gli inquirenti: la nave ha fatto retromarcia con la poppa per poi uscire dal porto di prua ma in questa posizione non si e’ mai messa e con la parte sinistra della poppa ha urtato contro la base della torre, interamente crollata. Il procuratore Di Lecce, che parla dell’indagine affidata al suo sostituto Walter Cotugno, rimane pero’ cauto. “Dobbiamo verificare se la manovra e’ avvenuta in modo corretto o se qualcosa non ha funzionato”, ma gia’ in mattina era stata la stessa procura a far trapelare che l’ipotesi dell’avaria era consistente. Parla Di Lecce, e rivela che un cavo di un rimorchiatore si e’ rotto, ma aggiunge “forse dopo l’incidente”. E pare che sia andata proprio cosi’: il mezzo avrebbe provato fino all’ultimo di velocizzare la rotazione del cargo per evitare l’impatto con la torre e il cavo si sarebbe rotto a fine manovra. E’ stato sequestrato, come la ‘scatola nera’ della nave, il vdr, che registra tutto cio’ che avviene a bordo. Ci sarebbe stata anche un’altra manovra disperata: il comandante della Jolly Nero avrebbe gettato le ancore per provare a frenare la nave che stava impattando contro la torre di controllo.

LE INDAGINI – Intanto sono due gli indagati. Si tratta del comandante del cargo della compagnia Messina, Roberto Paoloni, romano, 63 anni, e il pilota del porto che si trovava sulla Jolly Nero, Antonio Anfossi, cinquantenne, genovese: entrambi ritenuti ‘molto esperti’. Sono accusati di omicidio colposo plurimo. Il comandante si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere, ma dice: ‘Sono avvilito e frastornato’. Il pilota ha invece parlato e l’interrogatorio e’ stato secretato. “Gli indagati – dice Di Lecce – potrebbero aumentare e stiamo valutando l’eventuale sussistenza del reato di attentato alla sicurezza dei trasporti previsto dal codice della navigazione”. In questo momento’. Il procuratore ha spiegato che comandante e pilota hanno ruoli diversi ma, il ministro Lupi, durante l’audizione alla Camera, ha specificato che ‘la responsabilita’ della manovra’ e’ del comandante, il piota a bordo ha il ruolo di consulente’. E il legale di Paoloni, Romano Raimondo, dice: “Chiederemo che siano esaminate le conversazioni con i rimorchiatori e con la torre”. E il comandante dice che l’indagine dovra’ anche accertare se l’edificazione della torre in quel punto rispettava tutte le norme di sicurezza per la navigazione.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento