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Opinioni e commenti
 

Banca d’Italia: economia in calo nel 2013, ripresa (forse) nel 2014
Pubblicato il 18-07-2013


BancaItaliaSecondo le ultime analisi diffuse dalla Banca d’Italia, l’economia italiana nel 2013 andrà peggio di quanto previsto. Infatti il prodotto interno lordo è ora stimato in calo del 1,9% nell’anno in corso, mentre le precedenti previsioni indicavano una flessione di appena l’1%. La revisione al ribasso è attribuibile al rallentamento degli scambi internazionali ed alle tensioni sul mercato del credito che hanno interessato la prima parte dell’anno e stanno ritardando l’uscita dalla fase recessiva. Nondimeno, già alla fine di quest’anno, dovremmo assistere ad una stabilizzazione dell’attività economica e la ripresa si dovrebbe rafforzare nel 2014, quando il PIL dovrebbe tornare a crescere con un positivo 0,7%.

RIPRESA POGGIA SU FATTORI INCERTI – La ripresa sarebbe legata fondamentalmente a due fattori: la crescita degli investimenti produttivi e l’accelerazione degli scambi con l’estero. Su entrambi i punti, però, vi è molta incertezza. La crescita degli investimenti produttivi è connessa fortemente allo sblocco da parte della pubblica amministrazione dei debiti commerciali contratti con le imprese. Laddove i pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione dovessero tardare, anche gli investimenti da parte delle imprese sarebbero maggiormente diluiti nel tempo, rallentando la ripresa economica. Difficilmente la crescita degli investimenti produttivi potrà arrivare grazie a nuove concessioni creditizie da parte del settore bancario, visto che le stesse istituzioni finanziarie stanno già registrando un flusso crescente di sofferenze sui prestiti in essere. Di conseguenza devono aumentare gli accantonamenti ed hanno meno liquidità per nuovi prestiti. Ma anche sull’accelerazione degli scambi con l’estero gravano rischi al ribasso, visto che le richieste dall’estero di prodotti e servizi italiani potrebbero assottigliarsi se la crisi in Europa dovesse protrarsi ed i Paesi emergenti dovessero crescere meno del previsto. Del resto questo  sembra stia già accadendo in Asia dove la Cina dovrebbe registrare quest’anno una crescita inferiore alle previsioni.

CONSUMI DEBOLI E DISOCCUPAZIONE IN AUMENTO – Inoltre, vi è un altro punto da non sottovalutare. Nelle previsioni della Banca d’Italia la ripresa nel 2014 sarà trainata da investimenti ed esportazioni. Tuttavia, i consumi da parte delle famiglie resterebbero deboli, a causa del basso reddito disponibile e dell’incertezza sulle prospettive di lavoro. Sul fronte occupazionale, nel 2014 assisteremmo ad un ulteriore calo degli occupati. Il tasso di disoccupazione, che ha raggiunto il 12% quest’anno, sfiorerebbe il 13% il prossimo. In tale contesto, non è opportuno agire ulteriormente, come pure ventilato da alcuni commentatori, sulla flessibilità del lavoro, che rischierebbe di ridurre ancor di più reddito disponibile e i consumi delle famiglie. Sarebbe invece più efficace incentivare gli imprenditori ad investire in ricerca e sviluppo ed a capitalizzare le proprie imprese, in modo tale da poter offrire prodotti più competitivi sul mercato globale, in grado di mantenere quote di mercato anche a fronte di un calo della domanda estera.

SULLA RIPRESA PESA ANCHE LA CREDIBILITA’ DELLA POLITICA – Infine sulla ripresa grava la credibilità della classe politica e la capacità di assumere quelle decisioni necessarie per continuare il percorso virtuoso di risanamento dei conti pubblici. Dopo essersi presi alcuni mesi di riflessione e dopo aver sospeso o rinviato decisioni già prese, chi governa dovrebbe essere in grado di ridurre le tasse accompagnando la riduzione del carico fiscale ad un taglio selettivo e credibile della spesa pubblica improduttiva. Laddove, infatti, i mercati finanziari dovessero percepire come interrotto il percorso di risanamento di bilancio, le parole non basterebbero e lo spread tornerebbe pericolosamente ad aumentare, rappresentando un costo ulteriore per le finanze pubbliche del nostro Paese ed un ulteriore vincolo alla ripresa.

Alfonso Siano

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