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Opinioni e commenti
 

Caso kazako: Alfano in silenzio si trincera dietro il Pdl. Ma M5S vorrebbe sfiduciarlo
Pubblicato il 16-07-2013


Alfano-ShalabayevaSembrano essere stati tre i blitz. Blitz fatti di perquisizioni, ricerche e beni sequestrati. Le operazioni lampo della polizia si sono concluse con il provvedimento di espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Ablyazov e della loro figlia di sei anni. La vicenda – che si è consumata durante gli ultimi giorni dello scorso maggio, nella villa a Casal Palocco, nei pressi di Roma – rischia ora di provocare una crisi interna del già traballante governo Letta, nonché minarne la credibilità internazionale. Il caso kazako infatti riguarda l’ambito dei diritti umani, a quanto pare violati, e che potrebbe sottoporre l’Italia al giudizio della Corte europea dei diritti dell’uomo. Nel frattempo mille voci si affollano attorno a questo che sta assumendo sempre più i contorni di un giallo in piena regola.

IL SEQUESTRO E L’ESPULSIONE DI ALMA E DELLA FIGLIA – Il 30 maggio scorso, la Prefettura di Roma avrebbe firmato un decreto di espulsione della donna, motivando la decisione con il carattere illegittimo del suo ingresso in Italia. Il 12 luglio l’esecutivo ha rimarcato «la gravità della mancata informativa» al governo sul caso e revoca l’espulsione, ma Alma e la bambina sono già ad Almaty, la città più popolosa del Kazakistan.

IL SILENZIO DEL MINISTRO ALFANO – Nel frattempo Angelino Alfano, ministro dell’Interno, nonché vicepremier del già traballante governo Letta, si è chiuso nelle stanze del Viminale, scegliendo la linea del silenzio, tanto da disertare la presenza alla presentazione, ieri, del libro di una parlamentare Pdl. Tanto a difenderlo ci pensa il partito, compatto e con la spada tratta. La linea del silenzio del vicepremier potrà però essere mantenuta sino a giovedì, quando questi sarà costretto a riferire in Parlamento su quanto realmente accaduto in quelle concitate giornate di fine maggio. Alfano avrebbe dunque chiesto al prefetto Alessandro Pansa, nonché neo capo della polizia, di avviare un’indagine interna «in tempi rapidissimi». «In base a quella ricostruzione dei fatti agirò» ha reso noto il vicepremier.

M5S E SEL PRESENTANO MOZIONE SFIDUCIA ALFANO – Sulla vicenda, il MoVimento5Stelle si è espresso, presentando due mozioni per chiedere le dimissioni del ministro dell’Interno, una al Senato e una alla Camera (ove ha ottenuto l’appoggio di Sinistra Ecologia e Libertà). «Alfano si dimetta» ha esortato il capogruppo grillino alla Camera, Riccardo Nuti. «Il Viminale non poteva non sapere e, se non sapeva, significa che nel nostro Paese c’è una polizia parallela che agisce a propria discrezione e all’insaputa dei vertici soprattutto considerando che la notizia era online fin dal 5 giugno scorso».

Silvia Sequi

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