martedì, 18 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Processo Ruby, Lele Mora: «Ad Arcore un caso di dismisura, abuso di potere, degrado»
Pubblicato il 28-06-2013


Lele Mora-ArcoreOltre ad aver ammesso di aver portato alcune ragazze ad Arcore, senza mai costringerle, il manager dello spettacolo Lele Mora – imputato nel processo cosiddetto Ruby – ha dichiarato, in modo spontaneo, che quanto accaduto attorno alle serate nella villa ad Arcore di Silvio Berlusconi rappresenta un caso di «dismisura, abuso di potere, degrado». L’ex talent scout – tornato libero dopo alcuni mesi di carcere per bancarotta – ha utilizzato e condiviso tre parole lette su un quotidiano a diffusione nazionale. Mora ha rilasciato le dichiarazioni spontanee dopo quelle dell’ex consigliere regionale della Lombardia, Nicole Minetti e del giornalista Emilio Fede, anche loro accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione. 

IL “MEA CULPA” DI LELE MORA – «È vero ho partecipato alle feste di Silvio Berlusconi ad Arcore, è vero ho accompagnato alle cene alcune ragazze, ma non ho mai voluto condizionarle, non ho mai giudicato i loro comportamenti e non ho mai orientato le loro condotte con costrizione», ha spiegato Mora. L’uomo ha poi voluto sottolineare il suo rispetto nei confronti dell’«attività di indagine della procura», attività che non intende contestare.

GLI ALTRI IMPUTATI NEL PROCESSO RUBY BIS – Lo scorso 31 maggio la Procura di Milano aveva avanzato nei confronti di Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora la richiesta di condanna a sette anni di carcere, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dagli incarichi scolastici. Il filone principale del procedimento vede imputato Silvio Berlusconi, condannato lunedì scorso a sette anni di reclusione con l’accusa in concussione per costrizione alla prostituzione. L’ex premier è stato condannato anche per prostituzione minorile, oltre all’interdizione legale e a quella perpetua dai pubblici uffici.

Silvia Sequi

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