mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Coi socialisti europei con Schulz, ma….
Pubblicato il 01-07-2013


Hanno perfettamente ragione tutti coloro che nel nostro partito avanzano la proposta di puntare per le prossime elezioni europee a una lista italiana del socialismo europeo. Sarebbe la cosa più giusta. E non si capisce per quale motivo si dovrebbe evitarla. Dunque è naturale che il nostro partito proponga anzitutto al Pd, ma anche a Sel, che dice di ispirarsi al socialismo europeo, cioè alla socialdemocrazia classica (con Ariaudo e gli irriducibili della Fiom mi pare un’operazione complicata), di formare un’unica lista che punti a sostenere l’unico candidato del Pes, e cioè il socialdemocratico tedesco Martin Schulz, attuale presidente del Parlamento europeo, alla presidenza della Commissione. Sennonché noi siamo nell’Italia delle anomalie, nella cosiddetta seconda Repubblica dei partiti senza storia e senza identità.

Dunque nell’Italia senza omologazione europea. Alle elezioni europee i partiti che esistono solo in casa nostra dubito che rinuncino al loro carattere specificatamente italiano per divenire d’incanto, e solo perché lo chiediamo noi, organicamente europei. È più facile pensare che mantengano il loro alto tasso di ambiguità. Il Pd si proporrà come forza imparentata coi partiti del socialismo europeo, ma non perfettamente loro espressione, più o meno la stessa cosa farà Sel, mentre il Pdl, o Forza Italia bis che sia, gareggerà con Udc e Lista civica montiana sul tasso di adesione al Partito popolare. Perché anche in Italia non possano vivere forze politiche omogenee con quelle del resto d’Europa è motivo di analisi storica che ci riporta alle conseguenze italiane della caduta del Muro, alla fine del Pci che non ha voluto diventare socialista, al crollo del sistema politico dopo l’esplosione di Tangentopoli. Non saremo noi, coi nostri giusti appelli, a cambiare la situazione.

Si dovrebbe tornare d’improvviso alle scelte del dopo ’89, e i partiti di oggi dovrebbero ammettere gli errori di allora. Difficile che accada. Anche perché il Pd è oggi alle prese con un difficile congresso dove chi ha grandi chances di vittoria, e cioè Matteo Renzi, sostiene di ispirarsi a un socialista a noi caro, Tony Blair, mentre chi gli si oppone, penso a Cuperlo, afferma da sempre che il Pd debba diventare forza del socialismo europeo. Strano no? Vuol dire che quel che li unisce non è ritenuto più importante di quel che li divide. Dall’altra parte che dire di Berlusconi che del Partito popolare fa parte ma che è tenuto in così poca considerazione proprio dai due leader del popolarismo, Merkel e Sarkozy? Ho l’impressione che tutti in Italia abbiano interesse a non guardare all’Europa. E che il nostro appello cadrà nel vuoto. Che fare dopo? Per noi due strade. O tentare una lista o aderire a quella altrui con qualche candidato. Diciamo la verità. Non è neanche un’alternativa nuova.

 

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Commenti all'articolo
  1. Non credo proprio che Tony Blair sia stato particolarmente caro ai socialisti italiani ed europei in genere tantomeno ai lavoratori inglesi. Blair è stato un fedele alleato dell’imperialismo guerrafondaio degli USA (vedi guerra in Irak ) e la sua linea politica ha avuto ben poco di socialismo.

  2. Mauro , io tileggo con attenzione e permettimi 2 osservazioni
    1) perchè del socialismo europeo?cosi dicendo noi avvalliamo una errata traduzione PES sta per “PARTITO SOCIALISTA EUROPEO”

  3. Caro Mauro
    Ti leggo sempre molto volentieri , mi è facile apprezzare quello che scrivi ora però permettimi 2 osservazioni.
    1) perchè del socialismo europeo? cosi dicendo avvalli
    A) una errata traduzione PES sta per “PARTITO SOCIALISTA EUROPEO”
    B) scrivendo “del socialismo europeo” avvalli tanta nostra sinistra che parla appunto di partito del socialiSMO europeo per negare ruolo al “PARTITO SOCIALISTA ITALIANO” come partito federato al PSE.
    2) alle prossime europee noi dobbiamo chiedere di di fare una lista PSE che deve vedere noi per primi come soli menbri del PSE in Italia protagonisti, noi fultro attorno al quale aggregare chi vuole riconescersi nel documento di Sofia, chi non ci sta saranno alleati del PSE insieme al parlamento potranno fare un gruppo comune, ma non saranno nel PSE.
    Mi sembra elementare se abbiamo ancora un minimo di fiducia in quello che siamo e che dobbiamo rappresentare.
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari
    Fed. Di Torino

  4. Scusa Mauro .
    Perchè dovremmo tentare una lista? Noi siamo in Italia il PSE,sta noi chiedere ed avere simbolo PSE per una lista unitaria di chi, partito e non, s riconosce nel documento di Sofia. Sta a noi l’iniziativa , la lista la dobbiamo fare
    Se non attorno al PSI attorno chi si può costruire questa lista? cChi fa il socialista a Bruxellese il democristiano in Italia? chi perennemente vive su questo argomento nell’ambiguità?
    Rompiamo gli indugi proponiamo una lista PSE. e chi aderisce è SOCIALISTA!chi non aderisce può essere alleato ,con loro si può fare gruppo comune ma non è del PSE non socialista, mettiamo fine alle ambiguità svolgiamo il ruolo che la storia, gli ideali e la necessità dell’talia ci impongono:
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari

  5. o .
    Perchè dovremmo tentare una lista? Noi siamo in Italia il PSE,sta noi chiedere ed avere simbolo PSE per una lista unitaria di chi, partito e non, s riconosce nel documento di Sofia. Sta a noi l’iniziativa , la lista la dobbiamo fare
    Se non attorno al PSI attorno chi si può costruire questa lista? cChi fa il socialista a Bruxellese il democristiano in Italia? chi perennemente vive su questo argomento nell’ambiguità?
    Rompiamo gli indugi proponiamo una lista PSE. e chi aderisce è SOCIALISTA!chi non aderisce può essere alleato ,con loro si può fare gruppo comune ma non è del PSE non socialista, mettiamo fine alle ambiguità svolgiamo il ruolo che la storia, gli ideali e la necessità dell’talia ci impongono:
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari

  6. Tristissima conclusione, ma reale, vera, indice di difficoltà che sembrano davvero insuperabili se non stessero sempre davanti a noi come l’ostacolo che impedisce la modernizzazione del Paese. Finché l’Italia non avrà un partito socialista ed uno popolare che si alternino alla guida del Paese, in una dialettica europea, la governabilità sarà sempre un sogno. Volete una figura che rappresenta questa strana situazione? D’Alema, dirigente della socialdemocrazia europea e guru del PD, primo ostacolo alla formazione della socialdemocrazie italiana.

  7. Se hanno “perfettamente ragione ad avanzare la proposta di puntare per le prossime elezioni europee a una lista italiana del socialismo europeo” allora sarebbe più utile sostenerne le ragioni propositive che sottolinearne le possibili difficoltà. Difficoltà che sono ben conosciute e che è aupicabile possano essere superate grazie all’aiuto di chi, nei tre partiti, sono “perfettamente d’accordo”.

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