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Opinioni e commenti
 

C’era una volta la Lombardia: la Lega indice un referendum per l’indipendenza della Regione
Pubblicato il 26-07-2013


Lombardia-secessione

“C’era una volta un paese…”. Non è il sottotitolo di Underground, film culto di Kusturica. Non è la Jugoslavia che nella scena finale della pellicola viene stigmatizzata come un’isoletta che va alla deriva sul fiume. Eppure i leghisti, in bassa fortuna e invischiati in beghe di partito dure a morire, si giocano la vecchia carta (straccia) della secessione. Quei simpaticoni del Carroccio però questa volta l’hanno fatta grossa. Hanno chiesto  e ottenuto, grazie all’appoggio di Pdl  e Fratelli d’Italia, la fissazione di un referendum  per chiedere l’indipendenza della Lombardia. A reclamare “il mal tolto” una mozione della Lega nord approvata il 25 luglio dal Consiglio provinciale di Brescia.

LA REPUBBLICA, UNA E INDIVISIBILE – Sarà che chi cade in bassa fortuna le prova davvero tutte per rialzare la china. Ma qui si sta mettendo in dubbio “l’annessione (della Lombardia, ndr.) allo Stato italiano a seguito delle guerre risorgimentali”, oltreché dimenticarsi come fosse carta straccia quanto recita l’art. 5 della Costituzione: “La Repubblica, una e indivisibile,…”. Insomma la secessione, quello che fu lo storico cavallo di battaglia del “celodurista” Bossi, sembrava stesse scomparendo a sentire i discorsi del più forzatamente pacato Maroni. E invece no. La base leghista allo sfascio può star tranquilla. Quella che è stata l’ideologia della Lega e la fortuna di Bossi, è tornata di moda.

C’E CRISI DI IDEE IN CASA LEGA – C’è crisi per tutti. Di valori, idee, persone valide.  E per fortuna che in casa Lega ci sia gente come il consigliere regionale Fabio Rolfi: “Si tratta di una data storica per la nostra terra. Per la prima volta un ente istituzionale si esprime in modo favorevole alla promozione di un referendum popolare attraverso cui i cittadini lombardi possano liberamente esprimersi in merito all’indipendenza della regione”. “Trombato” alle amministrative di Brescia, Rolfi caccia (per le orecchie) il suo coniglio dal cilindro per ritornare in pista, o almeno aggiudicarsi qualche titolo sui giornali. E pensa, pensa, pensa. Eureka: la secessione della Lombardia. Che la mozione approvata dal consiglio provinciale bresciano sia una mera mossa politica è palese, ma che oltre ad essere vecchia di anni cozzi con tutte le scelte fatte fino ad oggi dalla Lega, che ha condotto la campagna elettorale parlando di macroregione del nord, per anni ha parlato di Padania e di secessione, è meno evidente. Oggi la Lega chiede un referendum per l’autodeterminazione della Lombardia. Almeno si chiarissero le idee, prima di impegnare i cittadini lombardi in “baruffe di partito”.

Lucio Filipponio

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. La carta straccia caso mai è quello schifo che recita ” una ed indivisibile ” ma chi lo ha detto ? Sicuramente un Idiota… Uno stato indipendente nasce dal popolo. Io anche se non sono leghista questo referrendum lo firmo da Lombardo (che non riconosce l’annessione italiana) e dal fatto che l’italia è un paese ” ingovernabile “. Uno schifo. Uno stato mai nato! Quindi dire che è indivisibile è una ” cagata pazzesca ! “.

    Saluti

    • BEN DETTO

      Pensa solo a chi ha detto ‘l’italia è fatta, ora si devono fare gli italiani’

      In realtà PRIMA dovevano esser fatti gli italiani. L’italia sarebbe poi venuta dopo. (basta vedere la Norvegia, prima c’era il popolo norvegese, che lottando come oggi lotta la lombardia, riuscì a staccarsi dalla Svezia. Per la fortuna dei norvegesi, viste le cazzate che la Svezia ultimamente continua a fare.

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