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Opinioni e commenti
 

Ancora razzismo leghista. Kyenge si rivolge a Maroni: «Cessino gli attacchi contro di me»
Pubblicato il 31-07-2013


EVIDENZA-Kyenge-Lega NordDopo gli ignobili atti di razzismo nei suoi confronti il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge si rivolge direttamente al leader della Lega Roberto Maroni per chiedere di prenderne chiaramente le distanze: «Se Roberto Maroni non farà cessare gli attacchi contro di me, sarò costretta a declinare l’invito della Lega» ha affermato la ministra in riferimento all’invito a partecipare alla festa del Carroccio. La scelta arriva all’indomani dell’ennesimo atto ostile nei suoi confronti messo in atto dai consiglieri regionali leghisti di Cantù che hanno abbandonato l’aula all’arrivo del ministro per l’Integrazione. «Questi episodi da parte della Lega li considero ormai intollerabili», ha detto Kyenge perché «persone che hanno idee diverse si devono confrontare su queste idee e non con sceneggiate come quella di ieri al Consiglio comunale di Cantù». Kyenge è intervenuta durante la presentazione del Piano nazionale contro il razzismo. «Ho accettato di confrontarmi con il Governatore Zaia il prossimo 3 agosto a Milano Marittima, ma ritengo di poter rispettare questo impegno solo se Maroni farà appello ai suoi militanti perché cessino gli attacchi», ha aggiunto il ministro.

LA RISPOSTA DI MARONI – Chiamato in causa, il segretario del Carroccio Maroni ha detto che telefonerà personalmente al ministro Kyenge per ribadirle l’invito alla festa delle camice verdi e per spiegare la “vera posizione” del suo partito. Nonostante i propositi, però, Maroni non ha risposto a chi gli chiedeva come avrebbe approcciato i militanti per affrontare un tema così spinoso. Si è limitato a tagliare corto con un “Ci sono altre domande?”. Un segnale preoccupante rispetto alla doppia morale che la Lega, in caduta libera di consensi, cerca di attuare per “ricucire” il rapporto con la sua base, come promesso dopo gli scandali che coinvolsero la dirigenza leghista del cosiddetto “cerchio magico”.

UN CAMBIAMENTO CULTURALE – «Gli italiani non sono razzisti. L’Italia è soffocata però da alcune voci che urlano più forte. Ognuno di noi deve dare un contributo alla creazione di un clima sereno in cui è possibile un confronto fra le diverse persone». Per questo, secondo il ministro Kyenge «è necessario un cambiamento culturale» visto che assistiamo ad un aumento di «alcuni atti di razzismo a causa della paura della diversità». In quest’ottica è necessario lanciare il Piano nazionale contro il razzismo: secondo il ministro, infatti «c’è bisogno di una campagna di conoscenza dell’altro». Il Piano contro il razzismo, come Kyenge riferisce, sarà attuato prevede «la possibilità di rafforzare gli strumenti legislativi a livello nazionale e internazionale», da un lato, mentre dall’altro «riguarda la comunicazione». L’intervento non è rivolto, però, ai soli cittadini stranieri ma anche agli italiani di origine straniera, tra i quali le seconde e le terze generazioni, con un focus specifico sulle seconde generazioni che hanno acquisito la cittadinanza italiana dopo i 18 anni. «Tra settembre e ottobre effettueremo una consultazione per arrivare al mese di novembre, quando porteremo i risultati al Consiglio dei Ministri», ha aggiunto Kyenge.

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