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Opinioni e commenti
 

Caso Ablyazov, Procaccini si dimette e smentisce Alfano: «Lo informai dell’incontro con la diplomazia kazaka»
Pubblicato il 17-07-2013


Alfano-ProcacciniDa una parte il ministro dell’Interno, Angelino Alfano che nega di essere stato informato. Dall’altra, l’oramai ex capo di gabinetto del Viminale, Giuseppe Procaccini che dichiara l’esatto contrario. Di fatto a dimettersi è stato il secondo, che ha spiegato il senso del gesto compiuto – prima di essere cacciato – «di buona volontà per l’amministrazione». Procaccini non ha nascosto di essere «nauseato e ingiustamente offeso» per come si sono svolti i fatti dopo il misterioso caso scoppiato in seguito all’espulsione della moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, Alma Shalabayeva e della figlia di sei anni. Nonostante Alfano lo abbia negato in Parlamento, Procaccini ha reso noto di aver informato il responsabile del Viminale del colloquio avuto con l’ambasciatore kazako che ha parlato «della ricerca di un latitante» e di aver passato la pratica al prefetto, nonchè capo della segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza, Alessandro Valeri. Il vicepremier dopo aver accettato le dimissioni di Procaccini, ha chiesto l’avvicendamento di Valeri. 

PROCACCINI: MI SENTO OFFESO IN MODO INGIUSTO – Nella sua versione Procaccini riferisce di essere stato informato della «presenza nel nostro Paese di un pericoloso latitante armato» cioè Mukhtar Ablyazov, ammettendo però di ignorare «ciò che poi si è sviluppato», ossia il blitz della polizia che ha trasferito la moglie e la bimba di Ablyazov fuori dall’Italia. L’ex capo di gabinetto ha inoltre reso noto di aver riferito al ministro Alfano che la diplomazia kazaka aveva chiesto «l’arresto di un pericoloso latitante». «Dopo tanti anni di carriera vado via, ma sono stato ingiustamente offeso» ha scritto in modo esplicito nella lettera di dimissioni consegnata lunedì ad Alfano, che le ha accettate, proponendo anche l’avvicendamento del capo della segreteria del dipartimento Pubblica sicurezza, di cui ha chiesto una «riorganizzazione generale, a cominciare dall’Ufficio immigrazione».

ALFANO: NON ERO STATO INFORMATO – Nel pomeriggio di ieri, il vicepremier Angelino Alfano ha letto al Senato e poi alla Camera la relazione del capo della polizia, Alessandro Pansa, dichiarando di «non essere stato informato» della vicenda relativa all’espulsione di Alma Shalabayeva come «nessun altro collega del governo» né «il presidente del Consiglio». Una versione completamente diversa rispetto a quella fornita da Procaccini, definito «uomo di fiducia» dai numerosi ministri che si sono avvicendati al Viminale.

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