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Opinioni e commenti
 

Datagate, l’Italia chiude alla richiesta di asilo politico alla “talpa” Snowden: «Non ci sono le condizioni giuridiche e politiche»
Pubblicato il 05-07-2013


 Emma Bonino-SnowdenContinua a essere l’uomo più cercato e ricercato dagli Stati Uniti: Edward Snowden, l’informatico che ha svelato i programmi segreti di sorveglianza dell’intelligence statunitense, facendo scoppiare il cosiddetto scandalo “datagate” – è da giorni alla ricerca di un Paese che gli dia asilo politico per evitare di essere processato negli Usa. La richiesta sembra essere stata avanzata a 21 Paesi, tra i quali anche il nostro. Ma il ministro degli Esteri, Emma Bonino ha reso noto che «non ci sono le condizioni giuridiche e politiche affinché l’Italia possa accogliere la richiesta di asilo» inviata da Snowden, il cui rientro negli Usa è fortemente richiesto dall’amministrazione Obama, perché sia processato in patria. Nel frattempo da Washington non è giunto ancora nessun chiarimento sulla delicata vicenda che ha fatto alterare non solo gli americani stessi, ma anche Istituzioni e governi europei. 

BONINO: RAPPORTO DI FIDUCIA CON USA – Venerdì durante un’audizione sul caso, davanti alle Commissioni Affari Costituzionali, Esteri e Difesa dei rami del Parlamento, il responsabile della Farnesina ha spiegato che la ragione giuridica alla base del rifiuto alla richiesta di Snowden risiede nel fatto che – secondo la normativa italiana – «la domanda di protezione interna deve essere presentata di persona alla frontiera e sul territorio nazionale». L’ex agente della National Security Agency (Nsa), l’agenzia di spionaggio statunitense, invece si è rivolto all’Italia attraverso un fax trasmesso all’ambasciata d’Italia a Mosca lo scorso 2 luglio. Ma oltre a questa ragione tecnico-giuridica, Bonino ha spiegato che ne esiste un’altra, però di natura politica. Il responsabile della Farnesina ha infatti dichiarato che, oltre al diritto alla privacy, «in gioco c’è anche e soprattutto un rapporto fiducia tra alleati. E gli Usa sono da metà del secolo scorso sono il nostro principale alleato». Secondo quanto contenuto in un documento, datato settembre 2010, in possesso di Edward Snowden e da lui fatto filtrare, nelle operazioni di spionaggio della Nsa sarebbero coinvolte anche ambasciate italiane a Washington e New York.

LUNEDÌ INCONTRO UE-USA – Sempre durante l’audizione di venerdì, Bonino ha inoltre annunciato che: «Il prossimo lunedì a Washington ci terrà un incontro tra Unione europea e Stati Uniti sul caso del “datagate”». In quella data si avvierà anche il negoziato sull’accordo di libero scambio, recentemente compromesso da quando è fuoruscita l’indiscrezione di stampa secondo cui la Nsa, tra le varie attività, avrebbe svolto anche quella di infiltrarsi nei personal computers dei diplomatici dell’Unione Europea ospiti negli Usa. Lo scorso lunedì Viviane Reding, vicepresidente della Commissione Ue e responsabile Giustizia aveva tuonato che non è possibile «negoziare un grande mercato transatlantico se c’è anche il minimo dubbio che i nostri partner fanno attività di spionaggio negli uffici dei nostri negoziatori. Le autorità Usa devono prontamente eliminare ogni dubbio». Ma da Washington ancora tutto tace.

Silvia Sequi

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